Banks is back! Le sue parole su SM a marzo 2016

Senza titoloDue anni fa, più o meno di questi tempi, Adrian Banks divenne ufficialmente un giocatore dell'Hapoel Tel Aviv. Avevamo sperato a lungo che accettasse la proposta di rinnovo della New Basket, ma alla fine le strade si erano divise e "Money in the Banks" è tornato nel campionato che nel 2010 lo lanciò prima di tre stagioni bellissime in Italia tra Varese e Avellino. Anzi quattro, perchè a Brindisi ha lasciato un'ottima impressione come giocatore (quasi 19 punti di media e secondo miglior marcatore del campionato) che soprattutto come uomo, anche grazie alla simpatia del figlio Adrien. Ora ritorna a Brindisi, firmando un biennale e riaccendendo gli entusiasmi dei tifosi bianco azzurri

Ecco l'intervista che ci rilasciò in esclusiva alla fine di marzo 2016. Brindisi aveva ancora speranze di accedere ai play off e Banks sperava di riuscire a centrarli. Buona (ri) lettura

Ringrazia tutti i brindisini in italiano, ama Roma e la pasta al ragù. E si dice scontento della stagione fino ad ora disputata dall’Enel Brindisi, al di là delle sue ottime cifre personali. Adrian Banks in esclusiva su Supporter’s Magazine dice: “Dobbiamo per forza raggiungere i play off”.

- Adrian, le ultime due partite sono state contro Avellino e Varese, tue ex squadre. Quali ricordi hai dell’anno passato da quelle parti?

“I miei ricordi sono collegati all’aver visto nuovi posti, conosciuto nuove persone ed aumentato la mia conoscenza dell’Italia. Per cui sono ricordi comunque vada positivi”.

- Sei il secondo miglior realizzatore del campionato, il secondo per falli subiti e terzo nella valutazione complessiva. Sei soddisfatto della tua stagione a Brindisi?

“Non sono neanche vicino all’essere soddisfatto. Gli obiettivi di inizio anno erano quello di qualificarsi per le Final Eight di Coppa Italia, obiettivo non raggiunto, e di rimanere tra le prime 4-5 durante l’arco della stagione. Al momento neanche questo obiettivo è stato raggiunto. Dobbiamo arrivare per forza ai playoff, altrimenti la stagione per me è stata insoddisfacente, a prescindere dalle statistiche personali”.

- Prima della partita a Varese, hai segnato 169 punti nelle ultime sette partite, una media di 24.1 punti a partita. E’ un momento in cui ti senti molto bene

“E’ una stagione lunga in cui ho vissuto alti e bassi. Penso di aver trovato ultimamente un buon ritmo e di essere entrato “in confidenza”.

- Lo scorso anno Avellino, ma anche due anni a Varese, una storia di grande amore verso quella squadra e quella città che ti ha applaudito a lungo domenica scorsa Ci racconti come hai trascorso quel periodo a Varese?

“E’ stato straordinario far parte di una squadra con la tradizione cestistica come Varese. Dal primo all’ultimo giorno che ho vissuto li mi sono sentito come in una famiglia e mi ha fatto considerare la città come la mia casa”.

- Adrian e Adrien, un rapporto bellissimo. Siete anche nati lo stesso giorno. Il tuo bambino è entrato nei cuori dei tifosi brindisini. Quanto è importante per te stare con lui e che rapporto hai con lui?

“E’ la cosa più importante della mia vita. Questo a Brindisi è il primo anno in cui abbiamo vissuto insieme per l’intera durata della stagione, per cui il nostro rapporto sta vivendo anche l’importanza del momento, perché gli anni passati ci vedevamo durante le feste o quando veniva a trovarmi ogni tanto”.

- Sostieni una associazione, Hoops for kids, che vuole aiutare i ragazzi a superare le difficoltà e creare programmi adatti nelle scuole, negli orfanotrofi. Quale è il tuo impegno concreto?

“Questa associazione è stata creata da mia moglie e dalla sua famiglia, e me ne sono innamorato subito, dal momento che potevo identificarmi con le due parti che compongono il progetto: la parte dei bambini, che devono superare mille difficoltà ed a volte non ne hanno la possibilità, e la parte che si impegna per loro, facendogli sentire una voce positiva, un aiuto e conforto per loro, che li spinga verso la strada giusta”.

- Sul tuo sito internet ricorre spesso la parola sogno. Quale è il sogno più importante di Adrian Banks? Che cosa sogna per se e per il suo futuro?

“Sogno di essere ricordato come una buona persona! Ogni anno che passa, ogni squadra che cambio, ogni persona che incontro, sogno di essere ricordato per essere una brava persona!”

- Le tue cifre ad Arkansas State sono notevoli: tra i cinque giocatori per miglior percentuale da tre punti, settimo giocatore della storia del college a superare i 1000 punti. Sei sempre stato un leader, ora come ti consideri?

“Mi piace considerarmi un leader silenzioso, uno che non è leader per quello che dice, ma per quello che fa e che da.

- Cosa ti piace dell’Italia? Quali posti hai visitato e quali vorresti conoscere?

“Mi piace la storia italiana; sono stato in molti posti, ma sicuramente Roma è la città che più mi ha colpito: ci sono andato più di 10 volte e ci tornerei perché ci sono ancora cose che non sono riuscito a vedere”

Senza titolo- Quale il tuo rapporto con il cibo italiano, quale il tuo piatto preferito?

“Amo e mi mangerei OGNI GIORNO pasta al ragù!”

- La musica che non deve mai mancare nella vita di Adrian Banks

“Ascolto sempre la musica prima delle gare, mi rilassa.. mi piace tanto l’hip hop e il rap; i miei artisti preferiti al momento sono Drake e Future”

- Prima di entrare in campo c’è qualche gesto scaramantico, qualcosa che ripeti ogni volta e porta fortuna?

“Mi accerto di aver stretto la mano o dato il 5 a tutti i compagni di squadra e gli allenatori, ed anche una piccola preghierina per far si che entrambe le squadre non subiscano infortuni durante la gare”

- Abbiamo l’impressione che a Brindisi tu abbia un feeling particolare con I tifosi e la città. Vuoi fare loro un saluto speciale?

“Vorrei ringraziare tutti quelli che mi permettono di essere me stesso, supportandomi durante i momenti difficili, come mi supportano durante quelli felici! E anche ringraziare i nostri tifosi per il rispetto e il calore con cui trattano me, mia moglie e soprattutto mio figlio. “GRAZIE A TUTTI!” (e lo dice in italiano)

Marino Petrelli 

foto Michele Longo (Ciam/Cast)

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