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Banks su SM, così parlava un anno fa

Scritto da Redazione on . Postato in I Canestri di Brindisi

Milano - BrindisiE’ tornato a Brindisi in estate accolto a furor di popolo. Sogna di vivere una grande stagione, magari centrando i play off. Ritrova Vitucci e Giofrè (e Rush) con i quali ha giocato la sua miglior stagione in Italia. Il primo player focus della nuova stagione di Supporters Magazine è dedicato ad Adrian Banks

- Bentornato a Brindisi Adrian. Come hai maturato la scelta di tornare a giocare qui?
“Quando si sta bene in un posto il pensiero va sempre lì e la volontà di tornare un giorno non mi ha mai abbandonato. In estate c’è stata la concreta possibilità di tornare a Brindisi e non me la sono fatta sfuggire. È davvero fantastico essere tornato in questa città ritrovando tanti amici che conosco e apprezzo”.

- Raccontaci questi due anni lontano da Brindisi. Cosa è cambiato nella tua vita dal punto di vista professionale e personale?
“Sono stati due anni intensi e pieni di esperienze positive in Israele, professionalmente e umanamente. Tornare in Italia, dopo tutte le annate trascorse qui, è come tornare un po' a casa in un ambiente e campionato che conosco bene. Era la scelta più giusta da fare”.

- Rispetto a tre stagioni fa, la squadra sembra più competitiva e si sono stabiliti ottimi rapporti tra voi giocatori che ne pensi?. Ritrovi anche coach Vitucci, una garanzia in campo e fuori?
“È davvero un piacere poter ritrovare coach Vitucci e il DS Giofrè, persone che mi hanno voluto e che ho conosciuto a Varese in quell’indimenticabile annata in cui sfiorammo Coppa Italia e finale scudetto playoff. Non conoscevo molti miei attuali compagni di squadra ma devo dire che dal primo istante il gruppo si è cementato e sono orgoglioso di essere il capitano di questo team”.

- Hai scritto parole di elogio per Piero Bucchi, l’allenatore di quella New Basket Brindisi. Che rapporto hai avuto con lui?
“Doveroso e rispettoso. È stato un piacere poterlo rincontrare sui parquet di basket dopo diverso tempo, abbiamo avuto un ottimo rapporto ed è stato importante per migliorarmi e crescere in quella stagione. Mi auguro possa fare bene a Roma e magari rivederci in Serie A l’anno prossimo”.

- Due anni fa ti domandai del tuo rapporto con Adrien, tuo figlio. Ora è cresciuto, la famiglia si è allargata. Quanto conta la tua famiglia anche in questa nuova esperienza brindisina?
“Conta moltissimo, è fondamentale come ben sapete visto il rapporto che abbiamo e come siamo stati qui a Brindisi insieme. La famiglia è tutto”

- Sempre nella stessa intervista, parlammo del concetto di sogno, parola che ricorre spesso sul tuo sito internet. Ora che sogni ha Adrian Banks, fuori e dentro dal campo?
Sogno di arrivare ai playoff, quello che deve essere il nostro obiettivo stagionale pur sapendo le difficoltà e ostacoli che troveremo dinanzi a noi. L’intento è quello di vincere più partite possibili senza fare calcoli e porci limiti. Sogno di vivere una grande stagione”.

leggi anche: Banks is back. La nostra intervista del 2016

- Sostieni una associazione, Hoops for kids, che vuole aiutare i ragazzi a superare le difficoltà e creare programmi adatti nelle scuole, negli orfanotrofi. Quali sono i progetti che state portando avanti?
“Aiutare i bambini svantaggiati in Israele, usare il basket come strumento per connettere bambini e giocatori, costruire relazioni con i bambini e la comunità in cui vivono, guidarli, usare i giocatori come modelli di ruolo positivi, aiutarli a costruire spirito di squadra attraverso il basket come un luogo di pace e divertimento per alcuni che non hanno quell'atmosfera nelle loro case”.

- Torniamo al basket. Milano è sempre la squadra più forte?
“Per roster, qualità e profondità assolutamente si. E’ innegabile e il budget a disposizione li consentirà di lottare anche in Eurolega per arrivare nelle Top16. Nonostante ciò noi ce la siamo giocata alla pari per quaranta minuti chiudendo a +1 il primo tempo. La dimostrazione che siamo sulla buona strada visto il gap fisico e numerico che ci avrebbe dovuto impedire ogni tipo di velleità”.

- Nessuno indica Brindisi tra le prime otto, secondo te dove può arrivare?
“Noi vogliamo arrivare lì, sarebbe bellissimo. Con umiltà, lavoro e dedizione ce la possiamo fare. La coesione è forte, il gruppo è super e i tifosi fantastici. Abbiamo tutto per provarci”.

- Il tuo rapporto con la città e i tifosi è davvero speciale. Vuoi fare un saluto altrettanto speciale per questa nuova stagione?
“Amo i nostri tifosi, la loro passione incredibile e la voglia di pallacanestro che si respira in ogni angolo della città. A loro dico di starci sempre vicino. Andremo in campo sempre per dare il massimo in modo di regalare quante più gioie e soddisfazioni possibili. Forza Brindisi!”

Marino Petrelli

ph: Ciamillo/Castoria

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