La "bolla" Nba e i timori della Serie A

Scritto da Redazione on . Postato in Post.it di Mario Arceri

coppa lega basketAbbiamo già avuto modo di segnalare come la Nba, giocatori e dirigenti, sia stata d’esempio ed abbia dimostrato - prendendo una posizione forte, decisa ed univoca nel condannare gli episodi di razzismo che hanno infiammato gli ultimi mesi negli Stati Uniti - in maniera chiara che lo sport a qualsiasi livello, anche a quello dorato della ricchissima superlega, è parte integrante della società e che non può e non intende chiamarsi fuori da quello che avviene nella vita di tutti i giorni.

A questo, e a stagione felicemente conclusa, si aggiunge l’esempio di coraggio organizzativo e di volontà partecipativa offerto portando a termine la stagione nella ormai famosa e sempre più spesso evocata, provando ad imitarla, “bolla” di Orlando: mesi di clausura forzata, dimostrazione di professionalità eccezionale dei giocatori, soprattutto zero contagi. Il traguardo è stato raggiunto con l’assegnazione dell’anello, il 17esimo della loro storia, ai Los Angeles Lakers, il quarto personale, e con tre squadre differenti, per LeBron James che in questo modo iscrive il suo nome in una ristrettissima cerchia di autentici campionissimi degli ultimi cinquant’anni in cui personalmente inserisco Julius Erving, Magic Johnson, Michael Jordan e Kobe Bryant. Già, Kobe nel cui nome LeBron ha portato a termine la sua impresa superando 4-2 Miami, la franchigia con cui conquistò i suoi due primi titoli Nba.

La dedica a Kobe Bryant, al quale l’intero basket italiano resta legato da profondo affetto, nel ricordo della sciagura aerea che all’inizio di questo infausto anno bisestile portò via la vita sua, della piccola Gigi e degli altri compagni di viaggio, così come quella alla madre (“Quello che ho fatto io è niente a confronto di quello che hai fatto tu”), dà la misura dell’umanità del più grande giocatore di basket oggi in attività.

IL FUTURO DEL BASKET IN ITALIA - Dagli Usa all’Italia, che invece non sa ancora con esattezza come comportarsi nei confronti dello sport al tempo del Covid-19. L’epidemia esplode nel calcio di Serie A, è contenuta nel basket, si cerca di capire se estendere il senso di amatoriale al dilettantismo o di contenerlo, alla lettera, nei limiti dei quattro amici al campetto, pur nella consapevolezza che al chiuso il rischio di contagio è enormemente superiore a quello che si corre nelle attività al coperto. Intanto la Serie A va avanti, e Brindisi, dopo aver vinto anche a Reggio Emilia, cerca i due punti contro Treviso, fin qui meno brillante rispetto alle previsioni, ma pur sempre temibile per una Happy Casa impegnata a tenere il passo delle altre big.

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Mario Arceri 

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