Eurobasket donne, la delusione azzurra
Una vittoria e tre sconfitte. Troppo poco per sperare di raggiungere i quarti di finale, ai quali invece accedono meritatamente il Montenegro, che ci ha battuto nello spareggio decisivo, e la Repubblica Ceca, che ha saputo fare quello a cui invece alle azzurre è mancato: la continuità. Sfuma così per la terza volta consecutiva, dopo il 2019 e il 2021, l'accesso tra le migliori prime otto in Europa e sfuma, in un colpo solo, anche la possibilità di giocarsi un posto ad un torneo pre olimpico per Parigi 2024 (vanno le prime cinque di questa competizione). Vista così, dunque, è una disfatta e forse in parte lo è, nonostante coach Lino Lardo, che in questi giorni a Tel Aviv ho avuto modo di conoscere, parlarci e apprezzarne tante doti, abbia provato più volte a scuotere le sue ragazze.
La sconfitta iniziale contro la Republbica Ceca ha sorpreso il cammino azzurro e dal quel momento tutto è stato in salita e alla fine tutto è andato storto. Contro il Montenegro, in particolare, le ragazze sono entrate "molli", a corto di idee e di fiato fin dai primi minuti, quasi svuotate dalla belle prestazione del giorno prima contro il Belgio, una delle favorite alla vittoria finale che ha dovuto sudare fino all'ultimo minuto (e anche con qualche decisione arbitrale a proprio favore) per battere l'Italia. Partita con grande dispendio di energie come ci ha detto Jasmine Keys a fine partita. Ma in un Europeo, ribatono correttamente Lardo e il suo staff tecnico, si gioca a questi ritmi ogni giorno se si vuole arrivare in fondo.
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IL CAMMINO DAL 2017 AD OGGI -. E il "fondo" azzurro erano almeno i quarti di finale, appuntamento a cui manchiamo dal 2017 quando fummo sconfitti, anche i quella circostanza, dal Belgio per 79-68. La Messemann c'era già e rifilò una prestazione da 28 punti e 11 assist. La Messemann c'è ancora e questo Belgio fa sempre paura, anche se Ungheria, Francia, Serbia e soprattutto Spagna vogliono vincere allo stesso modo. Domani è giornata di quarti a Lubiana, dove la manifestazione chiuderà fino alle finali. Ungheria contro Repubblica Ceca sembra avere il pronostico scontato in favore delle prime, ma le ceche sono galvanizzate e in ritmo. Belgio contro Serbia molto equilibrata, Francia contro Montenegro e Spagna Germani sembrano favorie le prime. Vedremo cosa succederà, noi siamo qui e ve la racconteremo.
A proposito del 2017, quelli furono gli europei che fecero scoprire Cecilia Zandalasini che chiuse con 18 punti di media punti segnati e quasi sei assist. Alla fine della manifestazione la stampa coniò il termine "Zanda world" per evidenziare il suo impatto. Contro la Lettonia, nella finale per il quinto posto, che ci avrebbe regalato l'accesso ai mondiali dell'anno successivo e che fu decisa un inesistente fallo antisportivo fischiato proprio a Cecilia a otto secondi dalla fine (gli errori arbitrali contro l'Italia in quell'Europeo furono netti anche contro la Turchia, ndr), segnò 25 punti che era fino adesso il massimo in carriera, superato qualche giorno fa contro Israele: 33 punti, 12/17 dal campo e 5/7 da tre. Poi nelle due partite successive, 11 punti contro il Belgio e appena sei contro il Montenegro. Forse da "Ceci" ci si aspettava di più nelle partite che contavano, ma diverse ragazze quest'anno sono apparse sotto tono ed è mancata la coralità, il giocare di gruppo e forse anche una certa "cattiveria" agonistica che altre squadre hanno avuto.
"Avevamo preparato la partita contro il Montenegro nei minimi dettagli e non mi spiego davvero questo approccio molle, spento che le ragazze hanno avuto -. ci dice Lardo -. Potevamo andare avanti contro una squadra al nostro livello, ma è evidente che qualcosa non ha funzionato. Se mi sento a rischio? Io credo di aver fatto un bel percorso in questi tre anni, non spetta a me decidere".
Certo, fare l'allenatore non è mai facile e scegliere le azzurre da portare in una manifestazione così importante è ancora peggio. Chissà quante volte le orecchie del tecnico di Albenga avranno fischiato quando in Italia molti facevano il nome di Giorgia Sottana, non convocata nemmeno per il raduno, o di Nicole Romeo, ultimo taglio prima di partire per Tel Aviv. Non sapremo mai se le assenti avrebbero dato qualcosa di più e meglio, quelle che c'erano sicuramente avrebbero dovuto dare di più.
BABY MARTINA E "MAMMA SPREA" - Un paio di citazioni particolari per Martina Villa e Laura Spreafico, la più giovane del gruppo e la più veterana. Martina ha fatto un progesso negli ultimi due anni che l'anno portata in Nazionale e ha dimostrato che sa già essere pronta e il futuro sarà sicuramente suo. "Mamma Sprea", come la stessa Villa la chiama avendo condiviso la stanza in tutto questo periodo, ha esordito ad un Europeo a 32 anni, compiuti proprio il giorno della partita contro Montenegro. Tanti infortuni, tante vicissitudini, 16 punti contro iIsraele e nel complesso un torneo dignitoso. Era in lacrime a fine partita, abbiamo avuto modo di conoscerla un minimo in questi giorni insieme e sappiamo quanto ci tenesse. Forse non avrà un'altra occasione, andare ai quarti sarebbe stato un premio anche per lei.
Lasciamo Tel Aviv, città incredibilmente bella e coinvolgente, con il suo smisurato lungomare, la città vecchia (Jaffa) che una mescolanza di culture e religioni, i suoi profumi, i suoi sapori, i suoi grattacilei che fanno tanto "ameerican style" (qui la presenza statunitense è molto forte e la vita degli abitanti di Tel Aviv ne è fortemente intrisa). Una città sempre in movimento, ricchissima di locali e di una gioventù fresca, aperta culturalmente e molto internazionale nel mofdo di pensare e di vivere. Del resto, vale quel detto israeliano che tradotto suona più o meno cosi: "Ad Haifa si lavora, a Gerusalemme si prega, a Tel Aviv ci si diverte".
Ci disnono che ntro dieci anni Tel Aviv voglia diventare la capitale mondiale del turismo. Ci crediamo sulla parola perchè la strada è già tracciata e la profonda riqualificazione urbana a cui la città è sottoposta, anche con qualche disagio per il traffico cittadino, non potrà che portare ad un clamoroso sviluppo urbano, infrastrutturale e ovviamente anche tecnologco, essendo Israele già definita la capitale modiale dell'Innovation tecnology e delle start up, soprattutto legati a cibersecurity e farmaci di nuovissima generazione. Qui tutto è iper tecnologico e anche tutto sotto controllo. Del resto, la striscia di Gaza dista 70 chilometri.
Arriviamo a Lubiana dove in aeroporto c'è almeno un flag che da il benvenuto a chi viene per gli Europei. Un paesaggio completamente diverso, città immersa nel verde dei suoi parchi, delle sue cascate, delle sue montagne. Qui, a Tacen per la precisione, qualche giorno fa Giovanni De Gennaro ha fatto meraviglie nella tappa di Coppa del mondo di kayak maschile. Sempre qui si è appena concluso il giro di Slvienia di ciclismo e tutte le tappe sono state nel verde, nella natura, nella collina.. Fino a domenica prossima alla Stozice Arena sarà invece lotta serrata per vincere il titolo. Senza l'Italia, non tiferemo per nessuna in particolare, nel frattempo speriamo che il futuro azzurro sia migliore del presente. E che le note di "Ma il cielo è sempre più blu" di Rino Gaetano che hanno accompagnato le azzurre all'ingresso in campo nel riscaldamento contro la Repubblica Ceca (i Ricchi e Poveri invece contro il Belgio, ndr) siano ben auguranti. Il cielo lo vogliamo ricco di successi italiani.
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Marino Petrelli
credits photo: Italbasket
