Da Meneghin a Malagoli, ogni numero ha la sua storia

Dietro ogni numero c'è una storia. E ogni storia racconta anche la personalità di chi indossa quel numero sulla propria maglia. Nell'era della libera scelta, ovvero da quando si possono usare tutte le cifre, il numero più usato in Serie A è l'11. Che è il numero di maglia di Dino Meneghin, 28 campionati nella massima serie, ma anche di Chuck Jura, uno dei più brandi giocatori visti in Italia. Charles, per tutti Chuck, arrivò a Milano nel 1972 in quella che allora era la seconda squadra meneghina. Sul contratto fece scrivere appositamente che avrebbe giocato con la canotta numero 11 altrimenti non se ne sarebbe fatto nulla. Rimase in Italia per 11 stagioni segnando 9.868 punti

A proposito del numero 11, come ricostruisce Paolo Bartezzaghi su La Gazzetta dello Sport di qualche settimana fa, fu anche il numero di maglia di altri due stranieri visti in Italia, John Mascioni e Kareem Abdul Jeelani. Il primo arrivò nel nostro paese nel 1949 dopo essere stato ufficiale statunitense con le truppe alleate. Buone stagioni a Varese prima e con il Gira Bologna poi. Jeelani, che in realtà si chiamava Gary Cole, arrivò alla Lazio Basket nel 1977 e per due anni fu il miglior marcatore del campionato con 32.8 e 33.2 punti. Realizzatore straordinario, è morto nel 2016 dopo una vita con grandi difficoltà. 

L'11 è stato utilizzato da 11 giocatori la passata stagione in Serie A, tra cui Nic Moore di Brindisi. L'utilizzo di questo numero da parte di Cotton a Brescia nel finale di stagione ha permesso al numero in questione di distanziare altre due maglie di tradizione, l'8 e il 10, usato da dieci giocatori. Con lo stesso numero anche due grandi giocatrici italiane: Mabel Bocchi e Catarina Pollini, che ha vinto 12 scudetti e 7sette Coppe dei campioni. Come Meneghin, ritiratosi a 44 anni dopo aver avuto la soddisfazione di giocare contro il figlio Andrea che avrebbe poi vinto lo scudetto della Stella A Varese guarda caso con la maglia numero 11. 

LE NORME: DAL 2014 VALE TUTTO - Fino al 2007-08 i numeri a disposizione erano i classici, dal 4 al 20. I più bassi erano per i play e le guardie, il 15 era usato spesso da uno dei due stranieri. La prima apertura, nel 2007, ha riguardato i numeri dal 20 al 25, dal 30 al 35, dal 40 al 45. La definitiva apertura dal campionato 2014-15: vale tutto dallo zero al 99. Il numero 0 è stato usato la passata stagione da otto giocatori, compreso Andrea Zerini, ex giocatore della Happy Casa Brindisi. Quest'anno si aggiungerà quasi sicuramente Adrian Banks che torna a Brindisi e che ha sempre indossato questi numero. Una curiosità: la squadra più tradizionale è stata Reggio Emilia, nessuno ha scelto numeri tra lo 0 e il 3 e dal 20 in poi. Dal 4 al 19 potrebbe giocare tranquillamente in un campionato del secolo scorso.

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I NUMERI DEGLI ALTRI NEL MONDO - LeBron James finora ha avuto due diversi numeri: il 23 ed il 6. Il primo fu il 23 in onore del suo giocatore preferito, Michael Jordan. Quando arrivò ai Miami Heat, però, non potè sceglierlo, il numero era infatti già stato ritirato, quindi decise di utilizzare quello del suo secondo giocatore preferito, il 6 di Julius Erving. Coi Cavaliers, è tornato ad usare il 23 (nella foto con Kevin Durant). Lo userà anche ai Lakers

Jason Collins è diventato il primo giocatore Nba a svelare la propria omosessualità, e il numero 98 è proprio un gesto verso la comunità gay. Il numero rappresenta l'anno, il 1998, in cui uno studente gay dell'Università del Wyoming, Matthew Shepard, venne rapito e torturato a morte. Collins prese il 98 già a Boston e Washington nel 2013, prima del proprio coming out, e allora la buttò sul ridere dicendo che era per mettere in difficoltà gli arbitri nel segnalare i suoi falli.

Tra Treviso e Toronto Andrea Bargnani ha sempre vestito il numero 7 ma, arrivato a New York, quel numero era già sulle spalle di Carmelo Anthony. Così il romano ha optato per raddoppiarlo in un originale 77, che in tempi recenti avevano indossato altri giocatori europei come Gheorghe Muresan, Vladimir Radmanovic e Sasha Pavlovic.

AK47 è la sigla del famoso fucile d'assalto russo Kalashnikov, e Andrei Kirilenko ha iniziato a portare il numero 47 proprio per combinare iniziali e numero e formare un vero e proprio nickname. L'idea venne però da Quincy Lewis, suo compagno nell'anno dell'approdo ai Jazz, dove il 15, il numero che Kirilenko aveva sempre usato in precedenza, fu preso per anzianità da John Amaechi.

Kevin Durant veste il 35 sin dai tempi di Texas University: 35 erano gli anni del suo ex coach Charles Craig quando morì in una sparatoria il 30 aprile del 2005. Craig, detto “Big Chucky”, fu il primo allenatore, che Durant conobbe ad appena 8 anni al Seat Pleasant Recreational Center di Washington, D.C.

Nicolò Melli, numero 18: “Avrei voluto giocare con il 9, perché era il numero di maglia di mia madre Julie quando giocava a pallavolo. Ma non sono riuscito a indossarlo né a Reggio Emilia né a Milano. Quando venni qui l’aveva Marco Mordente, il capitano, poi sono andato in prestito a Pesaro e al ritorno era stato preso anche Fotsis e lui voleva il 9. Mi sono inchinato alla sua storia e ho preso il 18, ovvero 1+9”.

BRINDISI, LA CONTESA PER IL 20 - Detto di Nic Moore con il numero 11 usato nelle due esperienze in maglia biancoazzurra, Roberto Guadalupi, ineasuribile fonte di informazioni per tutti gli appasionati di basket, brindisino e non, racconta a Supporter's Magazine un aneddoto legato al basket locale di qualche anno fa. "Estate del 1979 (... già 39 anni!) arriva a Brindisi Claudio Malagoli che ha sempre vestito la maglia numero 13, ma nella Pallacanestro c'è un altro giocatore legatissimo allo stesso numero: Piero Labate, capitan Labate che, in quel momento, è fermo per un problema fisico e tornerà in campo ad inizio del mese di dicembre - racconta Guadalupi -. Scatta la curiosità: chi dei due lascerà all'altro quel numero? Non si sa cosa sia successo negli spogliatoi, ma resta il fatto che è Claudio Malagoli a cambiare numero ed adotta il 20 che, a Brindisi, gli portò poi tanta fortuna. E aggiunge: "Il primo, vero "Claudio" del basket brindisino, Calderari, ha sempre vestito il numero 9. Maurizio Solfrizzi solo il 6".

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Marino Petrelli

ph: credits Olimpia Milano e www.slamonline.com

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