Esclusiva SM, Smith: "Ho seguito il consiglio di Randle"

Presentazione Donta SmithE’ arrivato in corsa ma si è subito inserito nei meccanismi di squadra, risultando un innesto prezioso. Ama scoprire angoli sconosciuti di Brindisi e conserva bei ricordi di ogni posto dove ha giocato. Si dice “eccitato di giocare in un palazzetto piccolo ma molto rumoroso e coinvolgente”. Donta Smith si racconta in esclusiva su Supporter’s Magazine.

- Sei arrivato a Brindisi a stagione iniziata, ma il tuo impatto in campo è stato subito positivo. Raccontaci questi primi due mesi in maglia biancoazzurra
“Ottimo approccio e impatto con il club e i miei compagni. Sono tutti bravi ragazzi e c’è uno staff preparato che lavora tutti i giorni. Ora abbiamo preso fiducia e le cose vanno molto meglio dal punto di vista dei risultati”.

- Il tuo arrivo e il ritorno di Nic Moore hanno cambiato la squadra. Quali sono le tue caratteristiche e come ti trovi in questo sistema di squadra, anche con il cambio di allenatore?
“Le mie caratteristiche penso si vedano in campo, sono contento del rendimento che stiamo avendo e delle partite che siamo riusciti a portare a casa anche se qualcuna ci è sfuggita davvero di un soffio”.

- Brindisi ti è stata consigliata dal tuo amico Brian Randle. Quanto ha contato il suo giudizio?
“Brian è un amico e ci parlo spesso. L’ho fatto anche prima di accettare l’offerta raccontandomi quanto era stato bene nei mesi in cui è stato qui a Brindisi. Il suo giudizio positivo mi ha aiutato a prendere ancor più velocemente la scelta di firmare”.

- Dopo il college, due stagioni in Nba poi hai girato molte squadre e molti paesi. Cosa ti porti nella tua valigia come esperienza professionale e dei posti in cui hai vissuto?
“Ogni esperienza è preziosa e devi saper ricavare il meglio da staff, coach e compagni. Niente è dovuto e tutto è conquistato! Non puoi fermarti troppo a riflettere, devi concentrarti e sfruttare al massimo il tempo che hai, sia in campo che fuori. Solo così puoi non avere rimpianti”.

leggi anche: esclusiva SM, Moore torna a Brindisi

Decide la Fip, fino al 2022 si può scegliere il 5+5 o il 6+6

stand FieraPoco meno di un anno fa, al termine della quattro giorni delle Final Eight di Coppa Italia a Rimini, Egidio Bianchi, presidente di Lega A, tracciò a Supporter's Magazine le linee guida per la governance dell'organismo da lui guidato, a cominciare dalla capienza dei palasport. Due le domande che ponemmo al numero uno della Lega. La prima: bene le tribune senza barriere, ma basta soltanto questo per avere strutture aperte e senza pericolo di incidenti? In fondo, se Brindisi e Avellino si fossero qualificate entrambe per le semifinali, forse si sarebbe dovuto pensare ad altro, data la rivalità tra le due tifoserie. “Credo che in un ambiente del genere, con tante famiglie e bambini presenti, nessuno si sarebbe azzardato a rovinare questa festa, ma è chiaro che dobbiamo lavorare sempre di più e meglio per ridurre le barriere e creare ambienti in cui prevalgano i valori dello sport – spiega il presidente di Lega -. Rimini ha dimostrato che si può stare tutti insieme, ora sta a noi valorizzare quanto di buono è stato fatto (nella foto: uno degli stand costruito alla Fiera di Rimini)”

Seconda domanda: il Pala Fiera è l’esempio che, se si vuole, si può costruire una struttura in poco tempo. Che succederà l’anno prossimo quando i palasport dovranno avere obbligatoriamente 5 mila posti per i play off e molte squadre non sono attrezzate? “Stiamo lavorando con le società e parlando con i presidenti per capire quali sono le situazioni da sistemare – conclude Bianchi -. Non è detto però che il prossimo anno partirà questa obbligatorietà ma la strada deve necessariamente andare verso palazzi fruibili non solo dalla pallacanestro ma polifunzionali. Rimini, seppure con qualche criticità, è stato un buon esempio, valuteremo se e come ripetere l’esperienza. Non abbiamo le strutture di Spagna o Germania e sappiamo che da loro il pubblico è molto più alto, noi dobbiamo fare di più, anche sperando che il Governo possa sbloccare fondi per ammodernare gli impianti (cosa poi non avvenuta, ndr)”. 

Brindisi nel cuore, il racconto di un tifoso a bordo campo

brindisini a torinoHo potuto assistere a bordo campo ad una delle migliori prestazioni di quest’annata della Happy Casa Brindisi che ha saputo sorprendere tutti battendo in trasferta una delle formazioni più pericolose del nostro campionato e poter raccontare il contorno di questa magica serata. Da tifoso appassionato, è un sogno che si realizza. Il basket brindisino ha sempre fatto accorrere alle partite moltissimi tifosi della squadra pugliese in tutti i campi sparsi per lo stivale e, nonostante l’attuale posizione in classifica, questo accade anche a Torino dove una cinquantina di appassionati hanno assistito dal settore ospiti ad un’incredibile vittoria su un campo tanto lontano quanto difficile da espugnare (era dal maggio 1996 che Brindisi non vinceva  Torino, allora era la poule retrocessione in B1, ndr).

I loro incitamenti si sentivano chiaramente anche dalla mia postazione a qualche metro dalla curva dell’Auxilium, e questo non ha potuto far altro che farmi sorridere e farmi sentire orgoglioso di far parte di una comunità così legata alla squadra. Ad ogni tripla di Nic Moore i cori si facevano sempre più forti e a fine match i loro applausi verso i giocatori quasi surclassavano i fischi di un Palaruffini decisamente poco “happy”. Al mio fianco, a soffrire soprattutto dopo il break negativo del secondo quarto e nei minuti decisivi dell’ultimo periodo, c’era Michele, universitario fuori sede, che tra un video e l’altro ripreso con la sua videocamera non esitava a elogiare il contributo del giovane Mesicek definendo la sua gara “una delle migliori prestazioni da quando è a Brindisi”.

Michele non è stato l’unico ad aver speso belle parole sul lavoro dello sloveno perché anche Massimo Cappelli, presente in quasi tutte le trasferte, ha espresso la sua soddisfazione verso la crescita del giocatore e la fiducia al nuovo coach Vitucci che “ci sta facendo uscire da un momento molto buio e in generale piace più di Dell’Agnello, infatti abbiamo vinto 2 delle ultime 3 partite e quella contro Cantù non la commento neanche”.

Esclusiva SM, le prime parole di Sottana al Fenerbahce

giorgia sottanaNella vita di uno sportivo si aprono improvvisamente si aprono strade che sarebbe delittuoso non percorrerle e quella che si è aperta dinanzi alla nostra Giorgia Sottana è una di quelle strade che ti portano in una terra piena di fascino ed in una squadra tra le più forti e ricche del continente che ha come obiettivo vincere, vincere e vincere tra i confini nazionali ed europei. “Inizio un capitolo nuovo in un momento inaspettato - dice Giorgia in esclusiva per Supporter’s Magazine -. Per questo ha un sapore diverso da ogni altra esperienza”.

Il Fenerbahce e coach Firat Okul hanno fortemente voluto il play azzurro ed un blitz, durante la sfida di Eurolega tra BLMA e Fenerbahce, dei dirigenti turchi ha aperto la strada per il trasferimento di Sottana. Fener che annovera tra le sue fila giocatrici del calibro di Ana Dabovic e Kelsey Plum senza dimenticare Anastasya Verameyenka e Aerial Powers un bel banco di prova per la nostra Giorgia che saprà senza dubbio mettersi in luce anche sulle sponde del Bosforo. "E’ una sfida da far tremare i polsi, non nascondo un po' di paura ma anche altrettanta felicità e gratitudine – continua Giorgia – di essere in uno dei più forti club d’Europa al momento e competere per vincere qualcosa di importante”.

Marziali, tre anni fa su SM. Ora arbitra in Eurocup

Tre anni fa era ancora piuttosto sconosciuta, anche se la sua brillante carriera era già in rampa di lancio. Fummo tra i primi ad intervistare Silvia Marziali, che il 16 ottobre ha discusso la sua tesi di laurea in medicina con un argomento sulla cardiologia dello sport. Ma che soprattutto tre giorni dopo è stata il primo arbitro donna a diventare internazionale, a Girona per la gara di Euro Cup femminile tra Spar Citylift e Basket Landes. La risentiremo a breve, magari cercheremo di portarla a Brindisi per uno shooting fotografico, intanto riproponiamo l'intervista del nostro Giuseppe Errico.

 - È uno dei mondi più inesplorati del nostro amaro sport, sono protagonisti come giocatori e coach delle straordinarie partite di basket. Spesso non amati dai tifosi di ogni squadra, contestati a prescindere e spesso a torto. Stiamo parlando dei "depositari della legge" del basket, gli arbitri. In questo mondo ci facciamo accompagnare da una donna, Silvia Marziali, di professione arbitro. La coda bionda più nota e vistosa del basket femminile e a detta di molti addetti ai lavori tra le migliori in Italia.

 - Guardando una partita di basket, con giocatori ed allenatori che protestano contro le tue decisioni, il pubblico che ti riempie di attenzioni non proprio amichevoli e tutti gli addetti ai lavori pronti a giudicare il tuo operato viene da chiedersi: Ma come ti è venuto in mente di fare l’arbitro di basket?

"Fino ai 19 anni passavo gran parte del pomeriggio ad allenarmi e spesso capitava che la nostra allenatrice ci chiedesse di "arbitrare" il minibasket. A fine anno una mia amica ed io scoprimmo che facendo il corso da arbitri potevamo arbitrare tutti quei tornei ai quali avevamo partecipato come giocatrici e prendere qualche soldo, così ci siamo iscritte".

 - Raccontaci del tuo esordio e dei tuoi primi anni con il fischietto in bocca… "Il mio esordio è stato ad un mese dal corso al torneo MiniStar a Roseto, divertentissimo! Ho preso per la prima volta contatto con il mondo arbitrale, vissuto il torneo con un altro ruolo, conosciuto altri arbitri, seguito le prime lezioni e consigli degli istruttori, arbitrato le prime partite, formato il primo gruppo arbitri.. Davvero bello e inaspettato! Dal settembre successivo ho poi iniziato ad arbitrare qualche giovanile e promozione, cercando di incastrarle con le partite da giocatrice".

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione.