Lega vs Fip, è scontro totale su eleggibilità e capienza

stand FieraDieci mesi fa, al termine della quattro giorni delle Final Eight di Coppa Italia a Rimini, Egidio Bianchi, presidente di Lega A, tracciò a Supporter's Magazine le linee guida per la governance dell'organismo da lui guidato, a cominciare dalla capienza dei palasport. Due le domande che ponemmo al numero uno della Lega. La prima: bene le tribune senza barriere, ma basta soltanto questo per avere strutture aperte e senza pericolo di incidenti? In fondo, se Brindisi e Avellino si fossero qualificate entrambe per le semifinali, forse si sarebbe dovuto pensare ad altro, data la rivalità tra le due tifoserie. “Credo che in un ambiente del genere, con tante famiglie e bambini presenti, nessuno si sarebbe azzardato a rovinare questa festa, ma è chiaro che dobbiamo lavorare sempre di più e meglio per ridurre le barriere e creare ambienti in cui prevalgano i valori dello sport – spiega il presidente di Lega -. Stiamo pensando a tribune ancora migliori e a spazi dove le partite si possano vedere ancora meglio. Rimini ha dimostrato che si può stare tutti insieme, ora sta a noi valorizzare quanto di buono è stato fatto (nella foto: uno degli stand costruito alla Fiera di Rimini)”

Seconda domanda: il Pala Fiera è l’esempio che, se si vuole, si può costruire una struttura in poco tempo. Che succederà l’anno prossimo quando i palasport dovranno avere obbligatoriamente 5 mila posti per i play off e molte squadre non sono attrezzate? “Stiamo lavorando con le società e parlando con i presidenti per capire quali sono le situazioni da sistemare – conclude Bianchi -. Non è detto però che il prossimo anno partirà questa obbligatorietà ma la strada deve necessariamente andare verso palazzi fruibili non solo dalla pallacanestro ma polifunzionali. Rimini, seppure con qualche criticità, è stato un buon esempio, valuteremo se e come ripetere l’esperienza. Non abbiamo le strutture di Spagna o Germania e sappiamo che da loro il pubblico è molto più alto, noi dobbiamo fare di più, anche sperando che il Governo possa sbloccare fondi per ammodernare gli impianti (cosa poi non avvenuta, ndr)”. 

LA FIP CHIUDE, SE NE RIPARLA IL 26 GENNAIO - Oggi, a distanza di dieci mesi, la Lega si ritrova in contrasto con la Federbasket. La diatriba riemerge in maniera fragorosa al termine della conferenza stampa di fine anno di Bianchi a cui ha risposto immediatamente la Federbasket. Posizione confermata anche nel consiglio federale informale di ieri a Roma. “Purtroppo ancora una volta al centro delle proposte della Legabasket di serie A è il tema della eleggibilità con un’impostazione potenzialmente volta ad incrementare ulteriormente il numero degli atleti non di formazione italiana”. Così recita il comunicato ufficiale.

Il Consiglio Federale valuterà nella prossima riunione del 26 gennaio il progetto che il presidente Petrucci sta predisponendo e che raccoglie e sintetizza tutte le iniziative in tema: adempimenti Com.Te.C, incluso il deposito dei contratti di immagine, attività sinergiche con la Lega Nazionale Pallacanestro, seconde squadre, finestre di mercato, salary cap per i giovani atleti, ranking per l’attività giovanile, eleggibilità e premialità. Nel progetto saranno comprese anche le proposte della Legabasket di serie A ad esclusione delle richieste di incrementare il numero degli atleti stranieri. "Per quanto concerne l’impiantistica sportiva, la Fip, preso atto della mancanza di coordinamento da parte della Legabasket di serie A, si confronterà direttamente con i club interessati", conclude la nota diffusa nel tardo pomeriggio.

Facciamo un passo indietro. Prima di Natale il presidente Bianchi aveva lanciato un "progetto triennale articolato, un sistema di interventi da analizzare quest’anno e da mettere in campo nei prossimi due, costituendo un gruppo di lavoro con la Federazione – sottolinea Bianchi – se il movimento di base sarà affidato alla Fip e le questioni di vertice alla Lega definiremo regole che favoriscano la possibilità dei giovani di trovare spazio”.

Si punta innanzitutto sulla costruzione di società franchigia auspicando una forte collaborazione con la Serie A2, trasformandolo in un campionato di sviluppo a tutti gli effetti. “Ci sono temi comuni con la LNP – specifica Bianchi – soprattutto sui giovani e sulla premialità da destinare a chi fa giocare gli italiani. Ad esempio noi abbiamo riproposto i NAS (nuovi atleti svincolati): per ogni atleta tesserato le società pagano 12.500 euro che, per gli italiani, in parte, vengono riconsegnati a chi è in cima, a fine anno, nella classifica degli italiani che hanno giocato maggiormente, mentre per gli stranieri sono utilizzati in modi diversi e l’anno scorso ammontavano ad 1 milione e 600 mila euro.

Con l’introduzione di una “luxury tax” si aumenterebbe questo monte di almeno 2, 2.5 milioni. Questi soldi verrebbero reinvestiti in premialità maggiori ma, soprattutto, nei settori giovanili, per avere così più giocatori formati e, col tempo, avere nuovi atleti eleggibili per le nazionali - dice Bianchi -. La questione dei passaporti distorce il mercato. Il primo problema è quello di eliminare l’abominio della distinzione dei passaporti, cosa che ci siamo impegnati a fare il 18 dicembre, in occasione dell’ultima assemblea di Lega. Per ora noi abbiamo il 5+5 e il 3+4+5. Siamo anche pronti a partire con 7 stranieri e 5 italiani, ma senza l’obbligo di depositare 12 contratti, la nostra proposta è di salire a un 6 + 6 lasciando ai club la possibilità di tesserare un settimo e un ottavo straniero con il pagamento della luxury tax”.

Infine, il capitolo dolente degli impianti, sul quale Bianchi si definisce “sorpreso” dalle dichiarazioni del Presidente federale Petrucci, che pochi giorni fa ha ribadito come maggio sia la scadenza ultima per adeguare gli impianti di Serie A ad almeno 5000 posti. “Prima che la capienza conta l’ammodernamento – conclude Bianchi – e per quanto esista una delibera del 7 novembre. Non credo che il problema si risolva con una norma. Bisogna coinvolgere istituzioni centrali e locali, il Credito sportivo, con soluzioni realizzabili in un periodo pluriennale”.

GIBA: SI' A PIU' SPAZIO AGLI ITALIANI - L’associazione giocatori pensa da anni che un basket di maggiore qualità debba e possa passare da una riforma del movimento che dia più spazio ai giocatori di formazione italiana e che tenda a tesserare meno giocatori stranieri, ma davvero forti e quindi in grado di arricchire lo spettacolo offerto in campo. Dopo la prima richiesta presentata dalla Lega, totalmente inaccettabile dalla Giba, la nuova proposta, è altrettanto irricevibile. "I giocatori extracomunitari del massimo campionato di serie A devono diminuire, non aumentare, ricordando che chi gioca le Coppe ha sempre la possibilità di impiegare altri atleti non formati per quelle competizioni", dice una nota dell'Associazione giocatori.

"Tra le nostre nuove proposte ci sarà l’ampliamento del numero dei club destinatari di premialità (in passato tre, poi cresciuti a quattro su nostro input), che chiediamo salgano a sei - aggiunge la nota -. Chiederemo inoltre un premio ad hoc per chi impiega tre o quattro stranieri e una previsione esplicita dei contratti di immagine, da depositare formalmente e in una percentuale prefissata e uguale per tutti".

FIP A MUSO DURO: "LEGA CAMBIA LE REGOLE"  - Non si era fatta attendere la risposta, piccata e quasi risentita, da parte della Federazione. "A seguito dell’odierna conferenza stampa tenuta dal presidente della Legabasket Serie A Egidio Bianchi, la Fip intende ripercorrere lo sviluppo recente dei rapporti tra la stessa Fip e la Lega. Innanzitutto giova ricordare come lo Statuto federale preveda che la Legabasket Serie A, che negli ultimi anni ha visto avvicendarsi diversi presidenti e un general manager, agisca solo ed esclusivamente su delega e riconoscimento della Federazione italiana pallacanestro. Delega che lo scorso anno per sei mesi, da marzo a settembre 2016, era stata revocata dalla Fip. Nel 2017, allo scadere della convenzione firmata anni prima dagli allora presidenti Fip-Lega Dino Meneghin e Valentino Renzi, la Federazione su esplicita richiesta della Lega prorogò di un anno l’accordo sull’eleggibilità con la promessa, da parte dell’associazione delle società del massimo campionato, che sarebbe stato presentato un ampio progetto di ristrutturazione della stessa Lega. Nel mese di giugno 2017 la Legabasket ha presentato uno studio che prevedeva l’ampliamento del campionato di Serie A a 20 squadre con il blocco delle retrocessioni. La Fip, considerato l’alto numero di squadre partecipanti al campionato di A2, ha deliberato che con un piano pluriennale si arrivi a due promozioni e due retrocessioni".

"Nel mese di novembre dell’anno ancora in corso, la Legabasket Serie A ha presentato alla Fip un nuovo progetto, che prevede tra le altre cose la possibilità di ingaggiare anche dodici giocatori stranieri dietro il pagamento di una cosiddetta “luxury tax”. Sempre quest’anno, durante il Consiglio federale dello scorso aprile, la Fip ha deliberato che le gare dei playoff del campionato in corso siano disputate in impianti con capienza minima di 5.000 posti a sedere, disponendo che tale regola debba essere applicata anche alle gare della regular season nella prossima stagione (2018/2019) - aggiunge la nota -. Nonostante la Fip abbia ricordato alla Legabasket tale adempimento con una comunicazione ufficiale agli inizi del mese di novembre, nessuna risposta è mai pervenuta sull’argomento da parte della stessa Lega. Al contrario, alcune società (Venezia, Sassari e Trento) hanno preso contatto con la Fip per trovare soluzioni idonee in attesa di poter adempiere alla norma".

nuovo evento caricato da rmorgano il 20-01-2016 001In ultimo, dice il testo diffuso dall'ufficio stampa della federazione, stupisce "davvero il nuovo repentino cambio di rotta odierno circa l’impiego di giocatori stranieri (sei con possibilità di passare a otto dietro pagamento di una “luxury tax”). Tale proposta arriva ancora una volta senza un preliminare confronto con la Federazione. Nel corso del Consiglio nazionale del Coni dello scorso 19 dicembre, il presidente Fip Giovanni Petrucci ha rimarcato l’eccessivo impiego di giocatori stranieri nel nostro campionato ricevendo dal presidente Coni Giovanni Malagò esplicito impegno di appoggio alla linea federale per la tutela del patrimonio nazionale. Nel contempo la Fip sta studiando un progetto sull’impiego di giocatori italiani e attività giovanile che nelle prossime settimane verrà portato all’attenzione dell’associazione giocatori e delle altre parti interessate. La Fip, con rammarico, è però costretta a registrare l’impossibilità di confrontarsi con la Legabasket Serie A su temi più ampi delle contingenze del momento e su un piano che coinvolga in toto il sistema basket".

CAPIENZA PALASPORT, LEGA E CLUB SI ADEGUERANNO - La Lega "prende atto della precisazione della Fip e ribadisce la sua posizione in merito all'aumento della capienza dei palasport della Serie A a 5 mila posti a sedere già da questi play off: una decisione assunta autonomamente dalla stessa Fip e alla quale la Lega e i suoi club comunque si adegueranno. Ugualmente la Lega specifica che già lo scorso 29 novembre, presentando alla Fip il suo progetto, aveva risposto sul tema prevedendo come eventuali deroghe andassero concesse solo a progetti che abbiano fattibilità tecnica acclarata, copertura finanziaria definita e sostenibile e presentati per valutazione agli uffici competenti dei Comuni interessati. In virtù di ciò, i club stanno definendo i progetti di adeguamento dei loro impianti, sui quali caso per caso dovrà essere effettuata una specifica valutazione".

"La Lega - prosegue la nota - mentre rigetta con forza l'accusa in merito alla impossibilità di confrontarsi su temi più ampi delle contingenze del momento, accoglie con soddisfazione la notizia che la Fip sta studiando un progetto sull'impiego di giocatori italiani e sull'attività giovanile che, per quanto riguarda la Serie A, dovrà comunque vedere la Lega come interlocutore obbligato. Si sarebbe auspicato al contempo che questo progetto fosse già stato presentato e discusso nelle numerose occasioni in cui Fip e Lega si sono confrontate in questi mesi e nelle quali la stessa Federazione ha ritenuto di ridurre il confronto a singoli temi come la capienza degli impianti e la eleggibilità dei giocatori senza sforzarsi, come invece sta facendo la Lega, di inserirli in un progetto articolato ed a lungo termine che coinvolga il sistema basket".

La vicenda continua, la prossima puntata il 26 gennaio. Intanto il basket italiano attende. 

Marino Petrelli

ph: Michele Longo (Ciam/Cast)

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