Bucchi a 750 panchine, quarto di sempre

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Domenica scorsa Piero Bucchi ha raggiunto le 750 panchine in serie A. Soltanto quattro allenatori hanno toccato questo traguardo prima di lui: Tonino Zorzi, 1073 partite, Cesare Pancotto, 1023 con la vittoria numero 500 festeggiata alla penultima contro Pesaro e la numero 501 a Verona che è valsa la salvezza per Napoli, Carlo Recalcati, con 932, e Valerio Bianchini, arrivato a 827. Ha superato Dado Lombardi, 727, e Alberto Bucci, 715.

Il 31 gennaio 2022, con la vittoria della Dinamo per 102-75 sulla Happy Casa Brindisi aveva festeggiato al meglio la sua 700esima panchina in Serie A. Casualmente, la sua 500esima fu sempre contro Brindisi nella stagione 2010/2011: Bucchi allenava ancora l'Olimpia Milano prima di essere esonerato a gennaio 2012. Anche in quel caso la vittoria fu superiore ai 20 punti contro una squadra, quella brindisina, che a fine anno retrocesse in A2. 

Il suo esordio al campionato di A2 della stagione 1995/96 sulla panchina di Rimini, con cui ha allenato 120 gare. Dopo l’esperienza in Romagna, Bucchi ha allenato a Treviso (84 partite), Roma (119), Napoli (113), Milano (94), Brindisi (128), Pesaro (21), Cantù (12) e ora Sassari. Il coach nativo di Bologna ha superato Dan Peterson nella classifica degli allenatori più vincenti in Serie A. L’allenatore di Sassari ha all’attivo oltre 400 successi in campionato ed è ottavo nella classifica di tutti i tempi. Tra gli allenatori in attività in LBA, solo Ettore Messina ha collezionato più vittorie, oltre 450. Per lungo tempo è stato l’allenatore con più partite alla guida di Brindisi in campionato (128, a cui devono essere aggiunte le panchine nelle coppe europee e in Coppa Italia) prima di essere superato da Frank Vitucci. 

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Marino su SM parla di Brindisi e Spanoulis

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1662707244501“Con Scafati non siamo praticamente scesi in campo, per come abbiamo giocato sarebbe stato meglio restare a casa, Abbiamo fatto una figura pessima, ora serve invertire la rotta e abbiamo alcune partite da qui alla pausa per la Coppa Italia per ottenere le vittorie che ci mancano. Siamo una squadra con molti alti e bassi, e lo sappiamo, il rientro di D’Angelo Harrison (che qualcuno vorrebbe già tra i convocati a Trento, ma sarà più probabile vederlo contro Varese l'8 gennaio, ndr) ci aiuterà a cambiare qualcosa e speriamo di non avere tanti patemi nel 2023”.

Fernando Marino a 360 gradi su Radio Antenna Sud nella puntata speciale di “Punto Basket” che si è svolta il 29 dicembre presso lo store della New Basket Brindisi. Sulle note di “Somebody To Love” dei Queen (brano che introduce la Happy Casa Brindisi al suo ingresso in campo al Pala Pentassuglia per il riscaldamento pre gara, ndr) aggiunge il presidente: “Ci sono dei giocatori che non stanno rendendo come avremmo desiderato, ma io sono sempre presente agli allenamenti, prima e durante le partite e cerco di dare la carica giusta. Un presidente non deve essere presente soltanto quando si vince, anzi è nei momenti difficili che deve essere vicino alla squadra e allo staff tecnico. Noi lo siamo sempre, anche con il general manager e il direttore sportivo, e io in particolare voglio sempre dare il giusto sostegno ai giocatori”

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 - Come è cresciuto il presidente in questi undici anni di presidenza?

“Sono invecchiato nei pensieri e anagraficamente (ride, ndr). Seriamente parlando, l’errore che ho commesso è stato quello di entrare senza chiedere i veri bilanci, fidandomi e trovando una situazione molto complessa – spiega Marino -. Da imprenditore è un errore che non avrei dovuto commettere e ci siamo lasciati prendere la mano. Se avessi visto i conti, sarei in ogni caso entrato ma magari dopo una due diligence che avrebbe dato una linea di demarcazione. Forse un altro errore in questi anni è stato quello di accettare la presidenza della Lega Basket, ho subito attacchi personali anche impropri e ha creato problemi a questa società, pur essendo cresciuto e avendo imparato tanto”.

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