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Contro Roma, Brindisi abbraccia i suoi ex

Scritto da Redazione on . Postato in Il direttore

Brindisi - Reggio EmiliaCuore e batticuore.  Per la Coppa Italia conquistata a ridosso di Natale con le due vittorie casalinghe contro Reggio Emilia e Treviso e per la partita vinta a Cantù dopo un tempo supplementare. Con il cuore, appunto, ma anche con il batticuore. Per i cinque tiri liberi sbagliati alla fine dei tempi regolamentari e soprattutto per quel tiro da tre di Thompson a 24 secondi dalla fine che ha cambiato tutto. Freddezza e lucidità dopo quarantacinque minuti di grande intensità. Non era facile, ci è riuscito il numero 15 biancoazzurro che, in caso di errore, avrebbe ricevuto le critiche più feroci da parte di una piazza passionale, ma che a volte, forse troppe volte, esagera nei suoi giudizi, soprattutto sui social diventati una “piazza virtuale” troppo incontrollata (il discorso vale per tutti, giocatori e addetti ai lavori compresi). Si gioca sul campo e il campo dice che questa Brindisi ha conquistato la Coppa Italia per il secondo anno di fila, che attualmente è quinta in classifica e che si passerà al 6+6 per rendere questo gruppo ancora più forte per provare a rimanere in alto e magari provare a vincere qualcosa, o comunque tentare qualcosa di grande. 

leggi anche la presentazione di Pasquale Colelli su Brindisi Report

In Coppa purtroppo qualche sconfitta in più, l'ultima in casa del Besiktas anche piuttosto netta, ma giocare una competizione europea è sempre dura e dispendiosa. Come ha detto Simone Giofrè, qualche settimana fa in un’intervista, in Europa servono almeno due o tre anni di seguito di esperienza per poter avere più voce in capitolo. La strada è aperta, siamo certi che questa esperienza non sarà isolata, compatibilmente con i piani societari, alle disponibilità economiche e al piazzamento finale in campionato.

Che ora ci regala un grande amarcord, il ritorno di Piero Bucchi al pala Pentassuglia per la prima volta dopo i suoi cinque, meravigliosi anni alla guida della New Basket, portata dalla Legadue ai quarti di finale di Eurochallenge. (leggi qui il suo saluto su SM dello scorso agosto). Uomo di grande spessore, allenatore che ha fatto la storia a Brindisi, e non solo, ora è chiamato a confermarsi con la Virtus Roma, partita bene e ora incappata in quattro sconfitte consecutive che hanno acceso un piccolo campanello di allarme. Avendola vista più volte dal vivo quest’anno, mai fidarsi dei giallorossi, soprattutto in trasferta. Salutiamo il passato, celebriamo Piero per come merita, e con lui Daniele Michelutti e Jerome Dyson, ma guardiamo al futuro. In campo, vogliamo altri quaranta minuti di cuore e batticuore.

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Marino Petrelli

ph: Michele Longo (Ciamillo/Castoria)

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