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Rush a SM: "Mi sento quasi italiano"

Scritto da Redazione on . Postato in I Canestri di Brindisi

Brindisi - SassariE' quasi “italiano” di adozione perchè gioca da tempo nel nostro paese. Ha ritrovato Vitucci, Banks e Giofrè dopo i tempi di Varese. Segue, ma non tifa, i Lakers e  Golden State. E, attraverso SM, Erik Rush, player focus di questo nuovo numero, invita i tifosi brindisini a seguire ancora di più la squadra.

- Sei arrivato a Brindisi per dare una mano negli allenamenti, poi sei stato confermato e ora ti stai ritagliando uno spazio importante. Raccontaci questa evoluzione in pochi mesi

“È stata una bellissima sorpresa e una grande esperienza finora. Sono arrivato solamente per allenarmi e aiutarci reciprocamente ma giorno dopo giorno si è instaurato un feeling speciale con tutto l’ambiente e da entrambe le parti c’è stata la voglia di continuare insieme questo percorso. Una grande scelta”.

- Dopo i tempi di Varese, quanto ha influito aver ritrovato a Brindisi Banks come compagno di squadra, Vitucci in panchina e Giofrè dietro la scrivania?

“Sicuramente è stato un bel privilegio e una grande fortuna. Mi conoscono bene e sanno come lavoro, idem per la professionalità mostrata in questi anni. È stata la classica situazione giusta al momento giusto”.

- Parliamo dei due anni a Varese, arrivavi da una stagione a Cipro e pochi ti conoscevano, però in Lombardia ti sei imposto come giocatore utile in tanti ruoli e tante situazioni di gioco

“Una stagione speciale che difficilmente i protagonisti dimenticheranno, me in primis. Siamo stati bene insieme dal primo giorno andando a un passo dal conquistare la Coppa Italia o la finale scudetto. Per il gioco espresso e per il valore del gruppo lo meritavamo ma la pallacanestro è questa nel bene e nel male”.

- Sei arrivato in Europa nel 2011, l’anno della serrata NBA. E’ un’esperienza che ti manca oppure la tua dimensione “europea” ti rende soddisfatto per una buona carriera da queste parti?

“Non sono il tipo che vive di rimpianti. Sono soddisfatto e penso di fare sempre meglio ogni giorno”.

- Varese, Reggio Calabria, Recanati, Ferrara, ora Brindisi. L’Italia ormai è la tua seconda casa, una scelta di vita? Cosa ti è piaciuto dei posti dove sei stato e cosa ti piace di Brindisi?

“Sono tantissimi anni ormai che vivo in Italia e mi considero uno di voi perché mi sono ambientato alla grande. Devo tanto ai tifosi e a questo paese. A Brindisi si vive benissimo per clima e città sul mare”.

- Sei nato a San Josè, il cuore pulsante della Silicon Valley, in California. Un posto che nell’immaginario collettivo rimanda all’high tech, alla tecnologia. Raccontaci la tua città natale e la tua infanzia

“Sono cresciuto in molti posti negli Stati Uniti e ho vissuto al sud prima di trasferirmi alla San Francisco Bay Area. A quel punto mi sono trasferito in parecchie zone diverse sempre all’interno di quel territorio. Un posto fantastico ricco di cultura e sport nonché di luoghi incredibili da visitare”.

- Brindisi in campo e fuori. Sul parquet la squadra sta giocando bene, fuori c’è un ottimo gruppo di amici. Cosa pensi dell’inizio positivo e come ti stai integrando in città e con i compagni?

“Sto vivendo una bellissima esperienza dal momento in cui sono atterrato. Ho conosciuto persone super tra staff e dirigenza, un team affiatato e organizzato con cui poter dialogare e raccontare tanti aneddoti. Il tempo e i luoghi da visitare sono eccezionali, non potevo chiedere di meglio”.

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- Lontano da partite e allenamenti, cosa fa Erik Rush? Hobbies, musica, passioni?
“Mi piace uscire con compagni e ascoltare diversi tipi di musica. Sono un tipo socievole e ho legato molto con tutto il team”.

- Tony Gaffney ci ha raccontato la sua passione per i Celtics, tu hai una squadra per cui tifi in Nba? In generale segui altri sport?

“Sono cresciuto da fan dei Chicago Bulls ma quando mi sono trasferito nella California del Sud ho cominciato a seguire i Lakers. Successivamente, con il mio trasferimento a San Francisco sono andato a vedere le partite dei Warriors. Ora tengo sotto controllo i risultati dei Lakers e di Golden State ma non sono un loro grande fan. Mi piace guardare tutti gli sport e seguire i grandi atleti e team”.

- Dopo la partita in casa contro Brescia tornerai a Varese da avversario, ma siamo certi riceverai applausi. Intanto, di applausi, e tanti, ne hai a Brindisi. Cosa vuoi dire ai tuoi nuovi tifosi?

“Sarà, dopo tanti anni, molto particolare sicuramente. I tifosi brindisini sono eccezionali, ci seguono ovunque e sono convinto che sarà così sempre più. Forza Brindisi!”.

Marino Petrelli

ph: Michele Longo (Ciam/Cast)

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