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Brescia chiude la stagione. Il bicchiere è mezzo pieno

Brescia partyUna serata che vuole mostrare il bichiere mezzo pieno. Questo il senso del "Closing Party", organizzato dalla Leonessa al quale hanno partecipato giornalisti, addetti ai lavori, sponsor e tanti amici legati a questa grande esperienza che da dieci anni è il vanto della città e non solo. Finita la festa, abbiamo cercato di tracciare un bilancio della stagione appena conclusa.

La sconfitta con Sassari aveva certificato con due turni di anticipo l’esclusione per la formazione bresciana dai playoff. Dopo una settimana ricca di soddisfazioni, vittoria contro la Virtus con un canestro sulla sirena di Luca Vitali, il primo posto della classifica relativa alla valorizzazione dei giocatori italiani per la stagione sportiva 2018-2019 e il successo nel derby all’overtime contro l’Olimpia Milano, la Germani illude tutti con una prestazione balistica eccezionale nel terzo periodo con 7 triple di fila, ma subisce la potenza fisica sottocanestro della Dinamo (21 rimbalzi offensivi) e cede nel finale agli isolani che alla fine della stagione regolare hanno centrato il quarto posto chiudendo con sedici vittorie in fila e avendo il fattore campo contro Brindisi.

Una stagione in chiaroscuro che grazie alla classe dei suoi talenti italiani, con Abass in evidenza, 23, 15 e 32 punti nelle ultime 3 gare, aveva riacceso la speranza di conquistare un posto al sole, un piazzamento nella griglia dei playoff che avrebbe potuto trasformare l’annata dei bresciani più verso il chiaro che verso lo scuro. Una Leonessa che ha schierato giocatori italiani per un totale di 2.766 minuti, pari al 50.75% del totale, seguita da Dolomiti Energia Trentino 1.650 minuti, pari al 30.14% del totale e Vanoli Cremona 1.192 minuti, pari al 21.67% del totale. Il premio viene assegnato ai club che hanno utilizzato in campo solo 5 giocatori stranieri, affidandosi alla formula del 5+5 e d’altra parte la scelta degli americani quest’anno la società biancoblu non si è rivelata molto azzeccata.

Il solo Moss, nonostante i suoi 35 anni ha dimostrato di poter reggere le fatiche del doppio impegno coppa-campionato giungendo proprio nelle ultime giornate ad un livello di forma eccellente, con Milano 27 punti con 4 su 4 dall’arco in 44 minuti sul parquet la sua migliore prestazione di sempre da quando è approdato sul suolo italico in quel di Jesi, highlander! Jordan Hamilton, arrivato con un blasone di tutto rispetto dopo aver solcato i parquet della NBA, ha avuto una stagione difficile, nelle ultime due partite quando è entrato in trance agonistica è stato praticamente immarcabile, risultando un rebus irrisolvibile per le difese avversarie. Poi come spesso è successo in altre occasioni ha esagerato e dopo il pit-stop in panchina ha fatto molta fatica a rientrare in partita.

Se la Leonessa ha vinto il premio per aver valorizzato i suoi giocatori italiani è proprio grazie alla voglia di emergere di Laquintana, all’abnegazione di Zerini, al sacrificio di Sacchetti e alla classe di Luca Vitali, gli “italiani” che hanno fatto la differenza. Un vero peccato l’infortunio a Marco Ceron, un giocatore che avrebbe fatto molto comodo nelle rotazioni di Andrea Diana. Spiega Sandro Santoro, General manager della Leonessa: “Conquistare il primo posto nella classifica relativa all’utilizzo dei giocatori italiani era uno dei nostri obiettivi, siamo molto orgogliosi del risultato raggiunto. Questo traguardo conferma la nostra tendenza nel valorizzare i giocatori italiani è con orgoglio che schieriamo nel nostro roster giocatori che sono determinanti ai fini del risultato sportivo, oltre che di interesse per la nostra Nazionale”.

Le stesse tre società si sono aggiudicate in proporzione anche i premi relativi all’utilizzo dei giocatori Under 25 italiani: in questo caso a primeggiare è la Dolomiti Energia Trentino, seguita da Germani e Vanoli. Un premio economico molto corposo vicino ai 300 mila euro complessivi sommando il bonus per i minuti totali e quello per i minuti dei giocatori Under 25. Per la prima volta dopo parecchi anni esce dalla “preziosa” classifica la Pallacanestro Reggiana. Una società che ha saputo valorizzare talenti del calibro di Della Valle, Cinciarini, Polonara, De Nicolao e di far crescere come Cervi e Mussini

Hamilton e BeverlyOBIETTIVI MANCATI IN ITALIA E EUROPA - Una stagione che si chiude con un 0 su 3: nessuno dei tre obiettivi della vigilia è stato raggiunto. Brescia non si è qualificata né alla Top 16 di Eurocup né alla Final 8 di Coppa Italia. La società aveva lanciato i primi messaggi in merito all’operato di coach Andrea Diana dalla serata di eliminazione in Eurocup con Ulm, più dai “media” locali che dalla dirigenza stessa. Andrea, ci tengo a sottolinearlo qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, gode da parte mia e da tanti appassionati come me, di una stima e di un affetto sincero, un sentimento che si è fortificato in questi 8 anni di sua permanenza nella città, prima come vice poi come capo del settore tecnico.

Come espressamente detto da lui stesso, “da qualche tempo a questa parte, si continua a parlare incessantemente del mio futuro: è come se in città ci fosse una festa per me a cui non sono stato invitato. Mi coglie di sorpresa dover apprendere dalla stampa queste informazioni in merito a un argomento così delicato come la mia permanenza sulla panchina di Brescia, anche perché in questo periodo nessun rappresentate del club mi ha espresso direttamente pareri a riguardo. Sono in questa società da ormai da 8 anni, non penso che si sia pensato ad avvisare gli organi di stampa prima di parlare con il diretto interessato".

Se pensiamo che proprio nella sfida contro l’Olimpia Milano la Leonessa ha festeggiato il suo “10ghether” ovvero i primi dieci anni di attività, Andrea Diana con i suoi 8 anni di permanenza è stato parte attiva del rilancio della pallacanestro bresciana. Quest’anno, sicuramente è stato il più difficile, la scelta non felice degli americani, gli infortuni degli uomini del quintetto base come Vitali, Cunningham e come già detto di Ceron. Bisogna però essere consapevoli che un anno di assestamento non è un dramma, mantenersi ai massimi livelli e cambiare tanti giocatori nel roster è sempre molto complesso ed oneroso.

Brescia può contare sulla passione di tanti sponsor che si sono avvicinati al mondo della pallacanestro e sul nuovo PalaLeonessa, vero fiore all’occhiello di una città che ha fame di successi e di basket. Andrea Diana ha ancora un anno di contratto e ha lavorato bene, se non sarà lui il futuro coach della Leonessa chi prenderà il suo posto avrà un’eredità difficile da gestire e avrà il compito di continuare a scrivere la storia di questa società, cominciando proprio da questi primi 10 anni di attività.

Klaus Krug

ph 1) ufficio stampa Germani Brescia - Ph 2) Valentino Vitali

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