Campania a due volti. Napoli esulta, Avellino sprofonda


Sacripanti_conferenza-773x380La Gevi Basket Napoli, dopo tredici anni di assenza, conquista nuovamente la massima serie. Espugnando il campo dell’Apu Udine con il punteggio di 67-77, la squadra partenopea conclude una stagione nata tra mille ambizioni, ma anche tanta incertezza. La promozione in serie A, che mancava dall’anno 2008, è l’epilogo di una stagione perfetta, arricchita anche dalla vittoria di una Coppa Italia di Serie A2 (sempre contro Udine). Napoli è riuscita a mettersi alle spalle gli spettri del passato, cavalcando lo scetticismo generale e le alte aspettative di inizio stagione, si è imposta meritevolmente sulle avversarie, conquistando una storica promozione. Un percorso intricato iniziato nel 2018, quando Federico Grassi e soci acquistano il Cuore Basket Napoli appena retrocesso in serie B. Le ambizioni e gli obiettivi, fin da subito, sono stati messi in chiaro da una nuova società piuttosto determinata di dare la maggiore visibilità possibile ad una squadra negli anni martoriata da fallimenti e delusioni.

Nel 2019, comincia il percorso in A2, dopo aver acquistato il titolo sportivo di Legnano; la società partenopea ha rifiutato il ripescaggio in serie A, affermando la sua piena volontà di voler conquistare la promozione sul campo, e così è avvenuto. Un roster solido e competitivo, nel quale si sono integrati alla perfezione giocatori di esperienza con un trascorso importante nella massima serie, e giovani di prospettive che hanno pienamente dimostrato di meritare questo palcoscenico.

Ogni squadra che raggiunge un importante traguardo è il riflesso del lavoro di un valido condottiero; nel caso della Gevi Basket Napoli, i meriti, i successi raggiunti vanno attribuiti, in larga misura, allo straordinario lavoro svolto da coach Pino Sacripanti (nella foto). Un uomo dai grandi valori, prima che un ottimo coach. Con entusiasmo e consapevolezza, fin dall’inizio, ha sposato a pieno il progetto della società campana, credendo a fondo nelle risorse e nei propri giocatori, riuscendo a far emergere progressivamente una stabile identità di squadra, ma che allo stesso tempo riuscisse ad esaltare le qualità tecniche dei singoli.

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Una stagione che rasenta la perfezione, 37 vittorie su 46 partite stagionali, neanche i più ottimisti avevano ipotizzato un cammino simile. Coach Sacripanti è riuscito nel concretizzare ciò che ai primordi era solo un sogno, riportando la pallacanestro azzurra al vertice. Sulla scia del fresco entusiasmo, anche se è relativamente presto, è giusto però iniziare ad assemblare i primi tasselli per la prossima stagione. Quanto la pallacanestro Napoli potrà incidere nel campionato? Considerando un notevole aumento di livello tecnico e tattico del nostro campionato negli ultimi mesi, dovrà essere premura della società costruire, tra conferme e nuovi innesti, un roster capace di fronteggiare a viso aperto le corazzate del campionato, quali le varie Milano, Brindisi, Bologna.

Alcuni giocatori della compagine campana hanno già avuto modo di esprimersi sui campi della seria A, come Zerini, Mayo e, soprattutto, l’ultimo arrivato Cristian Burns, il quale sembra essersi adattato a pieno nel sistema di gioco della squadra, riuscendo a dare un cospicuo contributo nel raggiungimento della promozione. Le ambizioni future restano alte, la volontà della società è quella di disputare un campionato dignitoso, riuscendo ad imporsi da neo promossa come una sorpresa. Come primo obiettivo, sicuramente, c’è la voglia di restare in serie A, poi magari poter riuscire anche a lottare per un posto nella griglia play off.

AVELLINO PIANGE E RETROCEDE - Se da un lato della Campania si festeggia e si gode di un’incredibile promozione nella massima serie, un’altra storica compagine del basket campano sembra sempre più sprofondare nel baratro: la Scandone Avellino è retrocessa in serie C, dopo una serie di play out con la Virtus Pozzuoli, che riesce ad espugnare il Pala Del Mauro e conquistare la salvezza. Una retrocessione in C, che mancava dall’annata 1973-1974 e che è l’atto conclusivo di una stagione balorda, cominciata con un fardello di 6 punti di penalizzazione alle spalle, segnata da un mercato non indifferente, da un cambio di panchina che sembrava aver dato nuova veste alla squadra. Un paio di anni fa, stavamo commentando un incredibile quarto di play -off disputato contro l’Olimpia Milano, dal quale la Scandone è uscita a testa altissima dopo una stagione di alti e bassi.

Da quel momento in poi, i problemi societari ed economici sono divagati, portando la società ad un pieno fallimento e l’esclusione dal campionato di seria A. In extremis, un’iscrizione al campionato di serie B con l’ausilio di sindaco Gianluca Festa. Campionato vissuto nell’ombra, sempre a lottare ai piani bassi della classifica per riuscire ad accumulare punti salvezza che, purtroppo, non sono bastati. Una stagione che finisce nel silenzio e nell’amarezza, nel più totale sconforto di una città che, già in parte, aveva dimenticato le gesta in Italia e in Europa della sua Scandone.

Ora si apre un’altra triste pagina per il basket irpino che, probabilmente, si aggiungerà ad un’estate di per sé già amara, dettata da battaglie in tribunale, un concordato da scrivere, lodi ancora da saldare, che definiscono un quadro ancora più avvilente ed una situazione che non sembra avere via d’uscita. Il 2 luglio dovrebbe riunirsi l’assemblea dei soci Sidigas (di cui la Scandone è uno dei rami d’azienda), all’interno della quale dovrebbe essere presa in considerazione e rivalutata la posizione del liquidatore, Luciano Basile. L’intento dell’assemblea dei soci Sidigas è quello di sollevare dall’incarico Basile e rimpiazzarlo con un altro uomo. Basile, dal dicembre 2019, sta cercando di mantenere in vita la società biancoverde, sicuramente avanzerà una solida contromossa per provare a portare a termine il lavoro per cui lui e i suoi legali, sono stati incaricati: provare ad allontanare la Scandone dalle vicissitudini Sidigas, cercando di saldare più creditori possibili e salvare definitivamente la S.S Scandone 1948. L’obiettivo principale è cercare di volgere lo sguardo al presente per essere pronti ad affrontare, anche se con l’amaro in bocca, un nuovo campionato, che questa piazza e i suoi tifosi non meritano di certo.

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Alessandro De Luca

 

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