Esclusiva SM, Giorgia Sottana si racconta dopo gli Europei
Smaltita la delusione degli Europei e con lo sguardo al futuro. Che sarà ancora a Schio con i camp estivi nel mezzo. Ecco Giorgia Sottana in esclusiva per Supporter's Magazine. Apertura subito dedicata all'esperienza in Romania: “Digerire le sconfitte è sempre dura, ripensare alla partita contro la Bielorussia fa ancora male, perché rimane il dubbio che le cose sarebbero potute andare diversamente. Purtroppo è andata così, abbiamo dato tutto quello che avevamo. Certo che rimane comunque un divario con le altre squadre. Rivedendo alcune partite mi sono accorta come spesso il nostro gap non sia fisico ma mentale. Credere un po’ più in noi stesse a volte farebbe la differenza”.
- Contro la Polonia hai toccato quota cento in nazionale, un traguardo importante. Ti chiedo le tue emozioni alla prima convocazione nel 2007 contro la Svezia a Bormio e se pensavi allora di diventare un punto fermo della nazionale azzurra?
“Il 2007 è lontano ormai, sono successe tante cose nel mezzo. Quando è arrivata la convocazione ero ovviamente al settimo cielo e pensavo che da quel giorno sarebbe cominciato un cammino per me con la maglia azzurra senior. Volevo far bene e non volevo deludere le aspettative che si erano create attorno al mio nome. Ancora oggi quando scendo in campo cerco di fare quello che posso per non deludere gli altri. A volte è un male altre volte un bene”.
Le partite vanno vissute fino all’ultimo secondo e a Ulm, lo scorso novembre, il fiato è rimasto sospeso in eterno. La tripla di Marcus Denmon (nella foto) ha regalato un’emozione indescrivibile e averla raccontata in diretta nella nostra web radiocronaca, ascoltata da oltre due mila ascoltatori, è motivo di ancora maggiore orgoglio. Quell’orgoglio che, nel bene o nel male, ci rende fieri di essere brindisini e ci ha fatto fare 15 mila chilometri in giro per l'Europa per l’amore e la passione verso questa maglia. E che ha permesso a Supporter's Magazine di vivere e raccontare a oltre 10 mila ascoltatori l'Eurochallenge in esclusiva con la prospettiva di altre idee e iniziative legate a questa esperienza unica. Magari un libro o una raccolta fotografica, pronti a ripartire se l'Enel disputerà una nuova stagione in una coppa europea, come immaginiamo che avverrà.
Era nell'aria da giorni, ora diventa ufficiale la pietra miliare nella contrattazione tra Lega e atlete sottoscrivendo un accordo che permetterà alle giocatrici contratti milionari. Negli ultimi anni, con l'incremento dell'esposizione mediatica e la conseguente rinegoziazione degli accordi televisivi che hanno portato un cospicuo incremento, il sindacato delle giocatrici nel rinegoziare l'accordo ha dato battaglia, fino a minacciare lo sciopero, ed ha ottenuto un accordo sottoscritto giusto in termpo per cominciare la stagione che vedrà i suoi momenti chiave il 13 aprile con la notte del Draft, il 19 aprile con l'inzio dei training camp di ogni squadra. L'8 maggio, infine, tutte in campo per la prima giornata di campionato.
Pozzecco, ancora lui. Uno show dopo l'altro, l'ultimo contro Milano gli è costato due giornate di squalifica e quindi contro Brindisi non ci sarà. Almeno ufficialmente perchè in molti sono convinti di vederlo in tribuna al Pala Pentassuglia, magari sotto mentite spoglie. C'è chi a Brindisi, forse esagerando, aveva acquistato il biglietto solo per vedere lui. La critica si è divisa: c'è chi adora i suoi atteggiamenti istrionistici, pagliacceschi, sempre sopra le righe, e chi invece lo critica apertamente. Come ci racconta il nostro corrispondente da Varese, Damiano Franzetti, l'effetto iniziale del "Poz" si sta esaurendo in città anche in virtù delle sei sconfitte consecutive della Pallacanestro Varese nelle ultime sei uscite in campionato. Oltre lo spettacolo, sono i risultati che mancano.
Where amazing happens recita un noto spot della pallacanestro d'oltreoceano. In Italia si è appena conclusa una due giorni di pura passione cestistica: non ingannino i numeri e le seggiole vuote viste al PalaSerradimigni, Sassari è stata per un week end la capitale nostrana del basket. Potremmo raccontarvi di come una squadra appena messa insieme abbia rovesciato il blasone Armani, potremmo raccontarvi la stoppata di Sanders, quella che ha concluso la finale o la classe di Brooks, quello in maglia rossa; la caparbietà di Dyson e l'ira di Gentile. Ma queste sono cose che avete visto in tv: vi vogliamo raccontare come invece tifosi di squadre diverse abbiano condiviso e vissuto le stesse partite e contemporaneamente assorbito simbioticamente le emozioni dei propri amici/colleghi/rivali.