Orlandina, una stagione da favola che merita applausi

Di Carlo 6

Una stagione fantastica, un campionato grandioso, un anno storico. Si potrebbe continuare all’infinito, perché non esistono parole che possano raccontare con estrema esattezza quella che è stata la meravigliosa Betaland Capo d’Orlando 2016/2017. C’è solo da applaudire in maniera scrosciante, come hanno fatto i tifosi dell’Orlandina al termine gara 4. Un brivido continuo. La stagione della Betaland non è certamente stata perfetta, ma è stata una favola ad occhi aperti con lo sfondo del mare, quello tirrenico della Sicilia, quello che bagna Capo d’Orlando e tutto il litorale. Quello che hanno “provato” anche i giocatori dell’Olimpia Milano, stregati da un’isola magnificamente paradisiaca che li ha visti trionfanti alla fine.

Il lieto fine della favola non poteva essere lo scudetto, ma lo è stato il modo in cui si è chiusa la stagione. Applausi, cori osannanti giocatori e società, in quel Pala Fantozzi così speciale che rischia di non poter più ospitare la serie A perché uno stupido provvedimento ha deciso che i palazzetti debbano avere almeno 5000 posti. Credere nei sogni, diventare eroi di qualcosa o per qualcuno, in fondo, non è poi così difficile. Basta crederci fino in fondo, basta volerlo con tutte le forze che hai. Sono tutte percezioni che solo chi era presente in quel palazzetto dove tutto può accadere ha percepito. Perché la storia della Betaland Capo d’Orlando di coach Gennaro Di Carlo è senza dubbio una storia con un lieto fine, perché questa stagione meritava un finale da favola, meritava la partecipazione i playoff scudetto.

DI CARLO, LA CAZZIMMA E I PLAY OFF - Con la retrocessione del Palermo Calcio, la prossima stagione Capo d’Orlando sarà l’unica cittadina siciliana a poter vantare una squadra nel massimo campionato di un torneo sportivo nazionale. Probabilmente basta questo a far capire la gigantesca impresa realizzata da una famiglia, i Sindoni, che hanno creduto fino in fondo nelle loro abilità. Un team guidato da un condottiero unico, che è riuscito a far esaltare il PalaFantozzi ripetendo l’impresa di una decade fa realizzata da Meo Sacchetti: l’identikit corrisponde a Gennaro Di Carlo (nella foto Joe Pappalardo, ndr), allenatore con la “cazzimma” perfetta per una piazza come quella siciliana. E pensare che i paladini ad inizio stagione erano indicati come ultimi, come i “sedicesimi” di questo campionato. L’unico 16 presente in questa storia, però, è Drake Diener, il secondo condottiero di questa splendida squadra, il primo a rappresentare Capo d’Orlando sul parquet in giro per lo Stivale, il filo che unisce la favola del 2007 e quella di questa stagione.

Capo d’Orlando è una favola che non cesserà mai di essere vissuta. Un piccolo paesino di tredicimila anime nelle prime 8 squadre dell’intera nazione. Questa squadra ha dimostrato di essere un gruppo con gli attributi, che si è preso ciò che con quelle sei sconfitte consecutive ha rischiato di perdere. I presenti al Pala Fantozzi hanno però visto una squadra che ha voglia ancora di stupire tutta l’italia, con quella sfrontatezza sul parquet che pochi team hanno. Dopo le Final Eight, Capo d’Orlando potrà raccontare di una seconda partecipazione ai playoff scudetto, quelli del 2017/2018. Perché la storia della Betaland Capo d’Orlando è senza dubbio una storia con un lieto fine, perché questa stagione meritava un finale da favola, meritava la partecipazione ai playoff scudetto.

Gabriele Ferruccio

Ph: uff stampa Betaland Capo d'Orlando

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