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Leggenda Ginobili, il 28 marzo ritirata la maglia Spurs

ginobiliPrima l'annuncio ufficiale a fine agosto ("Oggi finisce la mia carriera che è andata oltre ogni mio sogno" aveva scritto su twitter), poi il taglio avvenuto a metà ottobre da parte dei San Antonio Spurs che in ogni caso gli garantiranno lo stipendio fino a fine anno, quasi 2,5 milioni di dollari, così come accadde per Tim Duncan. Ora un altro momento leggendario: la maglia numero 20 sarà ufficialmente ritirata il prossimo 28 marzo al termine della partita casalinga contro Cleveland. 23 anni di grandi giocate mancine resteranno un simbolo e nessuno indosserà più la sua maglia bianco nera.

Il nativo di Bahia Blanca, transitato in Italia prima alla Viola Reggio Calabria, poi alla Virtus Bologna con cui ha vinto un campionato, due coppe Italia e un Eurolega in una squadra pazzesca allenata da Ettore Messina, fu scelto nel '99 alla chiamata 58 del draft dai San Antonio Spurs, dopo tre anni dalla presa dei diritti si unisce alla compagine texana per iniziare la sua avventura a stelle e strisce. In NBA addirittura 4 titoli (2003, 2005, 2007, 2014), sempre con gli Spurs guidati da coach Greg Popovich, che ha saputo amalgamare le sue doti di leader e il suo QI cestistico ad un roster talentuoso composto da giocatori come Tim Duncan e Tony Parker, formando un terzetto che ha vinto un numero incredibile di gare e ha dato fastidio a qualsiasi team nella lega professionistica statunitense.

In effetti le caratteristiche cestistiche di Manu si incastrano alla perfezione al concetto di gioco di Pop che prevede come mantra il passarsi la palla per trovare il miglior tiro possibile. Oltre mille partite giocate, 13 punti, 3 rimbalzi e quasi quattro assist di media in carriera, oltre che il rispetto di moltissime (se non tutte) le più grandi superstar della palla a spicchi.

IL SESTO UOMO E LE GIOCATE "CRAFTY" - Le sue statistiche e i riconoscimenti accennati sopra dimostrano solo a metà il contributo che questo giocatore era in grado di dare in campo; non sono rari i dibattiti sul "miglior sesto uomo di sempre" e il nome Manu è sempre tra i primi posti di qualsiasi classifica, simbolo della grandezza delle sue gesta. Uno dei valori aggiunti dell'argentino sono sempre state le giocate dette "crafty" ovvero quelle al limite del regolamento, dubbie, furbe, per portare a casa un possesso, un fallo o dei punti. Non sono rari i casi di partite vinte dalla sua squadra grazie ad azioni intelligenti messe in atto, una vera e propria garanzia in uscita dalla panchina persino da veterano.

Dopo l'eliminazione dai playoff 2018 e momenti di vera indecisione (già iniziati la stagione precedente), logoro da infortuni, decide di ritirarsi dal basket giocato. Il primo a saperlo? Ovviamente coach Popovich. Non sono bastati i cartelloni dei fan con scritto "Uno mas Manu" e le parole post partita di Steve Kerr dei Golden State Warriors "Fai come Federer, se ami il tuo lavoro continua". Nella lettera affidata ad un quotidiano argentino ha spiegato i motivi della sua decisione e ha ringraziato tutti, compresa l'Italia, vera rampa di lancio della sua carriera. 

Il prossimo 20 marzo, dunque, la cerimonia di ritiro della sua maglia. Sarà il nono Spurs ad aver ricevuto questo riconoscimento all'AT&T Center. Un momento da non perdere per i tifosi, che potranno assistere all'importante coronamento della sua carriera americana e dire un sonoro "Adios, Manu!".

Andrea Conte

ph: US Today Sports

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