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2019, anno di conferma anche per Brindisi

Scritto da Redazione on . Postato in Post.it di Mario Arceri

italiaCi eravamo lasciati nel mio precedente intervento su Supporters Magazine facendo bilanci e di previsioni. Si chiude un anno poco felice tra il terrorismo che miete vittime innocenti e l’incuria dell’uomo che ne uccide altri, in un dibattito politico spesso feroce che non risparmia toni aspri anche nello sport. Proviamo, almeno nel nostro ambito, ad estrarre qualche elemento di fiducia. Le Nazionali, innanzi tutto: il mondiale delle ragazze del 3x3, il titolo europeo vinto dalle Under 16 di Giovanni Lucchesi, la qualificazione autorevolmente raggiunta dalle azzurre di Marco Crespi per l’Eurobasket del prossimo anno, la Nazionale maschile di Meo Sacchetti che ha messo su una squadra sufficientemente competitiva e che è a un passo dal ritorno in World Cup a vent’anni di distanza dall’ultima partecipazione conquistata sul campo (nel 2006 ci comprammo il posto a Saitama).

Al 2019 chiediamo un ritorno di interesse per il campionato, e sembra che si stia realizzando se, a un terzo del cammino, ben undici squadre sono chiuse nello stretto margine di soli quattro punti. Con Milano che segue le orme della Juventus avendo trovato in James, così come la Juve in Cristiano Ronaldo, l’uomo in più per chiudere da subito ogni discorso su chi è destinato a comandare (ma nel basket c’è sempre l’insidia dei play off...), alle spalle dell’Armani restano per il momento la sola Venezia e due squadre, Varese e Cremona, sulle quali sarebbe stato difficile puntare alla vigilia.

E poi c’è Brindisi, che sta andando decisamente meglio rispetto alle più recenti stagioni. Non poteva esserci modo migliore per chiudere l’anno, e quei cinquanta tifosi ad attendere di notte la squadra di ritorno da Trieste hanno costruito la cornice migliore, sotto il profilo sia umano sia sportivo, per un’impresa davvero importante, che può rappresentare il trampolino di lancio verso una stagione nuova del basket brindisino. Il rafforzamento della dirigenza, con l’ingresso di nuovi importanti personaggi, è l’altro aspetto significativo: vuol dire che l’Happy Casa, dopo le ambasce degli ultimi sofferti campionati, ha cambiato marcia, che Brindisi è tornata ad amare concretamente il suo basket, che Vitucci sta capitalizzando il suo lavoro di ricostruzione di un sentimento prima ancora che di una squadra.

Trieste, con la larga vittoria su una delle squadre che, con Cremona e Varese, appariva come la rivelazione della stagione in corso, ha dimostrato che le cose buone offerte finora (a cominciare dalla nuova splendida giovinezza di Moraschini che ha richiamato l’interesse azzurro di Meo Sacchetti) hanno una base di reale concretezza morale e tecnica.

Come è noto, gli esami non finiscono mai, e l’eccellenza va conquistata e meritata. Quindi la prossima tappa è di quelle da... spareggio: arriva Avellino che ha appena fermato la marcia di Milano che sembrava inarrestabile. Squadra in crisi economica, bloccata per regolamento sul mercato, indebolita dalla rinuncia ad uno dei pochi campioni arrivati quest’anno, quel Cole che però solo a sprazzi ha proposto il suo imponente campionario tecnico, la Scandone ha affondato la corazzata tricolore grazie soprattutto ad un sontuoso Sykes, quel Keifer che, nato nella Chicago più tristemente famosa, con il basket è riuscito a venirne fuori diventando addirittura protagonista di un film, “Chi-Town”, sulla sua storia di riscatto e di denuncia.

Bravo nella vita come sul parquet, Sykes è riuscito a non far pesare la partenza di Cole. Anzi, che fosse proprio Cole con la sua prepotente personalità a creare qualche problema? Fatto sta che la Scandone, priva anche di N’Diaye oltre che di Costello, ha messo alle corde un’Olimpia giunta stressata all’ottava partita in sedici giorni oltre che per le assenze di Nedovic e Tarczewski (e, in partita, di Brooks).

Per l’Happy Casa la vittoria nella penultima di andata può valere la qualificazione per la Coppa Italia. Che la chance le venga proposta nel derby del Sud e contro una squadra dalla quale è divisa da una bella rivalità sportiva, dà valore aggiunto ad una sfida che apre il nuovo anno nel modo migliore: anche sul campo, confidano a Brindisi.

Mario Arceri

ph: Ciamillo/Castoria

 

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