Silver: "L'Nba punta a ricavi per dieci miliardi di dollari"

Le entrate della Nba sarebbero diminuite di circa un terzo la scorsa stagione anziché del 40 per cento precedentemente previsto. Lo dice il commissioner Adam Silver, secondo il quale "la lega avrebbe comunque subito perdite significative negli ultimi due anni a causa della più ampia incapacità delle squadre di assicurarsi entrate per la giornata di gioco durante la crisi sanitaria in corso. 

"Nel 2021 abbiamo ripristinato una quasi totale normalità, con gli impianti a piena capienza. Ma la pandemia ci aveva costretto a rivedere il modo di operare: la flessibilità e la capacità di adattarci agli scenari rimangono un'esperienza e una lezione - aggiunge Silver -. Le opportunità di crescita sono enormi, in particolare al di fuori degli Usa. L'obiettivo è puntare su un business rivolto al consumatore e coinvolgere in modo diretto i tifosi tramite la "tecnologia aumentata", renderemo questa esperienza più personale e interattiva". E aggiunge: "Grazie al ritorno dell'operatività pre­pandemica, abbiamo la prospettiva di ricavi record: 10 miliardi di dollari. Ma ovviamente la condizione chiave per centrare l'obiettivo è legata all'evoluzione del Covid. Studio il calcio e ne sono un appassionato. Con le squadre e con i giocatori discusso spesso della creazione di un torneo "in season" come accade nel calcio. Abbiamo imparato tanto dal soccer e le sue esperienze potrebbero essere applicate alla Nba".

Per il momento, la lega statunitense non riprenderà le sue attività internazionali, come le partite di pre-campionato in Asia (anche se si parla con insistenza di un paio di partite a Dubai) e le partite di stagione regolare in Europa, fino alla stagione 2022-23. E sull’ampliamento delle squadre da 30 a 32 Silver è stato molto chiaro: l'espansione era saldamente in secondo piano al momento. “Continueremo a guardarlo. Voglio dire, l'ho detto molte volte prima, non stiamo certo suggerendo che siamo bloccati a 30 squadre", ha detto Silver. "Penso che a un certo punto avrà senso espandersi, ma non è in cima all'agenda in questo momento".

In questa ottica di sviluppo, anche di carattere internazionale, la Nba sta finalizzando i piani per l'apertura di sei nuovi punti vendita in Brasile entro gennaio 2022. In questo modo, il Brasile diventerà il terzo mercato al dettaglio fisico della NBA al di fuori degli Stati Uniti e porterà il numero totale di negozi fisici a marchio NBA in quel paese a 18.

Al termine, la rete di negozi NBA coprirà sette stati del Brasile: Minas Gerais, Paraná, Ceara, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sul, Santa Catarina e São Paulo, e lo sforzo sarà aiutato dai partner di vendita al dettaglio locali Nike, Centauro e Netshoes, la più grande azienda di e-commerce sportivo del Brasile. Nel complesso, nel 2022 si prevede che oltre due milioni di fan visiteranno gli NBA Store in Brasile.

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I PIANI DI LAKERS E CLIPPERS - Dopo 22 anni di collaborazione con l’azienda Staples, partner dell’arena fin dalla sua inaugurazione nel 1999, la casa di Lakers, Clippers (seppur ancora per poco), Sparks di WNBA e Kings di NHL ha cambiato nome. Ora si chiama Crypto.com Arena. L’accordo per i "naming rights" dell'arena situata a downtown Los Angeles, secondo quanto riportato da più fonti, sarà il più remunerativo nella storia dello sport americano: 700 milioni di dollari per 20 anni. Il nuovo nome dell’arena farà il suo debutto a Natale in occasione della supersfida tra i Lakers di LeBron James e i Brooklyn Nets di Kevin Durant e continuerà ad accompagnare sia i gialloviola che i Kings di NHL (di proprietà di AEG) ancora per diversi anni.

I Los Angeles Clippers resteranno nell'attuale struttura ancora per poco. Hanno presentato il progetto definitivo riguardante l’arena che ospiterà le partite casalinghe della franchigia californiana a partire dalla stagione 2024-2025: la “Intuit Dome”. Si tratta di una struttura che sorgerà ad Inglewood, di fianco al noto Forum che per oltre trent’anni ha ospitato lo spettacolo offerto dai Los Angeles Lakers, e che costerà circa 2 miliardi di dollari. Un investimento non particolarmente pesante se consideriamo che il proprietario dei Clippers, dal 2014, è Steve Ballmer, considerato da Forbes l'11° uomo più ricco al mondo con un patrimonio di 82.5 miliardi di dollari

Il palazzetto, che prende nome dallo sponsor “Intuit”, azienda californiana che sviluppa software, con cui ci sarebbe un accordo valido per 23 anni e pari a circa 500 milioni di dollari complessivi, diventando la cifra più alta di naming sportivo in Nba. Golden State, ad esempio, ha un contratto con Chase per una cifra intorno ai 400 milioni di dollari. Ospiterà 18.000 posti a sedere – in linea con l’attuale media delle arene delle altre franchigie – e la bellezza di 1.500 bagni. L’idea è quella di avere il massimo impatto possibile da parte dei tifosi, riducendo il più possibile i vari tempi d’attesa.

L'Intuit Dome includerà funzionalità incentrate sui fan come "The Wall", che comprende 51 file ininterrotte di sedili che includono una sezione dedicata ai tifosi; un tabellone segnapunti a doppia faccia che circonda la ciotola con un acro di illuminazione a LED; e una piazza all'aperto di 80.000 metri quadrati, che circonda un campo all'aperto a grandezza naturale.

guarda il video di presentazione dell'Intuit Dome

MP

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