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E' tutto vero, Fortitudo bentornata in Serie A

Pozzani FortitudoA Bologna il prossimo anno sarà di nuovo derby. Grazie alla Fortitudo, promossa in Serie A con tre giornate di anticipo. Anzi, tornata, dopo dieci anni di inferno, di rospi amari da ingoiare. Di sofferenza, lacrime e sudore. E poi la gioia, culminata battendo Ferrara 91-79, al termine di una cavalcata meravigliosa, fatta di 24 vittorie e solo tre sconfitte, con un grande gruppo e un ottimo allenatore. Ora la "Effe" si gode la festa, meritata, per programmare ci sarà tempo. Patron Pavani già ha parlato di una cifra vicina a i 3,5 / 4 milioni di euro per il budget della massima serie. Certo è che la promozione comporterà un aggravio di costi di 500 mila euro: la fidejussione passa da 100 a 350 mila euro più altri 250 mila euro di quota d'ingresso in Lega Basket. Per ora si festeggia. Il futuro sarà affrontato tra pochi giorni. 

Lo spettacolo biancoblù comincia molto prima delle 12, quando al Pala Dozza è in programma la partita contro Ferrara. Già ore prima, come riporta Il Resto del Carlino, i tifosi si danno appuntamento al Mama Cafè. Lo show continua al palas, che ribolle di passione. Il coach Antimo Martino è salutato da un'ovazione dai 5570 tifosi schiacciati come sardine (e dei tantissimi rimasti fuori che avevano notizie tramite la radio ufficiale e alcune staffette con chi era dentro) . Uno striscione della Fossa dei Leoni ricorda gli Eagles, dalla cui ceneri è risorta la Fortitudo: “Se siamo qua è grazie a voi”.

Dopo tre tentativi di promozione, la svolta la scorsa estate con l’arrivo in panchina di Antimo Martino, nato a Isernia, ma cresciuto alla Virtus Roma dove ha raggiunto, da assistente, una finale scudetto. Poi l'esperienza a Ravenna che lo ha lanciato in Legadue. Ora il trionfo con la Effe. Hasbrouck (ex virtussino) e Leunen i due stranieri di classe e esperienza. Fantinelli da Treviso e Venuto dall'Eurobasket Roma hanno impreziosito un roster già profondo con le conferme di Cinciarini, Mancinelli, Pini e Benevelli. L'arrivo di Carlos Delfino a febbraio è una ciliegina su una torta già succulenta di suo. Il capitano Stefano Mancinelli c'era dieci anni fa, il giorno della retrocessione, e ora chiude un cerchio: "Sono tornato per questo. Abbiamo fatto un campionato devastante, la chiave sono state le prime dieci partite con tanti scontri diretti che abbiamo sempre vinto - dice ragginate a fine gara a La Gazzetta dello Sport -. Qualcuno in estate era scettico su questa squadra, ma sul campo abbiamo risposto alla grande".

2009-2019: DALL'INFERNO AL PARADISO - Era il 10 maggio 2009 quando, al termine di un drammatica partita a Teramo, persa 73-72, la Fortitudo retrocedeva in Legadue, arrivando a pari punti contro Rieti che aveva miglior differenza canestri nel confronto diretto. Dopo dieci finali scudetto in 12 stagioni, un record memorabile. Con due scudetti vinti, nel 2000 e nel 2005, rimasto famoso per l'ultimo tiro di Ruben Douglas al Forum contro Milano.sul suono della sirena. Per confermare il canestro, l'arbitro Paternicò fece ricorso all'instant replay, introdotto nei play-off italiani proprio quell'anno.

E proprio l'ultimo tiro condanna Bologna alla retrocessione nel 2009: quello di Scales, che va dentro ma per gli arbitri parte troppo tardi, quando i 24 secondi utili all'azione offensiva sono belli e scaduti. Un fischio che scatena il putiferio a fine gara, con i 500 tifosi della Fossa letteralmente inferociti. Di quella squadra faceva parte Renato Nicolai, attuale amministratore delgato della Dinamo Sassari, sempre ben voluto a Brindisi per essere stato per alcuni anni il direttore sportivo, che a Supporters Magazine ricorda il 2009 come "una brutta annata perchè tante cose andarono contro la Fortitudo e in particolare una brutta giornata a Teramo che, per come era andata la partita, avremmo dovuta vincerla" A fine partita, Nicolai fu colpito da una bottiglietta (o un altro oggetto non bene identificato) mentre si trovava in panchina e come testimonia il video visibile di seguito

Per il dirigente attualmente al Banco di Sardegna, domenica è stata una giornata memorabile: il ritorno in A della Fortitudo e l'aver battuto la Virtus di 18 punti con la "sua" Sassari. "Il mio pensiero è per i 3.715 abbonati dell'ultimo anno, in A dilettanti, per tutti quelli della serie B della ripartenza - aggiunge - . Non ci sono eroi più grandi in questa storia".

guarda il video del finale di partita a Teramo

Alla retrocessione a Teramo fece seguito la mancata iscrizione in Legadue l'anno successivo. La vittoria sul campo ottenuta in A dilettanti (canestro all'ultimo secondo di Malaventura in gara 5 a Forlì, sempre un tiro all'ultimo secondo) fu cancellata dall Com.Tec. Ne seguì la radiazione con la cancellazione del titolo sportivo. In quegli anni nacquero due squadre, la Eagles Basket Bologna e la Biancoblù Basket, ma nessuna delle due era la vera Fortitudo. Nel 2013 gli ultras della Fossa andarono pure alla Final 4 di Coppa Italia a Milano a tifare una squadra che non esisteva più.

Pochi mesi dopo la rinascita con una nuova società, la riappropriazione del titolo, un playoff di B perso contro Cento nel 2014. Il resto è storia recente: un campionato vinto in B sotto la guida di Boniciolli e tre anni in A2 senza riuscire a fare il grande salto fino a domenica scorsa. Ora a "Basket city" è già aria di derby. Bentornata Fortitudo! 

guarda il video de Il Resto del Carlino

Marino Petrelli

foto: Fabio Pozzati/ebasket.it

 

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