A Trento il basket è anche inclusione sociale

Nel 2016 la Dolomiti Energia Trentino aveva aderito a One Team, il progetto di responsabilità sociale promosso da Euroleague Basketball per stimolare iniziative che utilizzino le potenzialità del basket come mezzo per creare relazione e integrazione tra persone che hanno storie, esperienze e abilità diverse. Così nella stagione 2015/16, insieme ad ATAS e a Centro Astalli, coordinati dal Cinformi della Provincia Autonoma di Trento, la società bianconera aveva organizzato una squadra di basket per richiedenti asilo che si è allenata per sei mesi sotto la guida di un coach della Dolomiti Energia Trentino.

Il progetto si rinnova. Persone in recupero da dipendenze, persone con disabilità, volontari, studenti e richiedenti asilo hanno giocato insieme in palestra e collaborato con lo staff bianconero nella gestione di alcuni momenti di EuroCup alla BLM Group Arena. Da febbraio è partito un nuovo progetto, denominato "BasketbALL TOGETHER", in cui sono coinvolti sia uomini che donne inseriti nei progetti di accoglienza per richiedenti asilo: in totale sono 25 ragazzi e ragazze provenienti da Nigeria, Mali, Senegal, Togo, Costa d'Avorio, Guinea, Marocco, Sierra Leone, Marocco, Pakistan che si sta allenando una volta alla settimana sotto la guida dei coach della Dolomiti Energia Trentino Claudio March e Giuseppe Lucente e del preparatore fisico bianconero Matteo Tovazzi.

Con loro anche 8 bambini, figli/e delle donne richiedenti, che partecipano a parte dell'allenamento o ad attività a loro dedicate. Tale iniziativa della Dolomiti Energia Trentino, che ha ricevuto anche quest'anno l'apprezzamento e il finanziamento da parte dell'UE, vede il coinvolgimento di diversi soggetti, a partire dall'Università di Trento, che collaborerà nella parte di valutazione del progetto insieme al prof. Cristiano Vezzoni, le associazioni che si occupano di accoglienza nell'ambito del progetto di Cinformi, come Kaleidoscopio, ATAS onlus, Croce Rossa, Centro Astalli e Cooperativa Arcobaleno, l'Istituto "Ivo de Carneri" di Civezzano e la società di basket femminile Belvedere Ravina. Il progetto vede i richiedenti e le richiedenti impegnati in attività sportiva, per migliorare il benessere fisico, e in attività di basket per favorire la creazione di un gruppo coeso.

NON SOLO PALESTRA, MA ANCHE LEZIONI DI VITA - Le attività, che prevedono l'interazione in lingua italiana, non si limitano solo alla palestra: infatti, ci saranno momenti formativi con alcune nozioni di pronto soccorso con lo staff medico della prima squadra bianconera, altri legati all'organizzazione di eventi sportivi con gli studenti del percorso di animazione turistica e sportiva dell'"Ivo de Carneri", insieme ad altri momenti in cui la pallacanestro sarà la passione comune per condividere momenti di vita vera con le trasferte al seguito della squadra femminile.

Luigi Longhi, Presidente di Aquila Basket Trento: "Le complesse sfide del mondo di oggi obbligano anche le società sportive ad interrogarsi e ad agire. Lo sport oggi non è più un mondo a sé stante, privo di legami con la realtà, ma si pone come strumento che ha come obiettivo quello di facilitare conoscenza e cultura. In tal senso, il progetto UE corrisponde al nostro modo di essere: società sportiva che veicola valori universali che poi vengono tradotti nell'agire quotidiano. Una strada non sempre facile ma stimolante, ricca di soddisfazioni che costa impegno e dedizione ma che ci arricchisce. Siamo anche molto contenti di aver potuto collaborare con l'ateneo trentino in proficua sinergia".

Cristiano Vezzoni, professore associato all'Università degli Studi di Milano, che coordina il lavoro di valutazione del progetto e partecipa agli allenamenti: "Basketball Together porta un passo avanti l'esperienza già consolidata con il progetto precedente che aveva coinvolto una trentina di ragazzi rifugiati. Questa volta l'integrazione è anche quella tra generi. Le donne sono infatti una parte fondamentale del progetto. Coi loro figli, arrivano ogni sabato mattina in palestra e per due ore le loro energie e la loro attenzione è dedicata alla pratica dello sport. Un'attività fatta insieme ad altri ragazzi rifugiati, a allenatori, volontari e volontarie. Il gioco del basket diventa così un'occasione per stare insieme, per sentirsi meglio e per diventare una parte attiva della città in cui si è stati accolti".

 UFFICIO STAMPA DOLOMITI ENERGIA TRENTO

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