Fotogrammi estivi

Scritto da Redazione on . Postato in Post.it di Mario Arceri

Il fotogramma che più mi è rimasto impresso di questo primo scorcio d’estate – e che spero resti davvero il simbolo della stagione azzurra - è il sorriso e la luce negli occhi di Raelin Marie D’Alie. Chi era costei? Si chiederanno in molti e non soltanto i più distratti. Americana del Wisconsin, trentuno anni, da sette stagioni è in Italia ed è il play della Progresso, in A2 a Bologna. Conta anche sei presenze e 25 punti in Nazionale nel 2013, ma soprattutto è la Mvp del mondiale 3x3 di Manila che a giugno ha regalato all’Italia (insieme a Marcella Filippi, Giulia Rulli e Giulia Ciaravella e allenate da Angela Adamoli) il primo trionfo iridato nella storia del suo basket.

Tuttavia non è solo questa medaglia d’oro a meritarsi una mia, e, mi auguro, di chiunque ami questo sport, attenzione particolare, ma la passione, la convinzione, perfino l’eloquenza con cui, in un italiano pressochè perfetto, ci ha raccontato l’avventura sua e delle sue compagne, l’orgoglio con cui ha mostrato la maglia azzurra che ha indossato, il sentirsi protagonista di un’impresa che ha voluto dedicare a se stessa, alle altre tre ragazze, soprattutto all’intero basket italiano, invitando i dirigenti delle società femminili ai quali si stava rivolgendo, a portare all’interno delle rispettive squadre il messaggio luminoso di un oro conquistato contro ogni pronostico superando una dopo l’altra Usa, Cina e Russia davanti ai quarantamila spettatori del gigantesco impianto di Manila. Una piccola donna, nemmeno italiana, che ci ha dato una lezione bellissima di emozioni e di sentimenti, di umiltà, di partecipazione e di voglia di esserci.

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Poi è arrivato lo scontro dialettico tra Gallinari e Sacchetti. “A settembre voglio esserci”, “Non me l’ha mai detto”, “Ma dipende dai Clippers e da come starò”: più o meno questo il senso delle battute a distanza tra i due, con Petrucci a gettare acqua sul fuoco. Intanto l’Italia aveva perso male a Trieste contro la Croazia di Bogdanovic e Zubac (più ancora che di Saric) e malissimo a Gottingen contro la modesta Olanda, rimettendo in discussione la qualificazione per i mondiali del prossimo anno che passerà attraverso i confronti con Polonia e Ungheria (a settembre, forse con Hackett, Melli e Datome) e poi anche con la Lituania, nelle successive e decisive finestre di novembre e febbraio nuovamente senza i grandi calibri.

Quanta differenza tra la disponibilità totale della piccola Raelin e i nostri campioni!

L'ESTATE DEI GIOVANI, I TITOLI UNDER - Discreta l’Under 20 femminile con il suo quarto posto europeo, male i coetanei uomini: solo ottavi pur essendo vicecampioni del mondo. Da qui una domanda: cos’è successo in soli dodici mesi perchè ragazzi che ci avevano entusiasmato al Cairo cadessero così in basso a Chemitz, pur potendo contare stavolta anche su Moretti? Da secondi al mondo, dietro il Canada, a ottavi in Europa: è il solito storico quesito – ancora senza risposte - sullo stop nella crescita dei nostri ragazzi nel passaggio dalla fase giovanile a quella dell’età adulta. Intanto è in corso il mondiale Under 17 con le nostre ragazze in corsa e sta per prendere il via l’Europeo Under 18 nel quale puntiamo molto su Niccolò Mannion che Sacchetti ha fatto esordire a soli 17 anni nella Nazionale maggiore in Olanda: unico a salvarsi, con Abass, nel naufragio azzurro.

Ma l’estate è anche l‘epoca della ricostruzione delle squadre in vista del nuovo campionato che, in Serie A, vede restringere ulteriormente i suoi confini dopo la retrocessione di Capo d’Orlando e la promozione di Trieste. Il basket torna al nord, i play off sono stati eloquenti: solo Avellino a rappresentare il centro sud che pure nei dieci anni precedenti era sempre stato in maggioranza. Ritorno al passato? Lo dirà la prossima stagione, con le tre promozioni dalla A2 che potrebbero riequilibrare la dimensione nazionale del movimento o accentuarne ulteriormente la regionalizzazione. In molte squadre il turnover è stato ancora una volta massiccio.

Milano ha restituito Pascolo a Trento e liberato Abass che avranno altrove meno potenziali trofei ma più minuti e occasioni di crescita, in compenso si è ripresa Fontecchio e messo le mani su Della Valle: speriamo che trovino lo spazio che meritano in una squadra che mantiene le ambizioni europee. Inutile fare pagelle sul mercato dei club, un po’ d’attenzione semmai sulle molte panchine che sono cambiate. Larry Brown a Torino è il colpo di maggiore prestigio e il nome che ha consentito alla Fiat di aggiudicarsi qualche straniero di buon livello: a 78 anni (nella foto) ha mostrato un bel coraggio a rimettersi nuovamente alla prova, ma sicuramente potrà insegnare molto.

Sacripanti alla Virtus che ha cambiato tutto anche dietro le scrivanie, e forse è la mossa migliore che potesse fare il signor Zanetti, uno che ha lo sport nel cuore e mette sulle maglie un marchio importante come Segafredo. E poi Esposito a Sassari, Ramagli a Pistoia, Menetti che scende in A2 a Treviso per riportarla tra le grandi mentre Reggio Emilia riparte scommettendo su Cagnardi, Pashutin a Cantù e Vucinic ad Avellino, nuova mossa a sorpresa di Alberani che difficilmente sbaglia i suoi colpi.

C’è chi non cambia, come Brindisi che ha giustamente dato fiducia a Frank Vitucci dopo l’ottimo fine campionato che ha regalato ai tifosi una salvezza tranquilla. L’estate comunque è ancora lunga, i roster in via di completamento, con l’augurio di buone vacanze a tutti voi, l’auspicio che le prossime settimane consentano al basket italiano di ottenere soddisfazioni a livello giovanile e di presentarsi agli appuntamenti azzurri di settembre con la freschezza e la completezza giuste per dare sempre più concretezza al sogno dei Mondiali di Guanghzou.

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Mario Arceri 

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