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Brienza fa il bis. Respinto il ricorso di Reggio Emilia

Fiat Torino - Acqua S.Bernardo Cant | Serie A PosteMobileGente che va, gente che viene. E altra che potrebbe arrivare a livello di proprietà. Se non fosse che la situazione sta diventando paradossale, quasi grottesca, a Cantù c'è sempre modo per far parlare di sè. Sarebbe bello parlare soltanto delle vicende del campo e della vittoria a Reggio Emilia (89-99), la sesta nelle ultime sette partite, con un gruppo di giocatori che, nonostante tutto, hanno ingranato e possono diventare una mina vagante da qui alla fine del campionato. Un'altra bella vittoria firmata Nicola Brienza, alla guida da capo allenatore dopo le famose vicende. Insomma, un'altra serata perfetta (con Jefferson e Gaynes autori di 61 punti in due). Macchiata però dal ricorso presentato dalla Grissin Bon Reggio Emilia sulla posizione dell'allenatore canturino. Che per la Fip aveva le facoltà di farlo, per la Lega no. 

Alla fine, il Giudice sportivo ha rigettato l'istanza presentata da Reggio Emilia contro il tesseramento di Nicola Brienza da capo allenatore, accettato dalla FIP nonostante il mancato inoltro da parte di Lega Basket alla quale Cantù aveva inviato la documentazione entro i termini delle 11 di venerdì 9. Il pronunciamento della Corte Federale verteva sul comma 3 dell'articolo 72 del Regolamento organico, che considera diversamente giocatori e allenatori in caso di stato di morosità per lodi esecutivi (“La società non può procedere a tesseramenti di giocatori non precedentemente tesserati per la medesima affiliata e non può procedere a tesseramenti di giocatori già tesserati ma con status diverso rispetto a quello cui darebbe luogo il nuovo tesseramento. La medesima parte non può procedere a tesseramenti di nuovi tesserati CNA”), considerando quello di Brienza come cambio di status e non nuovo tesseramento, dunque non esplicitamente escluso come nel caso dei giocatori.

I tesseramenti professionistici sono effettuati da LBA che poi li inoltra alla FIP, la quale però ha esercitato le sue prerogative avendo l'ultima parola in virtù dell'articolo 60 comma 6 dello Statuto (“La FIP può affidare alle leghe l'organizzazione dei singoli campionati, ferma restando la competenza federale per le affiliazioni e i tesseramenti”).

IL CASO PASHUTIN, FUGA E ADDIO - Ecco allora che con la Pallacanestro Cantù si deve purtroppo parlare anche di altro. La "fuga" di Pashutin ad esempio avvenuta a metà settimana scorsa. Senza preavviso, dalla sera alla mattina e senza che la società brianzola abbia transato con il coach russo, arrivato in estate e già attirato dalle sirene del Saratov, sua ex squadra anche come giocatore, dove ha già allenato (e perso) la prima partita. La cosa che sorprende è che manchi il nulla osta del club. La posizione della società rimane quella dell'assenza senza permesso, che ha consentito a Brienza di andare a referto come capo allenatore contro Cremona in deroga sfruttando il punto 17.2.4 delle DOA 2018/19 in attesa che il cambio di proprietà sblocchi la situazione dei tesseramenti. Dalla partita successiva, come detto, nessuna deroga. Invece Brienza era in campo e la Grissin Bon ha giustamente avvertito la terna arbitrale di mettere a referto, prima della partita come da regolamento, che sarebbe partito immediato il reclamo a fine partita. 

Sul caso Pashutin resta poi un altro il dubbio ovvero su come sia stato accettato a livello internazionale il suo tesseramento effettuato mercoledì mattina per consentirgli di andare in panchina nella gara tra Saratov e Leiden neppure 24 ore dopo l'addio a Cantù senza alcun nulla osta rilasciato dal club. Contrariamente a quanto avviene per i giocatori, infatti, per i tesseramenti degli allenatori non è prevista la letter of clearance dalla federazione di provenienza. La FIBA ha dunque accettato una specie di autocertificazione di non avere altri impegni in essere che è implicita nel momento in cui si presenta una richiesta di tesseramento senza effettuare verifiche presso la FIP. Che, da par suo, non ha fornito spiegazioni. 

NUOVA PROPRIETA', A QUANDO L'ARRIVO? - Dmitry Gerasimenko ha sul tavolo l'ultima proposta con accettate le richieste relative alle garanzie per la parte rateizzata dell'importo della cessione. Scartata la clausola proposta dall'attuale proprietario che chiedeva di restare con tre anni di contratto da general manager, la palla ora è nelle mani del proprietario unico che dovrebbe sciogliere la riserva entro poche ore. Il tempo stringe alla luce degli adempimenti Com.Te.C. con il versamento di contributi e tasse relative agli stipendi di novembre e dicembre entro il 18 febbraio (multa entro i primi cinque giorni di ritardo, poi meno 1 in classifica per la stagione corrente per ognuna delle quattro inadempienze possibili).

In caso di fumata nera della trattativa c'è il rischio concreto di partenza in massa dei giocatori con l'impossibilità da parte della reggenza che per quasi tre mesi dal passo indietro di Gerasimenko ha messo il club in condizioni di continuare l'attività sportiva e ordinaria. Anche nel caso peggiore comunque l'esclusione dal campionato avverrebbe soltanto in caso di mancato pagamento della sesta rata FIP del 5 marzo da circa 50 mila euro, eventuali ulteriori ritardi nei pagamenti di stipendi o contributi dopo i controlli del 18 febbraio. provocherebbero soltanto delle penalizzazioni in classifica che andrebbero però in capo alla stagione 2019-20.

Una volta acquisite le quote di controllo la nuova proprietà sbloccherà del mercato tra pagamento dei tre lodi esecutivi e dei contributi e tasse relativi agli stipendi di lega di novembre e dicembre 2018. La sentenza del BAT Fiba favorevole a Randy Culpepper, che aveva "esternato" sui social (così come Jeremy Chappell, capitano di Cantù la passata stagione e ora alla Happy Casa Brindisi) chiedendo garanzie, non è invece ancora diventata esecutiva, ma sarà anch'essa saldata quanto prima. Poi, fino al termine della stagione corrente non sembrano in vista ulteriori mosse relative all'area tecnica. Ma a Cantù, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo. E la parola fine è ancora lontana dall'essere scritta. 

Marino Petrelli

ph: credits Pallacanestro Cantù

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