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Virtus Roma, statistiche confortanti dopo sei giornate

Dopo l’attesissima promozione dalla Serie A2, durante l’estate il ritorno nel massimo campionato Italiano per la Virtus Roma era vissuto con un misto di eccitazione e preoccupazione. All’entusiasmo di tornare a vedere i migliori talenti impegnati nella pallacanestro nostrana esibirsi nella capitale, si contrapponevano i dubbi sull’adeguatezza o meno del proprio livello.

Se da un lato gli arrivi di Jerome Dyson e Davon Jefferson assicuravano al team romano un asse piccolo/lungo di assoluto livello per l’intero torneo, dall’altro erano svariate le perplessità su un roster con pochissima esperienza di Serie A. Per non ritrovarsi in difficoltà e impantanarsi sul fondo della classifica, è stato subito chiaro per i virtussini il bisogno di un deciso passo in avanti di più ragazzi possibile intorno ai due statunitensi, attesi ad un rendimento stabile sui propri elevati standard. 

Dopo 6 giornate, il primo bilancio per una compagine virtussina è positivo. Tre vittorie tre sconfitte. La squadra registra il decimo attacco per media punti del campionato, con 76.7 segnati a gara che diventano 78.6 escludendo il match d’esordio, giocato senza Dyson e Jefferson. In particolare, pur mantenendo basso il numero di tentativi totali rispetto alle altre squadre del torneo (quint'ultima con 22.2 conclusioni a partita), la squadra è brillante quando tira dietro l’arco dei 3 punti, che realizza con il 36.1%. Con una difesa parimenti decima per punti subiti il team resta sinora nella media sia offensivamente che difensivamente, registrando un record pari per vittorie e sconfitte (3-3 fino ad oggi, visto il turno di riposo ancora non osservato) in linea con l’obiettivo della salvezza.

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JEFFERSON E DYSON LE COLONNE PORTANTI - Dal punto di vista dei singoli, come detto in precedenza, la priorità era la conferma di Jefferson e Dyson quali costanti certezze d'élite per la Serie A. Sinora non hanno tradito le attese. Il lungo ex Cantù è attualmente sesto nel campionato per valutazione, mettendo insieme 15.8 punti e 7.4 rimbalzi a gara (leader virtussino in entrambe le categorie). Il playmaker che in Italia fu portato da Brindisi, con la miglior prestazione singola per quanto riguarda le realizzazioni stagionali (25 punti contro Cremona) ha indirizzato la partita che ha costituito la svolta per i romani, prima di tre vittorie consecutive successive alle due sconfitte d’inizio torneo.

Intorno a loro, Tomáš Kyzlink e William Buford non hanno mostrato problemi nell’adattamento alla massima serie italiana: giocatori più esperti degli altri presenti nel roster, non stanno facendo mancare il loro apporto andando regolarmente in doppia cifra di punti (11.4 il ceco, 14.2 l’americano che annovera anche un ottimo 48.1% da 3 punti). Per quanto riguarda i giocatori che avrebbero dovuto cogliere l’opportunità fornita da coach Piero Bucchi, a rispondere alla grande è stato Amar Alibegovic: il figlio di Teoman si è preso di forza il quintetto base, fungendo da 4 moderno al fianco di Jefferson, fornendo punti preziosi all’attacco (11.2 ad allacciata di scarpe), dando energia a rimbalzo (7.3 a partita), versatilità nelle collaborazioni difensive (oltre ad essere il miglior stoppatore virtussino con 0.7 a match) e tiro da fuori (44.4% dalla lunga distanza).

In attesa del recupero di Rullo, ottimo cambio in uscita dalla panchina è Tommaso Baldasso, solido difensivamente e ordinato in attacco anche in Serie A nonostante i soli 21 anni. Insomma, un avvio promettente. La speranza è quella di rendere abitudinali, e non confinate solo agli scontri d’eccellenza, cornici di pubblico al PalaEur splendide come quella dei 7500 presenti contro l’Olimpia Milano testimoniata dalla foto della copertina.

Marco A. Munno

foto: Virtus Roma

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