Olimpia Milano, bilancio in rosso, ma calano gli stipendi

Secondo un’analisi fatta da calcioefinanza.it, l’A|X Armani Exchange Milano ha chiuso come era prevedibile il 2020 in rosso. Senza i ricavi dei famosi botteghini, fondamentali nel mondo della pallacanestro italiana, il club meneghino ha chiuso con 3 milioni di euro di rosso. Si è passati dai 26,69 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni del 2019 ai 23,73 milioni di euro al 31 dicembre 2020. Nonostante l’Olimpia Milano sia la società di Lega Basket con il budget più alto del campionato,e quella che secondo gli ultimi dati disponibili contribuisce al budget complessivo della serie A per oltre il 30 per cento del totale, la compagine biancorossa ha dovuto anche abbassare gli stipendi dei suoi tesserati, 15 giocatori e sette allenatori: 15.164.199 euro, apportando una diminuzione di 500 mila euro rispetto alla stagione precedente. 

"ll risultato economico è stato condizionato dalla riduzione del fatturato per la vendita di accessi alle partite a causa dei provvedimenti governativi di contrasto del virus", ha commentato il club in una nota. La voce ricavi delle vendite e delle prestazioni si riferisce a ricavi per sponsorizzazioni, ricavi pubblicitari e vendite dei biglietti. 13,45 milioni di euro provengono direttamente da Armani spa, più del 2019, meno del 2018. Si ritrovano anche gli 1,29 milioni di euro di “beneficenze deducibili”.

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In vista della prossima stagione per quanto riguarda il discorso legato ai tifosi, la situazione è piuttosto delicata, visto che il virus è purtroppo ancora ben presente nelle nostre vite, ma nei giorni scorsi Umberoto Gandini, il presidente di Lega Basket, ha detto chiaramente che se i palazzetti apriranno con una capienza del 25 per cento si rischia di non cominciare neanche il campionato. Le società hanno deciso quindi di inviare una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e al Sottosegretario con delega allo Sport Valentina Vezzali. Che hanno deciso di "allargare" la possibilità della presenza di pubblico al 50 per cento negli stadi e nei luoghi all'aperto e al 35 per cento nei palasport. Numero ritenuto ancora insufficiente per il basket italiano.

La percentuale di presenze decisa dal Governo non consente ancora ai club di aprire una vera e propria campagna abbonamenti, anche se qualche squadra, come ad esempio Brindisi e Sassari ci sta provando. Le società chiedono pertanto di aprire i palasport senza alcuna limitazione alle sole persone che avranno completato l’iter di vaccinazione e a quelle già guarite dal Covid-19, con una maggiore restrizione dell’attuale Green Pass. Gli stessi club sono pronti a collaborare, anche con i propri tesserati, ad ogni iniziativa che il Governo varerà al fine di incentivare sempre di più il ricorso alla vaccinazione. Dopo ferragosto potrebbero aprirsi nuovi scenari, anche in vista della Supercoppa italiana che vedrà in campo quasi tutte le squadre già dai primi di settembre. 

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Lorenzo Lubrano

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