Scola, ultimo tango a Brindisi? Varese spera di no

openjobmetis-germani-94-89-1177695Non siamo, indubbiamente, ai livelli di “The decision”, il discusso passaggio di Lebron James da Cleveland a Miami, ma di certo la decisione che prenderà Luis Scola sul proprio futuro andrà a incidere profondamente anche sulle scelte che la Openjobmetis si troverà a fare da qui in avanti. Il leggendario campione argentino, 41 anni appena compiuti, giocherà a Brindisi l’ultima partita di una stagione molto intensa e comunicherà ai dirigenti biancorossi nel giro di pochi giorni se vorrà proseguire con il basket giocato anche dopo le Olimpiadi di Tokyo, le quinte in carriera, o se prenderà altre strade. Tutti, da queste parti, si augurano di rivedere il lungo sul parquet per onorare al meglio il suo passaggio all'ombra del Sacro Monte visto che l'assenza di pubblico nei palazzetti ha decisamente “anestetizzato” la presenza di un giocatore di questo calibro in città.

L'auspicio è quindi quello di un altro campionato da protagonista in campo con i tifosi, storicamente caldi e competenti, di Masnago a godersi le giocate dell'olimpionico sudamericano. Se così fosse, la società dovrà costruire intorno a Scola un reparto lunghi adeguato alle sue esigenze: il minutaggio del General è destinato a calare e la sua presenza andrà “protetta” da giocatori con spiccate doti atletiche. Lo si è visto quest'anno: finché Scola ha giocato pivot senza un'adeguata spalla (troppo morbido lo svedese Andersson, mentre le soluzioni successive sono state dei palliativi), il suo buon rendimento personale non è servito a spingere la squadra. Quando invece è arrivato sotto canestro un saltatore come John Egbunu, Scola ha potuto riprendere la sua vecchia posizione di “ala forte” e contribuire alla salvezza biancorossa che a un certo punto era sembrata un miraggio.

L'idea è quindi di inserire Scola come cambio di lusso tra un'ala forte e un pivot che garantiscano intimidazione e rimbalzi: il primo potrebbe essere quel Jalen Jones arrivato a Varese ma schierato appena 31 secondi prima dell'infortunio al tendine di Achille.Se invece Scola decidesse di appendere le scarpe al chiodo, dovrebbe aprirsi per lui uno spazio in società, ancora da definire. Luis e la famiglia hanno preso casa in città, nella magnifica cornice di Mustonate, un borgo antico a pochi passi dal lago, e si sono pienamente integrati nella realtà varesina. Uomo immagine, istruttore per i giovani dell'Academy (dove già ci sono tre talenti argentini) o qualcos'altro: la sensazione è che comunque “El General” non lascerà presto i colori del club cinque volte campione d'Europa.

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Damiano Franzetti - www.varesenews.it

 

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