Scola al 51 per cento. Varese prepara un grande futuro

luis-scola-presentazione-pallacanestro-varese-1248933.610x431Ora è ufficiale. Sarà una Varese all'americana, un po' del Nord e un po' del Sud. Nell'ultimo consiglio di amministrazione della società biancorossa, Luis Scola ha annunciato di avere intenzione di acquisire subito il 51% delle quote: una richiesta che contiene già una risposta affermativa, nel senso che l'ex campione argentino aveva già in mano una opzione che prevedeva questa ipotesi. Nel giro di pochi giorni quindi, il consorzio di aziende “Varese nel cuore” consegnerà al “General” la maggioranza assoluta del club, tenendo per sé il 44% e lasciando al trust dei tifosi “Il basket siamo noi” il rimanente 5%. Lo scorso settembre Scola, appena ritiratosi dal basket giocato al termine delle Olimpiadi di Tokyo, aveva già fatto capire le sue intenzioni: un piano quinquennale guardando al modello Nba e pensando ad una Pallacanestro Varese capace di tornare in alto in Italia e in Europa (leggi qui l'articolo su VareseNews)

Una svolta epocale: mai, in oltre settant'anni di storia, Pallacanestro Varese era stata in mani straniere ma neppure esterne alla città. Nei decenni la società era stata delle grandi famiglie industriali locali – i Bulgheroni, i Borghi, i Castiglioni – e nell'ultimo decennio era stata gestita proprio dal Consorzio, espressione di numerose imprese, una cinquantina, tutte legate al territorio.

leggi anche: Varese rimane in Serie A. Anche grazie a Roijakkers

QUALI INVESTITORI E L'IMPRONTA STILE NBA - Ora è alta la curiosità per quello che intende fare Scola e per i compagni di viaggio che si sceglierà. Di certo ci saranno finanziatori a lui vicini, anche perché il primo impegno “monetario” arriverà nel giro di qualche settimana quando andranno ripianate le perdite dell'ultima stagione (al momento una stima è difficile e imprecisa: non si tratta comunque di cifre fuori controllo). In occasione dell'ultima partita interna, contro Sassari, a Masnago hanno preso posto due personaggi legati ad investitori australiani, gli stessi che visitarono Varese e le sue strutture sportive già prima della pandemia con il placet di ambasciata e consolato (insomma: persone serie e non avventurieri).Potrebbe anche avere l'appoggio della comunità argentina di Milano che ha in Javier Zanetti il volto più conosciuto (l'ex capitano dell'Inter è spesso in prima fila alle partite della Openjobmetis), ma la verità è che solo “El General” al momento sa su quali forze, finanze e compagni di viaggio può contare.

Per la gestione di Pallacanestro Varese, comunque, ci si attende un cambio di rotta per l'appunto “all'americana”. Scola dà grande importanza allo sviluppo dei giocatori e all'analisi dei dati, ha già dimostrato di saper giocare carte inattese (dall'ingaggio di coach Roijakkers, poi abiurato, a quelli di Justin Reyes sul mercato sommerso USA e di Tomas Woldetensae nella A2 italiana...) anche grazie al suo general manager, l'italo-americano Michael Arcieri, abituato a percorrere strade inusuali per i dirigenti di casa nostra. Sarà anche sempre più forte l'impronta USA al di fuori del campo: da quando Masnago ha riaperto stabilmente al pubblico si sono viste iniziative come le telecamere dedicate (dance cam, kiss cam, VIP cam) oppure i camerieri in livrea pronti a servire chi può spendere tanti soldi per un biglietto sui divanetti a bordo parquet.

leggi anche: 2021, il ritiro dei campioni. Dopo Scola tocca a Pau Gasol

Damiano Franzetti 

ph credits: www.varesenews.it

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione.