Brindisi, il traguardo resta vicino

Scritto da Redazione on . Postato in Il direttore

brindisi - capo025Non è accaduto. O meglio, non è ancora accaduto. La partita che valeva la salvezza si è rivelata un flop e Capo d’Orlando, che non vinceva esattamente dalla partita di andata, ha sfoderato una prestazione grintosa, forse a volte oltre i limiti, superando la Happy Casa in un finale ricco di errori e contraddizioni. Onore all’Orlandina e al suo nuovo allenatore, Mazzon, che ha saputo rivitalizzare un gruppo di giocatori alla deriva, e onore ai settanta tifosi arrivati dalla Sicilia e accolti con grande ospitalità dai nostri.

Avanti di sei punti a 90 secondi dalla fine, Brindisi non è stata più capace di segnare subendo un parziale da parte degli ospiti fino al canestro finale di Knox, autentica spina nel fianco della difesa brindisina, che ha gelato il Pala Pentassuglia, vestito a festa grazie alla bellissima coreografia iniziale e mai come questa volta partecipe nella spinta alla squadra. Squadra che forse è stata caricata eccessivamente di responsabilità, avendo per tutta la settimana presentato la partita come quella che valeva una stagione intera. Squadra che, come accaduto altre volte, non ha trovato l’istinto giusto per chiudere una partita quasi vinta, non avendo un vero e proprio leader a cui affidarsi nei momenti più caldi. Smith e Mesicek, pur se con lampi di grande classe, hanno pasticciato nel finale, Giuri le ha provate tutte ma poco seguito dalla squadra. Nic Moore, che altre volte ha saputo “spezzare” le partite, era seduto in panchina da tempo per un probabile stiramento che lo terrà lontano dal terreno di gioco fino a fine stagione.

Una tegola gravissima, sia perché ci priva di un giocatore fondamentale, sia perché Brindisi non ha più visti da spendere sul mercato, a meno che non si cerchi un Under 20 con passaporto Bosman A, strada percorsa qualche settimana fa ma senza esito e del resto in questa fase della stagione c’è ben poco in giro. Anche Tepic è uscito malconcio dalla gara contro la sua ex squadra, dovrà stringere i denti in questo finale nel quale ci si gioca tutto.

Domenica arriva Cremona, allenata da Meo Sacchetti, ex di turno. Arrivato a Brindisi con grandi speranze, ma con pochi squilli la scorsa stagione pur avendo una squadra talentuosa. Conquistata la Coppa Italia, e giocato alla pari contro Milano nei quarti di finale a Rimini, ci si attendeva un finale di stagione con altri traguardi, poi culminati con la sconfitta di Venezia all’ultima giornata e i play off mancati, recriminando su una lunga serie di sconfitte ampiamente evitabili. Torna da ex allenando una squadra ripescata (al posto di Caserta) e che sta facendo grandi cose, anche se nel recupero infrasettimanale è stata sconfitta a Reggio Emilia. Tornano a Brindisi i cugini Diener, Travis e Drake, che è sempre un piacere vederli giocare. Ma ora l'unico imperativo è bloccarli e con loro la organizzata Cremona. Abbiamo subito l’occasione per chiudere i conti con la salvezza, proviamoci senza guardare indietro.

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(leggi anche: palasport, la deroga della Fip. Ma Brindisi deve fare presto)

Marino Petrelli

ph: Michele Longo (Ciamillo/Castoria)

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