La "mia" promozione - di Chiara Masiello

Scritto da Redazione on . Postato in I Canestri di Brindisi

1655148733949Esattamente 10 anni fa la New Basket Brindisi faceva il suo ritorno in Serie A dopo un solo anno di “purgatorio” in LegaDue battendo Pistoia in gara 4. Ero presente al Pala Carrara nella sconfitta di gara 3, quel piccolissimo passo falso che ci costrinse ad allungare la serie fortunatamente per una sola altra partita. Durante tutto il viaggio di ritorno, lunghissimo in pullman, nella mia mente correva un solo pensiero: tornare o meno a Pistoia per gara 4? Rientrati a Brindisi il mercoledì mattina, significava rimettersi in viaggio il mattino seguente a sole 24 ore di distanza per ripercorrere di nuovo più di 800 km. A tanti poteva sembrare una pazzia, il divano e la tv in fin dei conti sono molto comodi, ma non per noi, non per me. Dopo ore di riflessioni, abbracciai quell’idea folle e decisi di ripartire.

Ricordo bene quella giornata: era il 14 giugno 2012, avevo da pochi mesi compiuto 16 anni, e quella era la mia prima trasferta da sola. Eravamo tutti al punto di raccolta pronti per partire quando, al momento di salire gli scalini del pullman, vidi a terra una monetina così la raccolsi e la tenni con me per tutta la durata del viaggio e della partita come portafortuna. In quell’istante mi convinsi che saremmo tornati vittoriosi. Oltre 150 tifosi, “malati” per il Brindisi e per la pallacanestro tanto quanto me, riempirono e colorarono il settore ospiti creando un bellissimo colpo d’occhio nel tutto esaurito del PalaCarrara. La partita si mise subito nel migliore dei modi grazie ai canestri dell’indimenticabile Gibson e a una solida difesa e chiudemmo il primo tempo con un sicuro +15.

Al rientro però un’indomabile Pistoia si rifece sotto portandosi più volte anche sul -1 e mentre l’entusiasmo e la speranza tra il pubblico di casa cresceva, tra i tifosi brindisini si ripresentava il fantasma di gara 3 e la paura di lascarsi scappare anche quell’opportunità. Indelebile nella mia mente è la tripla che Craig Callahan infilò da posizione centrale e che portò Brindisi sul +4 a pochi secondi dalla fine prima che Jonathan Gibson segnasse il primo tiro libero e sbagliasse il secondo per far scorrere quell’ultimo centesimo di secondo che ci separava dalla sirena finale che ci avrebbe riportato nel paradiso della Serie A.

Giocatori, staff e tifosi si lasciarono andare a una gioia incontenibile, una felicità difficile da descrivere a parole ma che meritavamo di provare e vivere. E mentre noi festeggiavamo sul parquet, contemporaneamente un popolo intero si riversava per le via della città come un fiume in piena e nonostante i tantissimi chilometri che ci dividevano riecheggiava un solo unico coro: “Ce ne andiamo ce ne andiamo in serie A”. Fu quella una promozione difficile e meritata, una vera e propria impresa che coach Bucchi, rimasto per sempre nel mio cuore per quella promozione ma per tanto altro, riuscì a compiere nel giro di un solo anno e per cui posso dire IO C’ERO.

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Chiara Masiello

MColombo PH ( si ringrazia Fabrizio Di Rienzo per aver fornito la fotografia)

 

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