Dieci anni di serie A. Bucchi ricorda quel 14 giugno 2012

Sodertalje Kings - Enel Brindisi“Buongiorno, lei dov’era il 14 giugno 2012? Le do un indizio: in Toscana”. “Forse era gara 4 di finale promozione di Legadue a Pistoia?”. Risposta esatta. Tra il serio e il faceto, la telefonata, che non è un interrogatorio poliziesco, con Piero Bucchi entra subito nel vivo. Si parla di Nazionale, Dinamo Sassari e ovviamente Brindisi, che proprio oggi festeggia i dieci anni dal ritorno in Serie A dopo essere retrocessa l’anno precedente. Una rinascita firmata principalmente da Bucchi, “reduce da due stagioni a Milano con due finali scudetto conquistate, ma con tanta voglia a livello personale di ripartire da un progetto serio. Andai con grande curiosità a parlare con Santi Puglisi e rimasi affascinato dalla gentilezza e dalla disponibilità, sua, della dirigenza e della città.

Come ho trovato qui a Sassari: una terra bellissima, una dirigenza preparata e un posto ideale dove programmare il presente e il futuro. Accettai a Brindisi in maniera un pò incosciente, ma fummo bravi a conquistare promozione e Coppa Italia”. Nell'intervista ci daremo del lei per mantenere un tono professionale, ma l'amicizia che ci lega a Piero va molto oltre. 

 - Signor Bucchi, cosa ricorda di quella gara 4 e in generale dei play off dominati?

“Gara 4 fu caldissima, in campo e fuori perchè faceva molto caldo ed era molto umido. Eravamo consapevoli di essere forti e ci andammo vicini a chiudere la serie già in gara 3 quando perdemmo dopo un tempo supplementare. Fu una partita che guidammo a lungo, subendo nel finale il rientro di Pistoia, che era un’ottima squadra. Ma la nostra voglia era così tanta che vincemmo e facemmo partire la festa insieme ai 200 encomiabili tifosi arrivati da Brindisi. Furono dei play off incredibili, con l’arrivo di Gibson che cambiò completamente il finale. Un giocatore pescato da Alessandro Giuliani e che riuscimmo a confermare anche l’anno successivo, quando centrammo da matricola la Final Eight di Coppa Italia”.

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- Quando parla di Brindisi, traspare ancora emozione

“Certo, e come può essere diversamente? Sono stati cinque anni bellissimi, con la promozione in Serie A, con i risultati ottenuti, con la partecipazione alle coppe europee, prima volta per Brindisi (ce la ricordiamo benissimo quella Eurochallenge la foto di copertina è scattata a Sodertalije, ndr). Ma soprattutto anni in cui ho avuto un accoglienza fantastica, e con me la mia famiglia, ho potuto conoscere e apprezzare gente sincera e ho potuto lavorare con grande serenità. Sono stati anni di programmazione e di condivisione”

- E’ consapevole che per Brindisi tutto è cominciato da quella promozione?

“Si, ma io e la squadra siamo stati il primo anello di un lavoro che già si capiva sarebbe stato di livello. La famiglia Marino ha sempre avuto le idee chiare e ora dopo dieci anni ha saputo consolidare Brindisi in serie A, pur dovendo affrontare mille difficoltà, di budget principalmente, che una squadra del sud può avere rispetto ad altre corazzate. Più o meno come avviene qui a Sassari, dove la dirigenza da anni è impegnata a consolidare un progetto molto bello e importante”

- Ha parlato di programmazione e condivisione avvenuta a Brindisi, ma la stessa cosa si può dire per la Dinamo Sassari

“Sono stati mesi molto importanti per me e per la squadra e già adesso sono al lavoro per costruire la squadra del futuro. Sono ancora a Sassari, anche per godermi qualche giorno di questo splendido mare e di questi posti davvero affascinanti. Ma sono rimasto soprattutto per vivere da vicino la programmazione della nuova stagione, che sarà ancora più intensa di quella passata. A differenza della passata stagione, sarà una squadra tutta mia e quindi ho responsabilità ancora maggiori. La società sta lavorando per pianificare il futuro, abbiamo trovato un accordo pluriennale fino al 2025 (blindato, ovvero senza uscite e non 1+1+1 come altre squadre propongono, ndr) e lo stesso stiamo cercando di fare con alcuni giocatori, per ora Bendzius, Devecchi e Stefano Gentile. Vogliamo costruire qualcosa di importante e vorrei aggiungere una cosa”

- Prego, ci dica pure

“E’ bello poter contare su una società che ha voglia di crescere e fare bene. Appena arrivato, ho cercato di capire quali erano le priorità impellenti, bisognava fare un lavoro produttivo e anche in fretta. I ragazzi sono stati bravissimi a capire la situazione, hanno dato grande disponibilità e i risultati sul campo si sono visti. Mi è sembrato da subito che la squadra avesse un'idea di dove andare, quali fossero gli obiettivi tecnici, è stato un bel gruppo che è cresciuto ed è diventato sempre più squadra, in campo e fuori. Il presidente Sardara e il gm Pasquini sono stati bravi a trovare gli innesti giusti durante l’anno e ora so che anche per la squadra che verrà c’è grande disponibilità a trovare i giocatori adatti. E’ chiaro che le prime due, tre del campionato hanno budget e obiettivi diversi dai nostri, noi dobbiamo essere bravi a farci trovare pronti in quel gruppo immediatamente successivo. Non è facile, come ci proverà anche Brindisi, ma l’obiettivo è quello di provarci dando continuità al progetto”.

- Dunque, ha salutato anche la Nazionale e ora si dedicherà a Sassari “anema e core” come cantava Roberto Murolo, napoletano, una terra a lei tanto cara…

“Napoli è stata un’altra tappa importantissima della mia carriera professionale e ora lo è anche dal punto di vista familiare. Il presidente ha già fatto capire di aver fatto esperienza del primo anno in Serie A per fare meglio e questo alza ancora di più l’asticella per le altre squadre. Detto questo, ho scelto io di sfilarmi dalla Nazionale per vari motivi. Se fosse rimasto Meo (Sacchetti, ndr) avrei anche valutato di proseguire, ma quando mi è stata chiesta la disponibilità ho ritenuto opportuno declinare per permettere a Pozzecco di fare le sue scelte e mettere in pratica i suoi programmi. Con Sassari avremo una stagione intensa a partire dalla Supercoppa che torna nella sua formula tradizionale a quattro squadre e ci vedrà protagonisti. Ecco perché, ritengo che la Dinamo debba essere la mia priorità in tutto e per tutto anche per ripagare della fiducia che mi è stata concessa”.

- Innegabile però che il tempo passato in Nazionale sia stata un’esperienza unica?

“Con la nazionale è stata una bellissima galoppata, anche inaspettata per come è maturata la vittoria a Belgrado, ma voluta dal gruppo e dallo staff tecnico. Andare a Tokyo è stata davvero un’esperienza unica, peccato come si è vissuta al villaggio olimpico, eravamo blindati e controllati ad ogni passo a causa della situazione del Covid in quel periodo, ma è stato fantastico. Ottima olimpiade in generale da parte nostra, un tiro va dentro uno va fuori, noi abbiamo fatto un percorso. In bocca al lupo al nuovo corso, spero sia ricco di soddisfazioni come quelle avute da noi”.

- Allora buona estate sig Bucchi e buon 14 giugno, anche a sua moglie e al cagnolino che la reclama per una bella passeggiata

“(L'abbaiare del cane in sottofondo fa partire una risata). Voglio rivolgere un caro saluti a tutti i brindisini e mi godo anche io il ricordo di quella serata di dieci anni fa e, in generale, dei cinque anni passati insieme. Sono sempre molto legato al presidente Marino, al figlio Tullio e alla società. Ora il presente è a Sassari e non vedo l’ora di ricominciare la nuova stagione". 

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Marino Petrelli

ph: Michele Longo / SM

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