Bentornato a coach Vitucci e a tutti gli ex

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MLD_7656L’illusione è durata poco, Brindisi sprofonda contro Sassari e ora la salvezza, a cinque giornate dalla fine, sembra davvero un miracolo. E purtroppo lo diciamo da tempo, non certo perché siamo negativi, ma perché ragionando non da tifosi ma da “addetti ai lavori” (pur non volendo mai essere presuntuosi) erano lampanti le difficoltà di questa squadra. L’aver vinto due partite consecutive, quella a Scafati in particolare, aveva dato la speranza che il campionato fosse ancora aperto, ma la Dinamo Sassari ha rimesso di fronte la dura realtà.

Ovvero, quella di una squadra con enormi limiti, in campo e fuori. Giocatori senza grinta, percentuali basse, pochi rimbalzi. Una serata storta, l’ennesima di questa stagione contro una Sassari non trascendentale ma che ha saputo allungare nel momento decisivo, dal 45-42 dei padroni di casa al 49-57 e poi dal 56-62 al 56-72, resistendo alla sfuriata finale della Happy Casa che ha reso la sconfitta meno amara con le uniche due triple segnate da Morris e Bartley che insieme hanno avuto 2/14 da tre.

Italbasket, mondiale con luci e ombre

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facebook_1693938571349_7104893325564721583Il mondiale volge al termine ed è tempo di bilanci più o meno definitivi. Come nel 2019 in Cina, un mondiale che abbiamo vissuto dal vivo, anche questa edizione alla fine parlerà europeo, allora fu la Spagna questa volta una clamorosa Germania guidata da Dennis Schroder eletto Mvp dell'intera manifestazione, segno che probabilmente il modo di giocare continentale resta ancora il più efficace. Stati Uniti e Canada, pieni di giocatori di Nba, sono ancora una volta rimandate, se non proprio bocciate. Ma se per il Canada la concquista della medaglia di bronzo è sato comunque un successo perchè ha vinto la prima medaglia ai mondialinella sua storia cestistica, per gli States si tratta di un fallimento evidente, Vedremo come si presenterà la nazionale a stelle e strisce alle Olimpiadi di Parigi 2024. Big o non big Nba? Pare di sì. Certamente, un altra delusione non sarà più accettata dalle loro parti.

L'Italia ha chiuso all'ottavo posto dopo la sconfitta contro la Slovenia nel giorno dell'ultima partita in maglia azzurra e dell'ultima in assoluto di Gigi Datome, capitano vero in campo e fuori che avrebbe meritato qualche successo nel suo ventennale impegno tricolore. Abbiamo raggiunto il terzo miglior rilutato di sempre ad un mondiale, dopo i due quarti posti del 1970 e del 1978. Già questo dovrebbe essere motivo di orgoglio, ma come sempre non basta. I tifosi, l'opinione pubblica e forse anche il presidente federale Petrucci avrebbero voluto di più, magari ingolositi dalle parole che arrivavano da Manila da giocatori e staff ttecnico, nonostante si conoscessero i limiti di questa nazionale. 

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Kobe forever

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phpimmg119174Ciao Kobe. Sembra ancora impossibile quello che è successo domenica sera. Un brutto sogno dal quale sarà difficile svegliarsi per lungo tempo. Eravamo felici per la splendida vittoria della New Basket a Brescia, tutta grinta e carattere come piace a noi e come questa squadra sa offrire, soprattutto nelle ultime settimane. Una vittoria importante perché ora la classifica, con il 2-0 a favore contro la Leonessa, si fa davvero interessante anche per un eventuale terzo posto, in attesa di ospitare l’Olimpia Milano per un’altra partita da far girare la testa. Poi la notizia, le prime immagini, lo sgomento generale. “Ditemi che quella su Kobe è una cazzata” (scusate la parolaccia). Con questo messaggio su wup, ho appreso la notizia, mai pensando che si trattasse di una notizia così tragica. “E’ morto Kobe Bryant e con lui altre persone sul suo elicottero privato”, recitava la prima agenzia battuta dagli Stati Uniti.

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Non è vero, non può essere vero. Chiedo conferma, è tutto maledettamente vero. L’elicottero di Kobe si è schiantato sulle colline di Los Angeles e con lui sono morti la sua amata figlia Gianna Maria, 13 anni e già pronta per giocare a pallacanestro, e altre sette persone. Più il pilota che pare abbia compiuto qualche manovra spericolata per evitare la nebbia. Non sapremo mai cosa sia successo realmente, quello che è certo che lo schianto ci ha portato via un campione, una leggenda, un grande uomo, un’icona molto più vicina a noi di quello che sembra. Kobe il giocatore generazionale, come negli Usa definiscono quel tipo di giocatori legati e ricordati ad un’intera generazione. Come Magic Johnson, come Michael Jordan. 20 anni in maglia Lakers, e solo Lakers, 5 titoli vinti, due ori alle Olimpiadi con la nazionale ne fanno a giusto titolo un giocatore “generazionale”. Ma anche Kobe l’italiano, per sette anni al seguito di papà Joe che ha giocato a Rieti, Pistoia, Reggio Calabria e Reggio Emilia dove Kobe vince un titolo provinciale segnando, a nemmeno 12 anni, 47 punti nella finale contro Novellara, città natale di “Lupetto” Malagoli.

Ci piace pensare che ora starai giocando a basket con lui, con Drazen Petrovic, con tutti gli sportivi che ci hanno lasciato prematuramente. Ayrton Senna, Marco Pantani, Marco Simoncelli, ma quanti altri… Ti ricorderemo sempre Kobe, contro l'Olimpia Milano vinciamo anche per lui!

Marino Petrelli

ph: Michele Longo (Ciamillo/Castoria)

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