Messina riceve il Sigillo di Ateneo e parla di leadership.

In occasione della festa di benvenuto agli studenti, presso l’Aula Magna Santa Lucia, dove giocava la Virtus negli anni '30 e '40, si è tenuta la cerimonia di conferimento del Sigillo di Ateneo a Ettore Messina. Un altro importante riconoscimento per l’attuale coach dell’Olimpia Milano dopo aver ricevuto, nel 2002, la laurea ad honorem in Scienze motorie proprio dall’Alma Mater Studiorum di Bologna. Prima della consegna del sigillo direttamente dalle mani del Magnifico Rettore, Francesco Ubertini, il giornalista Rai Ivan Epicoco ha moderato una interessante chiacchierata tra lo stesso rettore e l’allenatore. Si è parlato principalmente di sport e di leadership, inserita in un contesto non solo sportivo ma anche universitario e lavorativo. Entrambi gli intervistati hanno ricordato e raccontato i loro inizi nel mondo dello sport: “Ho iniziato nelle giovanili di Venezia-dice Messina- ma non sono mai stato un gran giocatore e quando sbagliai due tiri liberi per cui perdemmo la finale regionale mi chiesero se volevo fare l’allenatore”. E ancora: “A 17 anni mi misero ad allenare una squadre di 14enni. A 29 anni arrivai in serie A alla Virtus Bologna. A 33 diventai allenatore della nazionale”.

Anche il Rettore dell’Unibo ha un passato sportivo e condivide con coach Messina una finale persa, da capitano della squadra della sua Perugia. “In quell’ultima azione lasciammo la palla al più forte e sbagliò il tiro. Non giocammo da squadra e per questo perdemmo”. Coach Messina ribadisce poi l’importanza di trovare qualcuno che ti dia delle opportunità, indipendentemente da quanto si è capaci, e che riesca a scovare quelle qualità che ancora tu stesso non vedi. “Ho beneficiato di scelte che altri hanno fatto per me e che io personalmente non avrei fatto” confida Messina. “Auguro ai ragazzi di trovare qualcuno che punti su di loro e dia loro un’opportunità da restituire senza invidie o gelosie”, rivolgendosi agli alunni del Cus Bologna in sala. Si è passati poi a una carrellata di immagini di personaggi prestigiosi del mondo cestistico e non solo per i quali è stato chiesto un commento ai due ospiti. Messina ha potuto così deliziare i presenti rivelando alcuni aneddoti, avendo conosciuto e avuto rapporti diretti con tutti loro vista la sua enorme esperienza europea e internazionale.

KOBE, MJ E IL CAVALIER PORELLI - Uno di questi riguardava Kobe Bryant, scomparso lo scorso 26 gennaio, per cui si è ricordato tra l’altro la vittoria, nella notte, dell’anello Nba da parte dei Los Angeles Lakers. “Kobe è l’esemplificazione dell’ossessione della vittoria. Una volta mi disse: io non voglio avere amici in squadra ma solo gente che mi aiuti a vincere”. Lo stesso si può dire per il leggendario Michael Jordan, un grande lavoratore anche in palestra come si evince dal ricordo che coach Messina ha il piacere di condividere: “Passai 10 giorni con i Chicago Bulls, durante il training camp, assistendo agli estenuanti allenamenti di Phil Jackson. Erano soliti giocare partite da 20 minuti tra il quintetto base e i rimanenti 13. La squadra di Michael Jordan ha sempre vinto”.

Infine un ricordo su Gianluigi Porelli, storico presidente della Virtus Bologna. “Quando firmai il mio primo contratto mi mise in mano il libro della storia delle Vu Nere e mi disse "leggilo così capisci dove sei finito”. Con la Virtus Bologna Messina ottenne grandi risultati, vincendo anche due storiche Euroleghe nel 1998 e nel 2001 per poi passare ai grandi club europei fino al salto in America, in Nba. Il momento della premiazione con il sigillum a Ettore Messina è stato preceduto dall’intervento della prorettrice per le Risorse Umane dell’Unibo, Chiara Elefante, che ha sottolineato l’importanza, soprattutto in questo momento, del gioco di squadra e del rispetto reciproco. La stessa ha infine conferito meriti accademici sportivi e non solo agli studenti e alle studentesse dell’Università di Bologna.

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Chiara Masiello

ph: Credits Schicchi/Quotidiano.net

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