Venezia campione, ecco il film della finale scudetto

reyer campioneUna finale inedita quella tra Venezia e Trento. Due filosofie diverse di gioco. Tradizione contro novità e sfrontatezza. Una serie che subito ha fatto intuire che sarebbe stata lunga e sfiancante per entrambe le squadre, ognuna con i propri pregi e difetti, e in arrivo da due situazioni sportive e climatiche molto diverse fra loro. La Reyer arriva in finale dopo aver sconfitto prima Pistoia con un 3 a 1 nella serie e poi, all’ultimo respiro, Avellino in gara 6. La Dolomiti Energia ha invece sorpreso tutti fin dal principio liquidando Sassari con un netto 3 a 0, e poi eliminando la favorita al titolo, quell’EA7 Milano che quest’anno possiamo considerare la vera e propria delusione della stagione, con un 4 a 1 fuori da ogni aspettativa. Vince la Reyer, espugnando il Pala Trento in gara sei (dopo averlo fatto anche in gara tre), tornando al titolo dopo 74 anni.

La sconfitta in finale non potrà mai cancellare quanto di buono fatto durante tutta l’annata dall'Aquila, tenendo sempre conto che coach Buscaglia non ha mai potuto far conto su tutto il roster a disposizione. Se si chiedesse ai tifosi l’intera squadra sarebbe da confermare, ma sicuramente la conferma di tutto il blocco di italiani e se possibile di qualche americano, sarebbero una base solidissima sulla quale puntare durante il prossimo anno che vedrà i trentini tornare in Eurocup dopo un anno di assenza.

In laguna è tempo di festeggiare invece un storico risultato consapevoli della propria forza e dell’impresa appena compiuta. Grande merito ad un coach che ha saputo valorizzare a pieno ogni singolo della propria squadra arrivando a fine stagione con gambe e testa ancora molto attive. Anche in questo caso la riconferma di alcuni giocatori sarebbe una grandissima base su cui lavorare, ci sarà tempo per pensarci, perchè adesso Venezia, è molto poco triste.

LE SEI TAPPE DELLA SERIE

 - Gara 1 (la sorpresa): Il Taliercio è incandescente per la prima gara della serie, Venezia ci crede e spera subito di mettere fieno in cascina nella serie facendo rispettare il fattore campo. La gara che ne esce fuori per i lagunari non è quella che in molti si aspettavano. Trento attacca e difende con cattiveria e decisione, si porta subito in vantaggio e lo mantiene fino al termine della gara. Venezia, che utilizza spesso e volentieri in tiro da 3 punti imbecca una serata storta, viene meno in situazioni difensive e abdica nella prima gara della serie dove il pubblico trentino va in totale visibilio per i propri idoli. Al termine della gara il tabellone recita 74 a 83 per gli ospiti.

 - Gara 2 (il pareggio): Venezia arrabbiata, Trento gasata, è questo quello che ci si spetta da gara 2. Ad essere veritiero però è solo il primo stato. Trento a causa delle solite e scarse rotazioni non riesce ad ingranare nella seconda metà di partita dopo aver chiuso il primo tempo in parità, la Reyer invece gioca bene e con intensità. A complicare ulteriormente la gara dei trentini ci si mette anche la sfortuna con l’infortunio di Dominque Sutton. Per lui stiramento e gara 3 a rischio. Venezia pareggia con il risultato di 79 a 64 spinta da un Haynes immarcabile. 

 - Gara 3 (Venezia prova a dare la spallata) Palatrento vestito a festa per la prima storica finale. Quasi 4500 spettatori festanti e vogliosi di compiere l’impresa assiepano gli spalti del palazzetto. Trento parte bene nella prima parte di gara ma viene subito ripresa da Venezia che la scavalca alla fine del primo quarto. È l’inizio di un lungo testa a testa che durerà fino al termine della gara. Qualche tiro affrettato, la stanchezza e nel modo più assoluto, l’assenza di Sutton, influenzano la gara della Dolomiti Energia nel secondo tempo, dove avviene un vero e proprio crollo fisico e psicologico. Venezia ne approfitta e vince 67 a 73 ribaltando il fattore campo e portandosi in vantaggio nella serie.

 - pala trento finaleGara 4 (Trento reagisce) Ci si attendeva una reazione da parte di Trento e così è stato. Venezia non riesce a prendere scelte corrette e soccombe sotto le triple di Gomes, Flaccadori e Forray. Sutton eroico decide di giocare pochi minuti, anche se non al 100% per dare il proprio supporto alla squadra. Il PalaTrento risulta essere il sesto uomo in campo e la serie scopre di essere ancora più equilibrata di quanto si potesse immaginare. L’aver guadagnato la possibilità di poter giocare anche gara 6 gasa ulteriormente una realtà che già fatica a credere in quello che sta accadendo. Il tabellone al termine della gara recita 78 a 56 per l'Aquila, che surclassa sotto tutti i punti di vista gli ospiti.

 - Gara 5 (la svolta) Trento arriva all’appuntamento con un Sutton ancora acciaccato ma con la consapevolezza che una vittoria significherebbe match point. Partono subito bene gli ospiti con Craft immarcabile e Forray tutto attributi e cuore. La gara vede sempre Trento in vantaggio ma il quarto periodo diviene fatale per i trentini che subiscono il recupero lento e inesorabile dei locali. A soli 7 secondi dalla fine Bramos mette dentro la tripla del più due che manda tutto il palazzetto in visibilio. Finisce 65 a 63 per Venezia. Per la compagine di coach Buscaglia il rimpianto di essere stati sempre in vantaggio e di aver buttato una grandissima occasione di indirizzare lo scudetto verso i monti trentini, ma si torna al PalaTrento e nulla è scontato.

 - Gara 6 ( Trento KO, Venezia capione) Pala Trento pronto a tutto per sostenere i propri beniamini, tanti veneziani al seguito dei lagunari per una vittoria che vorrebbe dire scudetto. Equilibrio iniziale con le due squadre impegnate al massimo nel trovare nuove idee per sorprendersi l’una con l’altra. La fine del primo tempo vede Trento in vantaggio di un solo punto, Venezia che pare in difficoltà nell’affrontare la difesa di casa, gasatissima e, anche se visibilmente stanca, vogliosa di ben figurare. L’intera serie viene decisa però nel terzo quarto di gara, quando i lagunari piazzano un parziale di 32 a 13 che sembra non lasciare scampo agli aquilotti. La squadra di coach De Raffaele arriva a 12 punti di divario e per lunghi tratti di gara gestisce il risultato, ma tutto il palazzetto sembra urlare a voce altissima che non vuole la fine del campionato. Trento incredibilmente reagisce e riesce a portarsi sotto la doppia cifra di svantaggio. Un paio di decisioni scellerate da parte degli oro granata e un paio di difese magistrali permettono a Trento di raggiungere il meno 3 a pochi secondi dalla fine. La lotteria del fallo sistematico premia però Venezia che al suono della sirena può far festa per il suo terzo scudetto della propria storia. Il tabeloone dice 78 a 81 per Venezia ed è il trionfo.

Michele Giordano

 

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