Diener, Randle e il morbo di Crohn. La malattia in breve

pesaro - brindisi 0027Brian Randle ha lasciato la Happy Casa Brindisi a causa del morbo di Crohn, di cui soffre da anni e che la società pugliese era già a conoscenza al momento della firma del contratto. Un lungo applauso e un giro di campo sulle spalle di alcuni tifosi è stato tributato domenica scorsa all'ex giocatore del Maccabi Tel Aviv. Spieghiamo meglio cosa è esattamente questo morbo che ha colpito anche Drake Diener costringendolo prima ad una lunga operazione nel 2005 (con rinuncia alla Summer League e ad una quasi sicura chiamata in Nba) poi a lasciare Saragozza a dicembre 2015 a causa di una ricaduta, riprendere le cure e tornare in campo, finalmente stabilizzatosi anche se sempre sotto controllo, prima a Capo d'Orlando lo scorso anno e ora a Cremona, allenata dal "suo" Meo Sacchetti, dove si gioca una volta settimana e il suo fisico non viene particolarmente messo sotto pressione.

La Malattia di Crohn appartiene al gruppo dei disturbi infiammatori cronici dell’intestino, chiamati Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Si stima colpisca 1.3 milioni di persone nel mondo, di cui circa 60 mila in Italia, soprattutto in età giovanile, tra i 20 e i 30 anni. Chi scrive conosce bene la malattia avendo in famiglia un caso molto grave, con complicanze che hanno portato alla riduzione di parte dell'intestino e ad una vita molto complicata anche per l'alimentazione da seguire e a difficili rapporti interpersonali con la società circostante.

È una malattia che può manifestarsi già in età giovanile, nella seconda e terza decade della vita, ma la cui diagnosi è spesso tardiva. Questa patologia può interessare qualsiasi tratto del tubo gastrointestinale, prevalentemente l’intestino tenue e quello crasso che presentano un’infiammazione abitualmente discontinua dove le parti di intestino ‘malato’ si alternano a quelle sane. A seconda dell’infiammazione lo strato più interno della parete intestinale può presentare lesioni più o meno profonde, sino all’insorgenza di complicanze. 

UNA MALATTIA INVALIDANTE - "I sintomi iniziali della malattia di Crohn sono molto spesso molto subdoli ed aspecifici tanto che ancora oggi spesso la diagnosi viene fatta sul tavolo operatorio, dove il paziente arriva perché sviluppa una complicanza (stenosi o ascesso addominale). I sintomi includono dolori addominali, perdita di peso e diarrea, fatica, anoressia o febbre. La malattia si manifesta con periodi di benessere, detto periodo di remissione, che si alternano a momenti in cui i sintomi sono manifesti, riacutizzazioni, con un andamento imprevedibile – spiega Fernando Rizzello, segretario nazionale di IG-IBD, l'Italian Group for the study of inflammatory bowel disease –. Per questo andamento non lineare, la malattia è invalidante e compromette in maniera severa la qualità di vita di chi ne soffre: i pazienti sono costretti a cambiare le loro abitudini e il loro stile di vita, vedendo spesso compromesse anche le relazioni, sia personali che professionali".

"Essendo una malattia cronica", aggiunge Alessandro Armuzzi, professore associato della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma, "la terapia ha lo scopo di alleviare l’infiammazione dell’intestino, di preservarne la funzionalità prevenendo eventuali complicazioni. Numerosi studi evidenziano che i trattamenti disponibili e utilizzati sino ad oggi, non sono efficaci nel lungo periodo. Fortunatamente grazie alla ricerca che non si è mai fermata, a breve avremo una freccia in più nel nostro arco per aiutare i pazienti a ritrovare la perduta normalità: sono in arrivo nuove soluzioni terapeutiche che promettono di migliorare le condizioni dei pazienti, mantenendo lungo lo stato di remissione della malattia".

Proprio in questi giorni, tra l'altro, è al via la campagna di sensibilizzazione sulla Malattia di Crohn promossa da JANSSEN ITALIA insieme all’associazione pazienti AMICI ONLUS e alla società scientifica IG-IBD. I ‘The Pills’, trio comico romano, performer di video ironici diventati virali sul web, è stato scelto per raccontare la malattia e smuovere, con il sorriso, l’opinione pubblica. Il disagio, l’incertezza, la completa perdita di controllo di se stessi e della propria vita, tipici di chi convive quotidianamente con questa patologia cronica, sono stati raccontati in una manciata di minuti nel video “ASPETTANDO CROHN. L’AGENDA IMPOSSIBILE” che farà sorridere ma anche riflettere. Perché la comicità e il velo di amarezza del racconto in realtà svelano una giornata di quotidiana malattia. Ecco perchè anche a Brian Randle va tutta la nostra comprensione.

Marino Petrelli

ph: Ciamillo/Castoria

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