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Palasport italiani, restyling con il Credito Sportivo

forum_assagoPoco più di un anno fa abbiamo parlato della situazione dei palasport in Italia (ma lo facciamo spesso anche con copertine e editoriali sul giornale cartaceo), considerata il fanalino di coda in Europa. La Fip aveva chiesto da tempo di attivare una modifica per i playoff. Le squadre di serie A, per giocarli in casa, avrebbero dovuto avere una capienza dei loro impianti di almeno 5000 posti da questa stagione. Egidio Bianchi, presidente di Legabasket fino al gugno 2020, rispondendo ad una domanda di Supporter's Magazine in conferenza stampa a Rimini, era la Coppa Italia 2017, quindi i tempi erano già maturi, aveva risposto che "sulla capienza dei palasport si sta ancora valutando, non è detto che la regola sarà attuata dal prossimo anno". E così sarà.

Ne nacque una querelle tra Federbasket e Lega. Ai giorni nostri, lo stesso presidente Bianchi, in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, dice, tra le altre cose, che si resterà ai 3500 posti, ma con un progetto di restyling sostenuto dal Credito Sportivo. "Oggi 12 squadre giocano in palazzetti che sfiorano o superano i 5 mila posti, Pistoia, Brindisi, Cremona e Venezia sono le piazze più critiche con margini nulli di ampliamento - analizza Bianchi al quotidiano sportivo nazionale riferendosi all'abrogazione della delibera federale che due anni aveva introdotto la soglia dei 5 mila come capienza minima per gli impianti di Serie A  - Ora guarderemo di più alla qualità dell'impianto, cioè alla sua migliore fruibilità per gli spettatori in fatto di servizi, sicurezza e accoglienza. Abbiamo costituito un gruppo di lavoro con l'Istituto di Credito Sportivo per avviare un programma di restyling e riqualificazione degli impianti". 

In pratica, si punta a realizzare un modello di impianto ideale che andrà sovrapposto a quelli attuali per definire la "gap analysis" e predisporre gli interventi strutturali necessari. Il rilascio di questo modello è previsto per il prossimo settembre. La consegna degli impianti, finanziati da un fondo apposito del Credito Sportivo, è stimato per il 2025. Un impianto di riferimento è la Volkswagen Arena di Istanbul, gioiellino da 4500 posti, dove gioca il Darussafaka e che è diventata poli funzionale anche per le partite di Eurolega dove la capienza dei grandi palasport è ben più grande. 

Il primo a rifarsi il look sarà la Vitifrigo Arena di Pesaro, anche in previsione di ospitare della Final Eight di Coppa Italia del prossimo febbraio 2020. Come scrive Il Resto del Carlino, saranno sostituite 8.5000 sedute sulle 10.300 totali. I lavori partiranno il 23 aprile per una prima fase che terminerà il 3 maggio. Poi dal 20 al 28 maggio la seconda fase di lavori. Le sedute resteranno azzurre ma cambierà il materiale, più resistente e con una classe ignifuga a norma. Secondo il Carlino, dovrebbe esserci anche la sostituzione del tabellone con un cubo stile NBA, come già avvenuto al Pala Dozza qualche mese fa. 

ITALIA ED EUROPA, DUE MONDI OPPOSTI - In ogni caso, servono miglioramenti quanto prima, perchè la situazione è lontana dagli standard di sicurezza e di comfort. Al momento Milano, Virtus Bologna, Pesaro, Avellino, Varese, Trieste più la Fortitudo Bologna appena promossa in serie A e la Virtus Roma con il Pala Eur se sarà promossa, sarebbero a norma se venisse approvata la regola dei 5 mila posti. Con Brescia, spostatasi al Pala Leonessa, e Torino che quest'anno gioca al Pala Vela, forse il miglior palasport italiano (e forse anche un pò grande per il campionato di bassa classifica che la Fiat sta disputando), il numero di società con impianti adeguati è salito. Reggio Emilia ha ampliato il Pala Bigi a 4700 posti, anche se restano delle criticità, Trento lo farà entro pochi mesi. Cantù, che intanto gioca a Desio in un impianto da oltre 6500 posti, attenderà la nuova situazione societaria per dare vita al progetto del "nuovo" Pianella. Il PalaSerradimigni di Sassari sfiora i 5 mila, potrebbe salire a 7 mila. Da Brindisi, Venezia, Cremona e Pistoia nessuna novità. 

Discorso diverso all'estero: con meno di 5 mila posti neanche ti fanno partire. La Spagna, per esempio, rispetto a noi ha arene da 10 mila posti a Madrid, Malaga, Barcellona, Gran Canaria e Vitoria dove si disputerà la Final Four di Eurolega a metà maggio. Ma anche gli impianti della seconda serie spagnola, la nostra Legadue, sono tutti sopra i 5 mila. Anche in Germania, gli ultimi dieci anni hanno visto un balzo in avanti nella creazione di nuove strutture. Ci ricordiamo di Ulm, dove l'Enel Brindisi vinse una partita mozzafiato all'ultimo secondo in Eurochallenge, struttura da oltre 6500 posti dove è un piacere guardare una partita e vivere le pause tra ristoranti, negozi e intrattenimento organizzato dalla società. oppure la Mercedes Arena di Berlino, ma anche Bamberg o Monaco di Baviera. 

"Il futuro del basket italiano passa dai nuovi impianti, è il modo più diretto per patrimonializzare il club e aumentare le risorse. Il modello è la Bundesliga tedesca dove le società destinano il 5 per cento annuo del proprio fatturato ad un fondo per costruire un nuovo palazzetto o ampliare quello in essere - sottolinea Stefano Sardara, presidente del Banco Sardegna Sassari -. Non vedo il ritorno ai 3500 come un passo indietro, al contrario il passaggio ai 5 mila oggi in Italia è un’utopia anche se dovrà essere un passaggio obbligato per la sostenibilità di tutto il sistema"

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Ma come si dovrebbero presentare in Italia gli impianti moderni? Come l'Adriatic Arena di Pesaro, ad esempio, che ospita eventi sportivi, ma anche musicali, mostre, fiere e convention. E' nota come "Astronave" e può ospitare anche 10 mila spettatori seduti. E' stata inaugurata nel 1997 e sembra quasi vecchia. Il Mediolanum Forum di Assago (nella foto di apertura) è un altro impianto polifunzionale da cui prendere esempio, oppure il Pala Eur di Roma, nato per le Olimpiadi di Roma del 1960, sorge nel quartiere Eur e dispone di sedici ingressi e ampi parcheggi esterni. Ha ospitato due edizioni dei Mondiali di pallavolo maschile, la World league nel 2004, le gare del campionato di Europa di pallacanestro. Senza dimenticare grandi concerti e congressi politici.

A Bologna c'è la Unipol Arena uno dei maggiori impianti polivalenti in italia, situato a Casalecchio di Reno. E' allestita anche una galleria-museo dedicata alla storia della Virtus. La contemporanea presenza di un evento legato al pattinaggio, ha impedito alla Virtus di organizzare in casa la Final 4 di Champions league dal 3 al 5 maggio, dopo aver ottenuto la qualificazione contro Nanterre. SI giocherà ad Anversa, alla Sportpaleis, impianto manco a dirlo da 20 mila posti che verrà ridotto ad "appena" 18 mila per le finali di Coppa. 

Il Palafiera di Rimini, sede della Coppa Italia disputata nel 2017, pur avendo creato una struttura da 6500 posti con aree ristoro, stanze per video conferenze e meeting, ampi parcheggi e una stazione ferroviaria a 50 metri dalla Fiera stessa, è stato sostituito dal Mandela Forum di Firenze, dove Brindisi ha giocato e perso la finale due mesi fa. Un altro impianto bello, grande e polifunzionale. Ora lo "scettro" passa a Pesaro che è già pronta a ospitare l'evento dal 13 al 16 febbraio 2020, anche dal punto di vista dell'accoglienza e delle strutture ricettive e turistiche.

progetto palas brindisiBRINDISI, A QUANDO UN NUOVO IMPIANTO? - Veniamo ai fatti di casa nostra, si discute ormai da tempo della costruzione di un impianto polifunzionale, confortevole e in regola con le norme di sicurezza. E' una tasto dolente ormai, se ne parla da tanto tempo senza trovare una soluzione (nella foto il rendering del progetto di ristrutturazione, poi bocciato, ndr). In passato sono stati stanziati fondi per la costruzione di di un nuovo impianto, presentati progetti rimasti solo tali e messi in un cassetto. Da qualcosa bisogna pur cominciare. Con un nuovo impianto si avrebbe un ritorno di immagine e sopratutto economico per Brindisi e porterebbe un ricambio generazionale in diversi settori del palazzetto.

La società della New Basket sta valutando una soluzione, intanto sarà Bari a ospitare la Supercoppa italiana nel prossimo settembre. Il comune di Brindisi si era smarcato mesi fa dicendo che "non ci sono soldi per una nuova struttura, a meno che non ntervengano i privati", poi nelle ultime settimane ha detto che vorrà essere al fianco del presidente Marino e dei suoi soci per dare una mano al basket brindisino. Forse proprio ai privati interessati a dare vita a un nuovo impianto fuori dalla città si dovrà guardare.

I nuovi soci Distante e Primiceri, ad esempio, potrebbero essere partner affidabili, e anche spinti da un grande entusiasmo per i risultati della squadra come abbiamo visto di persona a Firenze. Rimanere a 3500 posti non è necessariamente un vantaggio per Brindisi. Il caro, vecchio, amato Pala Pentassuglia è piccolo e stretto, si lavora con grandi difficoltà e la sicurezza non è il massimo. Serve un miglioramento, prima lo si capisce meglio è per tutti. 

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Marino Petrelli

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