Giocano per perdere, ma danno la colpa alla Fip

underUna finale è sempre un motivo valido per dare il massimo, provare a vincere, mettersi in mostra. O almeno dovrebbe essere così. Aurora Brindisi e il Valle d'Itria Bk Martina hanno fatto il contrario, ovvero giocare per perdere. Accade nella finale U18 Eccellenza in Puglia, che metteva in palio il secondo posto valido per la fase interzona, quella fuori dai confini regionali. Primo era arrivato il Cus Bari, qualificato direttamente, in semifinale Aurora e BK Martina, arrivate quarta e quinta nel girone, battono i quotati avversari della Happy Casa Brindisi e della Virtus Foggia. Poi l'atto finale ripreso in un filmato amatoriale di uno spettatore presente sugli spalti che mostra l'incredibile: autocanestri, tiri liberi non tirati, possessi volutamente persi, addirittura calci al pallone, spingendo l’arbitro a interrompere la gara”, si sente nel commento del video. 

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In base al risultato della finale, le due squadre sarebbero finite una nel girone che si disputerà in Toscana, l'altra in Campania. Ma l'intento, apparso chiaro sin dalla palla due, era l'opposto. Forse per non giocare molto lontano da casa o forse per evitare il girone più difficile. Ora le due squadre si rimpallano le responsabilità, trovando però un comune capro espiatorio, ovvero la Federazione e la sua incapacità di aiutare il basket giovanile soprattutto a livello economico. I due comunicati sono alquanto discutibili perchè, è vero che la Fip ha le sue responsabilità, ma le regole sono chiare dall'inizio. Se si hanno le capacità per fare un campionato di tal genere lo si gioca fino in fondo, altrimenti si sta a casa, senza innescare una protesta così insensata e soprattutto che viola i princìpi di lealtà sportiva e rovini la voglia di basket di ragazzi di diciassette e diciotto anni, che sono uomi e sanno scegliere, ma nulla hanno fatto per cambiare la situazione in campo.

Ci hanno perso tutti, l'Aurora e suoi tanti anni di ottimo basket a livello giovanile in città e in Puglia, e la Valle d'Itria Martina Franca che arriva ad accusare la squadra avversaria di cattiva condotta in campo e di "essersi adeguata a questo comportamento antisportivo". Come se vedere un ladro che ruba deve spingere a fare altrettanto anzichè denunciare il fatto. Vedere del buono nell'aver insgnato ai ragazzi di non piegare la testa, come è scritto nel comunicato degli jonici, è poi altrettanto inspiegabile. Ai ragazzi va insegnatata la correttezza, la sportività, il concetto di vittoria leale sul campo e non certo simili bassezze che con lo sport nulla hanno a che vedere. Senza giustificazioni e soprattutto senza scaricare la responsabilità verso altri.

leggi il comunicato dell'Aurora Brindisi

leggi il comunicato della Valle d'Itria BK Martina

Gli arbitri, inizialmente increduli, come i presenti sugli spalti, hanno sospeso la partita. Ora sarà la procura sportiva a "verificare eventuali violazioni regolamentari”. Interpellata da Supporter's Magazine, la Federazione si limita a dire che "è partita subito un'inchiesta. Le immagini, certo, sono chiare e questa vergogna fosse confermata, serviranno punizioni esemplari per tutti". "Fatti inaccettabili per qualsiasi competizione sportiva, ancora di più perchè avvenuti in un campionato giovanile. Siamo sconcertati, ma anche decisi a salvaguardare tutto il movimento cestistico pugliese", ha aggiunto Margaret Gonnella, presidente della Fip Puglia

LE REAZIONI DELLE ALTRE SOCIETA' - In un primo momento, nessuno ha voluto parlare, seppure avessimo interpellato tutte le aprti per offrire loro un canale per spiegare le proprie ragioni. Poi sono arrivati i comunicati ufficiali che lasciano ancora di più l'amaro in bocca per non aver compreso la gravità del gesto. Da parte della Happy Casa Brindisi, sconfitta in semifinale dall'Aurora, traspariva subito, da quanto abbiamo potuto percepire interpellando alcuni dirigenti, un forte disappunto sull''accaduto, ma si era deciso di non rilasciare commenti ufficiali e attendere l'esito dell'inchiesta federale. Il ds Tullio Marino ha però precisato che "la collaborazione con l'Aurora, che avrebbe dovuto compiersi con la composizione di una squadra congiunta per un importante torneo U15, è interrotta e mai in futuro la Happy Casa giustificherà episodi del genere".

Chi dice la sua invece è Gianfranco Mellone, dirigente della Mens Sana Mesagne, dodici chilometri da Brindisi, squadra che lo scorso luglio ha ottenuto un primo e un secondo posto a livello nazionale per la categoria Esordienti e allievi nazionali Csi e che non ha paura ad affrontare trasferte lunghe pur di portare i propri ragazzi ad una vetrina nazionale. "Siamo sconcertati, è una farsa, perchè di farsa si tratta, che scredita tutto il movimento giovanile pugliese. Un pessimo esempio morale per i ragazzi che dovrebbero sepre rispettare le regole - dice il responsabile tecnico della società mesagnese a Supporter's Magazine -. Dall'inchiesta federale ci aspettiamo giustizia: il principio di lealtà e correttezza violato va da tre mesi a tre anni di inibizione"

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Il video ha superato le 100 mila visualizzazioni e sta ormai (ahinoi) facendo il giro di tutta Italia. Centinaia i messaggi su vari siti specializzati che chiedono radiazioni, pene esemplari, pagamento di multe salatissime da parte delle due società. Tra i tantissimi commenti, quello di Fabrizio Campagnoli, giornalista brindisino e grande appassionato di basket per averci giocato anche a buon livello, che sulla sua pagina Facebook scrive: "Il basket per me è una seconda pelle. Ed il basket giovanile é addirittura la prima, una delle parti piu belle della mia vita. Ho avuto la fortuna di far parte di un gruppo che ha vinto praticamente tutto, dalla propaganda alla juniores. Abbiamo giocato contro chiunque ed ovunque. Abbiamo preso belle imbarcate. Ma abbiamo sempre giocato con dignità e a testa alta. Perché prima di voler diventare giocatori volevamo diventare uomini. Quando ho visto queste immagini ho avuto il voltastomaco prima e i brividi poi.La finale tra Aurora Brindisi e Martina Franca non é un attentato al basket ma è un attentato alla vita dei ragazzi. Se qualcuno si risente per queste parole, pazienza. Ma più che indignarvi davanti a questo post, dovreste indignarvi davanti allo specchio".

Basterà guardarsi allo specchio? Non basta, la speranza maggiore è che questi ragazzi, questi genitori, questi allenatori, questi dirigenti prendano coscienza. Non servono scuse generiche, o comunicati in cui si trovano altri colpevoli, ma impegno e disciplina affinchè non accadano più situazioni di tal genere. 

Marino Petrelli

immagini di repertorio

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