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Giofrè si racconta a SM: "Grande feeling con Vitucci"

Miglior dirigente della passata stagione, è l'uomo che ha costruito la Brindisi che ha tanto incantato. Ora ci riprova sapendo che non è mai facile ripetersi, ma accettare nuove sfide è sempre stimolante e sempre utile. Abbiamo incontrato Simone Giofrè, direttore sportivo della Happy Casa Brindisi, qualche settimana fa e questa intervista è il frutto di una bella chiacchierata con tanti spunti interessanti relativi al suo lavoro, alla sua attività di scouting internazionale e del suo rapporto con Frank Vitucci nato ai tempi di Varese e rafforzatosi a Brindisi. Supporters Magazine ha deciso di pubblicare questo incontro, ripronendone i punti salienti.

 - E' vero che lei è stato uno dei primi a proporre un sito internet in ambito squadre?

"Sì, è così. Nel 1999 sono entrato nella Pallacanestro Cantù e non avevano un sito internet ma effettivamente solamente tre squadre lo avevano in serie A. Sembra di parlare del tempo di guerra ma in realtà è soltanto vent'anni fa. Ho proposto questa cosa nuova e sembrava parlassi arabo ma li ho convinti e quel primo anno ho gestito solo quell'aspetto, poi ho iniziato a fare l'addetto stampa e da lì in avanti ho sperimentato e ricoperto tutti i ruoli del genere nelle società. Non c'è una scuola, il campo insegna ma dipende anche dalle opportunità e dalla fortuna: è importante poter sbagliare e sperimentare".

 - Miglior dirigente dell'anno 2018/2019. Fa ancora molto effetto...

 "Un grande orgoglio, sono molto contento. Un premio che ho dedicato, come ho già detto, al presidentissimo di Cantù, Francesco Corrado, perchè se faccio questo mestiere è in gran parte merito suo. E' lui infatti che ha trovato in me qualità che io stesso non pensavo di avere. Ovviamente è il frutto di un lavoro che nasce tempo prima nel senso che la squadra si compone mesi prima insieme all'allenatore e quando c'è questo straordinario feeling che abbiamo io e Frank (Vitucci, ndr) sin dai tempi di Varese il lavoro è più facile perché non perdiamo tanto tempo che, durante il mercato, è denaro come si suol dire. Poi c'è una stima reciproca tra di noi come vedo anche in altre coppie che si sono formate negli ultimi anni tra dirigente e allenatore. Se, per esempio, propongo un giocatore a Frank tendenzialmente ci azzecco o meglio la percentuale di errore è piccola rispetto a quello che vuole lui e per noi c'è poco margine per sbagliare, come in tante piccole società come Brindisi nel senso che non abbiamo disponibilità economiche illimitate quindi la ricerca va fatta anche e soprattutto sulla persona oltre che sul giocatore. Che un giocatore sia bravo a tirare lo capiamo io, te e anche il custode del palazzetto, che sia una persona con determinate caratteristiche, con un'attitudine al lavoro e la fame giusta lo puoi scoprire solo parlandoci e prendendo informazioni più approfondite; cosa fa il giocatore in campo è relativo perchè poi comunque si deve integrare con gli altri membri della squadra".

 - Due parole sulla Summer League di Las Vegas a cui partecipa da anni?

 "E' uno degli appuntamenti fissi, l'unico estivo dove si va con l'allenatore, perché a quelli invernali ovviamente ci vado solo io, ed è quello un po' meno importante a livello di scouting in se ma più importante perché è nel periodo del mercato. Il mercato si svolge lì quindi puoi anche non prendere i giocatori che sono presenti ma ci sono tutti gli agenti e gli operatori che fanno il mio stesso lavoro in tutto il mondo ed è utile per prendere informazioni. Qualcuno che non va c'è sempre, ma secondo me mancare a questo appuntamento è sbagliato".

 - Dal punto di vista dello scouting, quali sono le sue linee guida?

 "Dev'essere il più asettico possibile, non devo concentrarmi sulle cose che piacciono a me ma sulle cose reali e oggettive. Non devo valutare se un giocatore mi piace o meno. Ho un mio database con decine di migliaia di giocatori scoutizzati negli anni. Devo mettere a disposizione le mie conoscenze per il progetto tecnico di Vitucci, visto che ad oggi lavoro con lui, quindi devo conoscere bene lui prima di fare qualsiasi altra cosa, devo “scoutizzare” lui. In poche parole devo eliminare la mia parte emotiva, se mi piace Messi o Ronaldo a quel punto non mi deve interessare, e una volta instaurato nel tuo DNA questo sistema è tutto più facile.

 - Brindisi è una squadra per buona parte composta da nuovi elementi, cosa vi aspettate?

 "Ora mettiamo un po' di benzina per le gambe (la risposta è stata data prima dell'inizio del campionato, ndr), noi speriamo di aver fatto il meglio possibile in fase di costruzione e di amalgama, poi si vedrà perché dipende anche dagli avversari. Gli elementi che abbiamo tenuto dall'anno scorso sono una sicurezza e danno energia da trasmettere soprattutto ai nuovi del quintetto che non sono abituati al  nostro sistema. Con la panchina di italiani abbiamo abbassato l'età media della squadra e confidiamo sui loro stimoli di fame e di mettersi in mostra".

 - Zanelli è stato nominato vicecapitano, un gran bel riconoscimento

"Lo scorso anno si è affacciato alla serie A in punta di piedi con i suoi alti e bassi ma sempre in linea di crescita soprattutto nella seconda parte di stagione quindi si è meritato secondo noi questa investitura. È un ragazzo che partecipa molto nella vita della squadra e ci darà una grande mano".

leggi anche: Brindisi avrà la "New Arena". Cosa succede in Italia?

 Andrea Conte

ph: Mattia Ozbot (Ciamillo/Castoria) 

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