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New Arena, "i soldi ci sono". La situazione in Italia

conferenza0469 emiliano e rossi"I soldi ci sono, il progetto sarà portato in consiglio comunale per la variante e il terreno dove sorgerà la New Arena è già stato inserito nella prima delibera quando fu individuata una zona vicina al Pala Pentassuglia. Per quanto riguarda le risorse, il comune di Brindisi ha cifre certe da investire, rimodulando i mutui o con altre alternative che valuteremo". Così Oreste Pinto, assessore allo Sport del comune di Brindisi, intervistato questa mattina da Andrea Pezzuto per l'Ora di Brindisi. Dunque, fugati gli ultimi dubbi, anche di qualche consigliere di opposizione, l'iter dovrebbe proseguire spedito. L'assessore ha confermato quello che già circolava da qualche giorno, ovvero che la somma che investirà l'amministrazione comunale sarà di circa 600 mila euro per gli espropri e per gli oneri di urbanizzazione, poi tutte le altre cifre saranno, ovviamente, a carico dei privati. Seguiremo, come sempre, le tappe.

IL PROGETTO - Bar, ristoranti e negozi. Un nuovo store societario, parcheggi, aree ludiche e molto altro. Oltre ovviamente un campo da gioco tutto nuovo e con i migliori confort possibili. Con la "benedizione" della Federbasket, Viva Ticket e Confindustria Brindisi. La proposta progettuale presentata dalla New Basket, in collaborazione con la Petito Prefabbricati e la Primiceri, era stata svelata prima dell'estate. Si chiamerà "New Arena", dovrebbe avere una capienza intorno ai 7 mila posti per un costo complessivo di quasi 10 milioni di euro, coperto dalla Regione per il 45 per cento. Per il restante 55 per cento è prevista una copertura finanziaria per 80 per cento da parte del Credito Sportivo con mutuo a tasso agevolato, ed infine per la somma residua con intervento da parte dei privati per un importo vicono ai 2 milioni di euro. Il comune di Brindisi, come detto, metterà a disposizione i terreni e provvederà a tutti i passaggi politico amministrativi atti alla contrattualizzazione del soggetto aggiudicatario della realizzazione dell’opera. 

Soddisfatti Fip e Legabasket. Il presidente Egidio BIanchi, che avevamo avvicinato al "media day" della Nazionale negli studi di Sky Sport a Milano, e poi prima della finale di Supercoppa italiana a Bari, ci aveva anticipato che "la Lega sta lavorando ad un piano di grande rivvovamento per i palasport italiani. Pensando prima a rimodernare quelli già esistenti per evitare che alcuni nuovi restino chiese senza fedeli, poi a nuove arene di cui il basket italiano ha fortemente bisogno". Già nel 2017, durante le Final 8 di Coppa Italia a Rimini, Bianchi ci disse che "si stava valutando su una modernizzazione complessiva dei palasport italiani", ma la norma dei 5 mila posti, prima fortemente voluta poi ritirata, ha raffreddato molti progetti.

Ad esempio quello della Reyer Venezia. Per ora, nonostante ci fosse già un progetto avviato, si andrà avanti con il vecchio Taliercio a Mestre. Lo stesso impianto dove si è giocata la finale scudetto e che ha visto gli spettatori chiedere ripetutamente acqua a volontà in gara uno e i giocatori della Dinamo Sassari mettersi il ghiaccio in testa per poter superare i colpi di calore.

Ricordiamo bene questa situazione per averla vissuta in prima persona. Era il maggio 2008, Brindisi giocava la prima delle due finali promozioni per la Legadue e il sottoscritto, inviato per la radiocronaca ufficiale, dovette avere bisogno di aiuto per evitare di svenire dal gran caldo. Stessa situazione due anni fa, all'ultima di campionato quando la allora squadra allenata da coach Sacchetti si giocava un posto per i play off. Un caldo asfissiante. Nulla è cambiato.E forse nulla cambierà nell'immediato.

L'INTESA TRA REGIONE PUGLIA E IL COMUNE - La "scintilla" a Brindisi invece l'aveva accesa Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, pochi minuti dopo la vittoria del Lecce Calcio sullo Spezia e il conseguimento della Serie A: "Daremo a Lecce un impianto adeguato e a Brindisi un palasport degno di tal nome". Poi tutto era uscito allo scoperto con le dichiarazioni di Riccardo Rossi e Oreste Pinto, rispettivamente sindaco e assessore allo sport del Comune di Brindisi: il nuovo impianto si farà. 

L'ulteriore passaggio fu la firma del protocollo di intesa alla presenza del presidente Emiliano e del sindaco Rossi testimoniata dalla nostra foto. Ora si passa ai fatti: completato l’avviso pubblico e la conferenza di servizi preliminare, ora, si attende la delibera di approvazione del Consiglio Comunale e una sessantina di giorni per la trasmissione del progetto definitivo. A seguire, ma sono calcoli fatti in occasione della presentazione del protocollo di intesa, altri 90 giorni per la conferenza di servizi decisoria per l’approvazione del progetto e 30 per la pubblicazione del verbale conclusivo. Infine potrebbero occorrere altri 150 giorni  per l’espletamento delle procedure di selezione del soggetto attuatore e 60 per la sottoscrizione del progetto. E da lì circa 1 anno per l’esecuzione dei lavori. Questi i tempi massimi ma "nulla vieta che gli stessi passaggi potrebbero essere realizzati con una tempistica più celere", aveva auspicato l'assessore allo sport del capoluogo adriatico durante la firma del protocollo. 

MILANO, RIAPRE IL PALALIDO - Una bella notizia arriva intanto da Milano. Un'astronave pronta ad accogliere tutti gli sport è atterrata in piazzale Stuparich. Dopo nove anni di lavori, il Palalido, oggi denominato Allianz Cloud, è stato presentato in una veste completamente rinnovata: una struttura moderna a forma ellittica, 5 mila posti per gli spettatori, un tetto coperto e integrato con pannelli fotovoltaici e isolanti, illuminazione con tecnologia led e modularità dell’impianto di riscaldamento. Sul maxischermo, che domina il campo, sono state proiettate immagini evocative dello sport milanese del passato e del futuro. E' stata la casa dell'Olimpia MIlano per tanti anni, ora lo sarà della Urania, neo promossa in Legadue, della pallavolo e di molti altri sport. L’impianto, modernissimo, dotato di aria condizionata (alla faccia del Taliercio...), numerosi spogliatoi, sala stampa, sala pesi e palestra, è pronto per ospitare la prossima tappa della Volleyball Nations League maschile, per poi diventare la casa della Powervolley Milano.

Ha aperto al pubblico il 15 giugno, con visite guidate a gruppi dalle ore 10 e alle 17. Il Palalido è stato inaugurato per la prima volta nel 1961, e da allora venne utilizzato come punto di riferimento dello sport nazionale e internazionale, ma anche come cornice di alcuni tra i più grandi concerti rock del passato (come le esibizioni di Rolling Stones, Rockets, The Police, Deep Purple, Europe e Zucchero). Ma anche l'esordio di Roger Federer nel tennis che conta, alcuni grandi convention politiche e sede di molte Final Four di basket (Brindisi giocò la finale di Coppa Italia nel 2007)

 leggi anche: Palalido in festa, Urania e Olimpia rilanciano il derby

ITALIA ED EUROPA, DUE MONDI OPPOSTI - Il primo a rifarsi il look era stato qualche mese fa la Vitifrigo Arena di Pesaro, anche in previsione di ospitare della Final Eight di Coppa Italia del prossimo febbraio 2020. Sono state sostituite 8.500 sedute sulle 10.300 totali. I lavori, partiti il 23 aprile per una prima fase, sono terminati due settimane dopo. Poi dal 20 al 28 maggio la seconda fase. Le sedute resteranno azzurre ma cambierà il materiale, più resistente e con una classe ignifuga a norma. Secondo il Resto del Carlino, dovrebbe esserci anche la sostituzione del tabellone con un cubo stile NBA, come già avvenuto al Pala Dozza. 

In ogni caso, servono miglioramenti quanto prima in diversi impinati italiani, perchè la situazione è lontana dagli standard di sicurezza e di comfort. Al momento Milano, Virtus Bologna (che sta pensando ad un nuovo impianto tutto suo), Pesaro, Varese, Trieste più Treviso, Fortitudo Bologna e Virtus Roma, neo promosse in Serie A, sarebbero a norma se venisse approvata la regola dei 5 mila posti. Con Brescia, spostatasi al Pala Leonessa, il numero di società con impianti adeguati è salito. L'Auxilium Torino, penalizzata di otto punti e retrocessa d'ufficio per inampienze amministrative, non gioca più in Serie A, quindi l'immenso impianto torinese resterà presumibilmente chiuso per diverso tempo. In ogni caso, anche ripartendo dalla Legadue, Torino è tornata al Pala Ruffini, dove ha giocato fino alla passata stagione, che di posti ne fa tranquillamente 5 mila.

Reggio Emilia ha ampliato il Pala Bigi a 4700 posti, anche se restano delle criticità, Trento lo farà entro pochi mesi. Cantù, che intanto gioca a Desio in un impianto da oltre 6500 posti, ha bisogno di un "nuovo" Pianella. Da quanto uscito sulla stampa locale poche settimane fa, un gruppo di undici imprenditori locali avrebbe deciso di avviare un progetto per la realizzazione di un impianto adeguato. Il Pala Serradimigni di Sassari sfiora i 5 mila, potrebbe salire a 7 mila, anche se si è scoperto ad agosto che i fondi stanziati sono inferiori alle attese (leggi qui l'articolo de La Nuova Sardegna

Discorso diverso all'estero: con meno di 5 mila posti neanche ti fanno partire. La Spagna, per esempio, rispetto a noi ha arene da 10 mila posti ( e oltre) a Madrid, Malaga, Barcellona, Gran Canaria e Vitoria dove si è disputata la Final Four di Eurolega a metà maggio, da tutti ricnosciuta come un'arena di primissimo livello, anche per le infrasturtture esterne. Ma anche gli impianti della seconda serie spagnola, la nostra Legadue, sono tutti sopra i 5 mila. Anche in Germania, gli ultimi dieci anni hanno visto un balzo in avanti nella creazione di nuove strutture. Ci ricordiamo di Ulm, dove la New Basket Brindisi vinse una partita mozzafiato all'ultimo secondo in Eurochallenge, struttura da oltre 6500 posti dove è un piacere guardare una partita e vivere le pause tra ristoranti, negozi e intrattenimento organizzato dalla società. oppure la Mercedes Arena di Berlino, ma anche Bamberg o Monaco di Baviera. 

"Il futuro del basket italiano passa dai nuovi impianti, è il modo più diretto per patrimonializzare il club e aumentare le risorse. Il modello è la Bundesliga tedesca dove le società destinano il 5 per cento annuo del proprio fatturato ad un fondo per costruire un nuovo palazzetto o ampliare quello in essere - sottolinea Stefano Sardara, presidente del Banco Sardegna Sassari -. Non vedo il ritorno ai 3500 come un passo indietro, al contrario il passaggio ai 5 mila oggi in Italia è un’utopia anche se dovrà essere un passaggio obbligato per la sostenibilità di tutto il sistema"

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progetto palas brindisiBRINDISI, IL MOMENTO E' ARRIVATO - Tornando ai fatti di casa nostra, che da sempre sono motivo di interesse per Supporters Magazine che all'argomento ha da sempre dedicato copertine, interviste e reportage, si discuteva ormai da tempo della costruzione di un impianto polifunzionale, confortevole e in regola con le norme di sicurezza. E' una tasto dolente che forse, come detto sembra aver trovato una soluzione (nella foto il rendering del progetto di ristrutturazione, poi bocciato, ndr). "Abbiamo lavorato con la Regione ed il presidente Michele Emiliano, che ringrazio, per dotare la città di questo importante impianto - dice il sindaco Rossi -. Lo strumento costruito per il progetto prevede l'intervento dell'agenzia regionale Puglia Sviluppo e del credito sportivo che metteranno a disposizione della società che vorrà realizzarlo circa il 90% delle risorse necessarie; la metà a fondo perduto il resto con un mutuo. L'amministrazione comunale metterà a disposizione il terreno e realizzerà le necessarie opere di urbanizzazione. Andiamo avanti con l'obiettivo di aprire il nuovo palazzetto per la stagione 2020-21 (anche se i tempi sembrano essere più lunghi, nda)"

Il caro, vecchio, amato Pala Pentassuglia è piccolo e stretto, si lavora con grandi difficoltà con postazioni stampa disagiate, posti in abbonamento venduti dietro ai pilastri e la sicurezza spesso al limite. Ora, con la Champions League da giocare contro squadre europee di grande caratura, il futuro sembra tracciato. Serviva un miglioramento, un futuro nuovo, ora forse lo hanno capito tutti. 

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Marino Petrelli

ph: Michele Longo

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