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La Leonessa fa il bis. Dopo Venezia cade anche Varese

Laquintana

Vince e convince la Leonessa nel derby lombardo con Varese, 78-73. L’OJM ci prova, subisce, rientra, ma è meno compatta dei bresciani che invece hanno ben cinque giocatori in doppia cifra. Scrubb a tratti è immarcabile, ma è troppo solo, Avramovic si è sveglia troppo tardi per cercare di aiutarlo nell’impresa di espugnare un Palaleonessa gremito di 4500 anime, cuori uniti e pronti a spingere Moss e compagni verso il secondo successo consecutivo. L’OJM ricorda tanto la Germani dell’anno scorso, che ci sia stata un’inversione di ruoli tra le due compagini lombarde? Difesa, cuore e un pizzico di nervosismo, quanto basta per tenere alta la tensione e far intendere che le brutte prestazioni del girone di andata sono servite per compattare il gruppo.

Chiaro il messaggio di Andrea Diana a fine gara: “Se impariamo che di fronte al sacrificio arrivano queste prestazioni, possiamo andare ovunque. Non sei competitivo se cerchi solo di mettere in campo il tuo talento. Umili, concentrati e sporchi in difesa: noi dobbiamo essere questi e tutto verrà ancora meglio”. Ma ancora più belle le parole di Mauro Ferrari, numero 1 Germani che nomina il coach della Leonessa come MVP della gara: “E' stata la sua vittoria, ha messo in campo una difesa super tenendo Varese ad un punteggio basso”. La sua felicità è per questo pubblico che ha sofferto in questi mesi con la squadra.

Finalmente si rivede il marchio di fabbrica che contraddistingue la formazione di Diana, ovvero la difesa ed il gioco di squadra. Oltre ai già citati cinque uomini in doppia cifra, una gara superlativa di gregari oscuri quali Zerini e Laquintana. Non solo i più esperti di questo magnifico sport possono notare come Andrea sia in grado di dare un contributo in difesa enorme. Stoppate, 3 ad Avramovic, recuperi e soprattutto tanti palloni sporcati, ecco la sua chiave per prendere la posta in palio. Laquintana invece partendo dalla panchina si è rivelato un cambio di qualità per Moss, sostituto regista in attesa del rientro di Luca Vitali. Grande aggressività in difesa e 9 punti. con 4/6 al tiro in 13 minuti di gioco. 

E Varese? La squadra di Caja è al terzo stop consecutivo, Scrubb in campo è sembrato un marziano, soprattutto in confronto ai compagni di squadra. Il coach varesino commenta così la prestazione dei suoi: “Dopo un ottimo inizio, abbiamo pagato la continuità di Brescia. I signori Filippini e Morelli hanno fatto capire che oggi per noi non ci sarebbe stata partita. Faccio fatica a ricordare nella mia carriera un atteggiamento del genere. Ai miei ragazzi non ho nulla da imputare”. Senza alcuna vena polemica, la terna arbitrale ha colpito con un fallo antisportivo a dir poco ridicolo Cunningham (a terra di spalle ignaro di cosa stesse accadendo sopra la sua testa) e successivo fallo tecnico fischiato alla panchina di Brescia che chiedeva chiarimenti. Altro fallo tecnico a Hamilton reo di aver reagito sopra le righe ad un fischio arbitrale decisamente discutibile, mentre per 40 minuti Moore e compagni hanno pensato solo a lamentarsi dei fischi invece che pensare di aiutare Scrubb nella sua sfida per ottenere i due punti. Con il 36 per cento da 2, il 35 da 3 e il 56 dalla lunetta era impensabile per l’OJM di vincere. La Germani nonostante una buona difesa ha concesso agli esterni biancorossi ben 39 tiri dall’arco dei tre punti, chiudendo ogni accesso al pitturato concedendo a Cain, uscito molto presto per 5 falli, solo 2 punti in 18 minuti e a Iannuzzi, 1 punto in 22 minuti di permanenza sul rettangolo di gioco. Le statistiche parlano da sole, la vittoria dei padroni di casa è più che meritata, al di là della conduzione del “terzetto in grigio”.

A chiarire le prospettive per entrambe le formazioni saranno comunque le prossime giornate. Brescia sarà ospite di Reggio Emilia in una gara essenziale per confermare le ambizioni di scalata della classifica e Varese dovrà contendersi il quinto posto con Sassari che sta attraversando un grande momento di forma nonostante l’infortunio di Bamforth.

2018, ANNO MEMORABILE PER I COLORI BIANCO BLU - Per i tifosi bresciani la Germani del 2018 sarà il ricordo più bello ed emozionante dopo il Cidneo del 1981. Una “splendida annata” da raccontare al bar con gli amici oppure un esempio per spiegare ai ragazzi in palestra cosa significa essere un gruppo vincente, una vera squadra di pallacanestro. Un anno memorabile, derivato da un primo posto in classifica conquistato dopo ben 9 successi di fila, per poi proseguire con un successo dopo l’altro. A febbraio a Firenze nelle F8 il punto più alto con la finale di Coppa Italia. Il secondo posto in campionato al termine del girone di andata mette Brescia davanti alla Virtus Bologna, poi il derby contro Cantù che a sorpresa ha eliminato la favorita Milano ed ecco la finale contro Torino. Peccato averla persa quando ormai le mani erano quasi su quella coppa che sarebbe stato il primo grande successo per la compagine guidata dalla famiglia Bragaglio-Bonetti.

BilighaLa delusione è tanta, ma invece di abbattersi il team di coach Diana, si assesta e punta ancora più in alto. Terzo posto in classifica, miglior piazzamento di sempre e playoff contro Varese, 3-0 e semifinale contro i super favoriti, l’Olimpia Milano. Quando al termine di una gara che solo a pensarci fa correre i brividi sulla schiena, la Leonessa sbanca il forum e si porta 1-0, a Brescia si gongola, è basket-mania, anche coloro che non hanno mai visto una partita di questa squadra iniziano ad essere incuriositi dalle gesta di Landry e Moss, i fratelli Vitali sono sulla bocca di tutti, insomma è adrenalina pura. Le altre partite della serie non hanno storia, Simone Pianigiani ha un roster infinito e i ragazzi di Andrea Diana sentono il peso della fatica.

L’Armani non lascia scampo alla Germani e l’appuntamento con la storia è rimandato, ma la “splendida annata” proietta Brescia in Europa e consacra la Leonessa tra le più belle realtà della pallacanestro italiana. A differenza dell’anno precedente, il roster viene cambiato per 7/10, ma coach Diana può disporre di 11 elementi in grado di non abbassare l’intensità di gioco, fondamentale per affrontare Eurocup e campionato. L’inizio di stagione è complicato. La Supercoppa Italiana si gioca nella nuova casa dei bresciani, quel Palaleonessa che nasce dalle ceneri dell’EIB, il vecchio ciambellone che ha visto calcare il suo parquet da campioni quali Mitchell, Laimbeer e Iavaroni. La Germani perde la semifinale con l’Olimpia che conquista il primo trofeo della stagione.

In campionato le cose non vanno benissimo, troppe partite vengono perse in finali punto a punto, l’Eurocup invece dopo un primo assestamento regala qualche soddisfazione in più, ma al termine di una pessima prestazione contro Ulm la Germani esce di scena in una serata da dimenticare sotto tutti i punti di vista. C’è tutto il tempo di sognare e sperare che si possa rivivere nel 2019 un’altra splendida annata.

Happy new year basketball lovers!

 Klaus Krug 

ph: Valentino Vitali

 

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